Il festival multidisciplinare propone dal 17 al 19 luglio tre serate al tramonto dedicate alla memoria, alla creatività delle donne e alla forza della comunicazione.
Il Rione Terra di Pozzuoli torna a trasformarsi in un palcoscenico sospeso tra storia, paesaggio e contemporaneità per il fine settimana conclusivo di Antichi Scenari 2026, il festival multidisciplinare che dal 17 al 19 luglio porterà sulla terrazza di Largo Centimolo spettacoli di danza e teatro capaci di intrecciare letteratura, memoria, libertà femminile e bisogno di comunicare.
Prodotta e organizzata dall’Associazione Luna Nova, con la direzione artistica di Veronica Grossi, la rassegna Antichi Scenari – Appuntamenti flegrei d’arte in movimento raggiunge quest’anno la sua ottava edizione, confermando la volontà di mettere in dialogo i linguaggi dello spettacolo dal vivo con uno dei luoghi più suggestivi dei Campi Flegrei. Il festival, in programma complessivamente dal 30 giugno al 19 luglio, utilizza il panorama e le architetture del Rione Terra come elementi vivi della rappresentazione, facendo incontrare il patrimonio antico con le inquietudini e le sensibilità del presente.

Il programma dell’ultimo fine settimana si aprirà venerdì 17 luglio, alle ore 19.30, con la compagnia Akerusia Danza, protagonista di Una stanza tutta per sé, performance liberamente ispirata al celebre saggio di Virginia Woolf. Il corpo e il movimento diventeranno strumenti attraverso i quali attraversare il pensiero della scrittrice britannica e la sua radicale riflessione sulla libertà delle donne, sull’indipendenza economica e sulla necessità di possedere uno spazio autonomo nel quale poter creare.
Lo spettacolo non propone una semplice trasposizione danzata dell’opera woolfiana, ma costruisce un percorso nel quale la scrittura viene trasformata in gesto, memoria ed emozione. La stanza evocata da Virginia Woolf non è soltanto un luogo fisico, ma diventa il simbolo di una conquista personale e collettiva: uno spazio protetto dalle convenzioni sociali, nel quale la donna può finalmente riconoscere la propria voce e affermare il proprio talento.
La regia e l’adattamento sono affidati ad Anita Mosca, mentre la danza è interpretata da Sabrina D’Aguanno. Le musiche originali sono di Giulia Primicile Carafa, l’ideazione di Rosario Liguoro e la produzione di Akerusia Danza. Attraverso il movimento, la parola della scrittrice si libera dalla pagina e acquista una dimensione scenica capace di restituire la complessità delle emozioni e delle battaglie femminili.
Sabato 18 luglio, sempre alle ore 19.30, sarà invece presentata in prima assoluta Sister Luisa. Atto unico della monaca pittrice, un’opera dedicata a Luisa Capomazza, artista puteolana del Seicento rimasta a lungo ai margini della memoria storica.
Per la giovane Luisa, la pittura non rappresentava un semplice passatempo, ma una necessità interiore tanto intensa da indurla a compiere una scelta radicale. In un’epoca nella quale il destino delle donne era quasi sempre determinato dalla famiglia e dal matrimonio, la pittrice decise di entrare in convento per sottrarsi alle pressioni dei pretendenti e fare dell’arte il centro della propria esistenza.

La clausura si trasformò così in una paradossale possibilità di emancipazione. Dietro le mura del convento, Luisa Capomazza poté difendere la propria vocazione, ma dovette anche confrontarsi con il prezzo della solitudine e con le rigide regole della vita monastica. La protagonista emerge come una figura posta continuamente sul confine: troppo indipendente per conformarsi alla società esterna, troppo artista per adattarsi pienamente alla quotidianità del convento.
Attraverso la sua scrittura, Veronica Grossi restituisce finalmente un nome e una voce a una donna coraggiosa e dimenticata, riportando alla luce una vicenda profondamente legata alla storia di Pozzuoli. Lo spettacolo diventa quindi anche un’operazione di recupero della memoria locale, capace di mostrare come l’arte abbia rappresentato, nei secoli, una forma di resistenza e di affermazione personale.
La regia di Sister Luisa è di Francesca Esposito. Sul palco saranno impegnate Adriana D’Agostino e Anna Bocchino, accompagnate dalle musiche eseguite dal vivo da Minnie Carbone e Marta Carbone, alle percussioni e alle voci. La produzione è dell’Associazione Luna Nova.
Il festival si concluderà domenica 19 luglio con una serata interamente dedicata alla danza contemporanea. Il primo appuntamento sarà Last Movement of Hope. Capitolo IV: Attesa, performance di quindici minuti proposta da Körper Young. La coreografia è firmata da Adriano Bolognino, con Rosaria Di Maro assistente alla coreografia, mentre le interpreti saranno Gabriella Luongo e Giorgia Mattiello. Le musiche sono di Giuseppe Villarosa e la produzione è di Körper – Centro Nazionale di Produzione della Danza.
Al centro della performance si trova l’attesa, intesa come tempo sospeso, condizione emotiva e spazio nel quale continuare a coltivare la speranza. Il movimento dà forma a ciò che precede un cambiamento, raccontando la tensione che nasce tra l’immobilità apparente e il desiderio di procedere verso una nuova possibilità.
A seguire, la Compagnia Twain presenterà Le vie di carta_sulla leggerezza, spettacolo di circa trentacinque minuti dedicato al bisogno umano di comunicare e lasciare tracce della propria esistenza. Dalle lettere inviate dal fronte fino al primo messaggio spedito nello spazio, ogni parola affidata alla distanza diventa un frammento di umanità e un atto di fiducia verso qualcuno che potrebbe leggerla.
La performance attraversa epoche e forme differenti della comunicazione, intrecciando voce, suono, corpo e immagini. Ogni mezzo utilizzato per raggiungere l’altro diventa un linguaggio e ogni messaggio conserva il significato profondo di espressioni semplici e universali come “ti penso” e “ci sono”. La leggerezza evocata dal titolo non coincide con la superficialità o con l’assenza di peso, ma con la capacità di attraversare il tempo, superare silenzi e distanze e reinventare continuamente il rapporto con gli altri.
La regia e la coreografia sono di Loredana Parrella e Yoris Petrillo. In scena ci saranno Caroline Loiseau, Anne-Gaëlle Stéphant, Aby Koshy Biju, Catarina Ramos Nunes e Matteo Vairo. La direzione artistica è di Loredana Parrella, mentre la produzione è di Twain – Centro di produzione danza.
Con il suo ultimo fine settimana, Antichi Scenari 2026 conferma così la propria vocazione a promuovere le arti attraverso una programmazione capace di evocare il mito e la classicità senza rinunciare a interrogare il presente. La condizione femminile, la libertà creativa, la memoria delle figure dimenticate, l’attesa e il desiderio di comunicare diventano i diversi frammenti di un unico racconto, ambientato in un luogo nel quale le stratificazioni della storia continuano a dialogare con la vita contemporanea.
La manifestazione gode del sostegno della Regione Campania e del patrocinio del Comune di Pozzuoli, del Parco Archeologico dei Campi Flegrei e del Real Bosco e Museo di Capodimonte. L’Associazione Luna Nova, nata nel cuore antico di Pozzuoli nel 1991, opera da oltre trent’anni nella promozione della poesia, della danza, del teatro e delle altre forme di espressione artistica.
Tre serate al tramonto, dunque, nelle quali la terrazza di Largo Centimolo diventerà uno spazio di incontro tra corpi, parole e paesaggio, concludendo l’ottava edizione di un festival che continua a rileggere gli antichi scenari flegrei attraverso le domande, le emozioni e i linguaggi del nostro tempo.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

