Grande emozione nella Sala Consiliare del Comune di Bonito, in provincia di Avellino, dove la comunità ha reso omaggio a Salvatore Ferragamo, uno dei più importanti protagonisti della moda italiana nel mondo. Al centro dell’incontro istituzionale, carico di significato culturale e identitario, la consegna della tesi di laurea di Sara Giordano, giovane studiosa dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.
Il lavoro accademico, dedicato alla storia imprenditoriale e creativa del celebre “Calzolaio dei Sogni”, nato proprio a Bonito, è stato donato all’amministrazione comunale e alla Biblioteca Comunale del borgo irpino. Una copia della ricerca è stata accolta anche nell’Archivio storico Ferragamo di Firenze, rafforzando ulteriormente il valore scientifico e documentale dell’opera.

La cerimonia ha rappresentato una giornata significativa per Bonito, capace di riunire moda, ricerca universitaria, memoria collettiva e valorizzazione del territorio. Ad accogliere ufficialmente Sara Giordano sono stati il sindaco Giuseppe De Pasquale, la vicesindaca e assessora alla Cultura Maria Neve De Rosa e il consigliere comunale Valerio Massimo Miletti.
La giovane si è laureata nel corso di Economia Aziendale e Green Economy dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”, discutendo una tesi in Teorie e Tecniche di Branding e Communication Management dal titolo Brand di lusso tra strategie, Made in Italy e aziende familiari: il caso-studio Salvatore Ferragamo. Relatore del lavoro è stato il professor Michelangelo Iossa, che ha accompagnato la neodottoressa anche durante la cerimonia organizzata nella cittadina irpina.
La ricerca ripercorre l’esperienza umana e professionale di Salvatore Ferragamo, analizzando contemporaneamente le strategie di branding, comunicazione e internazionalizzazione che hanno permesso alla maison di diventare uno dei simboli più riconoscibili del lusso italiano. Particolare attenzione viene riservata alle caratteristiche delle imprese familiari, alla forza evocativa del Made in Italy e al rapporto tra un marchio globale e il territorio dal quale ha avuto origine la storia del suo fondatore.
Pur avendo costruito una carriera internazionale tra gli Stati Uniti e Firenze, Salvatore Ferragamo conservò infatti un legame profondo con Bonito, luogo della sua nascita e punto di partenza di un percorso destinato a trasformare il mondo della calzatura e della moda. La vicenda del designer dimostra come anche un piccolo centro dell’Irpinia possa diventare la culla di un talento capace di conquistare Hollywood, vestire alcune delle personalità più celebri del Novecento e lasciare un’impronta duratura nella cultura del design.

Il lavoro di Sara Giordano non si limita a ricostruire la storia aziendale della maison, ma indaga le radici culturali e antropologiche dell’esperienza Ferragamo. Per realizzare la tesi, la ricercatrice ha condotto numerose interviste e attività di approfondimento tra Firenze e Bonito, raccogliendo testimonianze utili a comprendere il rapporto tra creatività, artigianato, memoria familiare e identità territoriale.
Proprio la qualità della documentazione raccolta e l’originalità dell’analisi hanno portato una copia della tesi a entrare nel patrimonio dell’Archivio Ferragamo di Firenze. Un riconoscimento particolarmente prestigioso, considerando il ruolo svolto dall’archivio nella conservazione dei materiali, delle creazioni e delle testimonianze legate alla storia di Salvatore Ferragamo e della sua azienda.
Durante l’incontro a Bonito, Sara Giordano, accompagnata dal professor Michelangelo Iossa e dalla collega Caterina La Marca, ha donato due copie del proprio lavoro alla comunità locale. La prima è stata consegnata all’amministrazione comunale affinché venga custodita nella Biblioteca Comunale e possa essere consultata dai cittadini, dagli studenti e dai ricercatori interessati alla figura di Ferragamo e alla storia del territorio.
La donazione assume un valore che supera il semplice gesto istituzionale. La presenza della tesi nella Biblioteca Comunale permette infatti di restituire simbolicamente alla città una ricerca nata anche grazie alle testimonianze, ai luoghi e alla memoria della comunità bonitese. Il volume diventa così uno strumento di studio e, allo stesso tempo, un nuovo tassello nella conservazione dell’identità culturale del paese.
La seconda copia è stata consegnata a Gaetano Di Vito, curatore della Mostra Permanente Alla ricerca delle cose perdute, conosciuta anche come Museo della Civiltà Contadina, delle Arti e dei Mestieri di Bonito. Il contributo di Di Vito, inserito all’interno della ricerca, è stato fondamentale per approfondire la memoria rurale e artigiana del paese, offrendo una lettura del contesto sociale e culturale nel quale maturarono le prime esperienze del giovane Ferragamo.
La Mostra Permanente custodisce oggetti, strumenti e testimonianze della vita quotidiana di un tempo, contribuendo a tramandare il patrimonio materiale e immateriale della comunità. Il collegamento tra questa realtà museale e la storia di Salvatore Ferragamo evidenzia il ruolo assunto dall’artigianato nella formazione del futuro designer, che fin da giovanissimo manifestò una straordinaria attenzione per le forme, i materiali e la realizzazione delle calzature.
Nel corso della cerimonia, il sindaco Giuseppe De Pasquale ha espresso il riconoscimento dell’amministrazione comunale nei confronti della giovane ricercatrice, consegnandole il gagliardetto ufficiale del Comune di Bonito. Sara Giordano ha ricevuto anche una selezione di pubblicazioni dedicate alla storia locale e all’eredità di Salvatore Ferragamo e Wanda Ferragamo, figura determinante per la prosecuzione e lo sviluppo dell’impresa dopo la scomparsa del fondatore.
L’incontro si è concluso con un brindisi dedicato al futuro professionale e accademico della neodottoressa, in un clima di orgoglio, gratitudine e commozione. La consegna della tesi ha permesso alla comunità di celebrare non soltanto il percorso di una giovane studiosa, ma anche la capacità della ricerca universitaria di dialogare con i territori e di restituire valore alle storie locali.
Il caso di Salvatore Ferragamo continua a rappresentare un esempio di straordinaria attualità. La sua esperienza racchiude alcuni degli elementi che ancora oggi caratterizzano l’eccellenza italiana: la qualità artigianale, l’innovazione, la creatività, il coraggio imprenditoriale e la capacità di trasformare una visione personale in un marchio conosciuto a livello internazionale.
Per Bonito, custodire e valorizzare questa eredità significa aprire nuove prospettive anche nel campo del turismo culturale. La storia di Ferragamo, unita al patrimonio storico, rurale e artigianale del borgo, può diventare un importante motore di promozione territoriale, favorendo la realizzazione di itinerari, iniziative culturali, attività formative ed eventi dedicati alla moda e al design.
La cerimonia organizzata nella sede comunale ha quindi offerto una finestra sul futuro della cittadina irpina. Bonito si conferma un territorio capace di ispirare le nuove generazioni, di sostenere la ricerca e di raccontare le proprie radici attraverso la vicenda di uno dei più grandi nomi della moda mondiale.
La tesi di Sara Giordano diventa così un ponte ideale tra passato e futuro, tra la dimensione internazionale della maison Ferragamo e il piccolo borgo nel quale tutto ebbe inizio. Un lavoro che restituisce centralità alla memoria, sottolineando come dietro ogni grande storia imprenditoriale vi siano luoghi, comunità, tradizioni e persone capaci di alimentare un sogno.
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- Comune di Bonito: comune.bonito.av.it
- Università degli Studi Suor Orsola Benincasa: unisob.na.it
- Museo Salvatore Ferragamo: museo.ferragamo.com
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
