La seduta del 20 novembre 2025 si è conclusa con un moderato rialzo per la Borsa di Milano, che ha archiviato un +0,62% per il FTSE MIB, attestandosi intorno ai 42.917 punti. Il mercato ha puntato in modo evidente sulle utility — con Hera in rialzo di +3,1%, Italgas +2,2% e A2A +2,1% — e sul gruppo della difesa Leonardo, salito di +2,89%, a fronte di un contesto economico ancora incerto e di una preferenza per titoli considerati più “rifugio”. Al contrario, il comparto auto ha sofferto — Stellantis in calo di circa il 3% — penalizzato da dati sul mercato tedesco che segnalano la perdita di quasi 48.700 posti di lavoro nei primi nove mesi dell’anno, mentre i titoli tecnologici come Nexi (–2,48 %) e STMicroelectronics (–2,1 %) hanno faticato, in linea con le tensioni che ancora accompagnano semiconduttori e pagamenti digitali.
Il fatto interessante è che la ripresa non è stata solo italiana. Le borse europee hanno beneficiato di un’intonazione positiva più ampia: il pan-europeo STOXX 600 è salito di circa lo 0,7%, mentre piazze come Francoforte e Parigi hanno registrato guadagni intorno allo 0,8%. Una dinamica alimentata dal buon andamento delle trimestrali — in particolare del gigante tech Nvidia — e dalla percezione che la politica monetaria possa restare più accomodante del previsto.
Sul fronte statunitense e asiatico si sono registrati segnali altrettanto incoraggianti. Negli Stati Uniti, la spinta è arrivata dall’impatto positivo delle trimestrali di Nvidia assieme al buon andamento del mercato del lavoro, che ha fatto scattare un rimbalzo del sentiment dopo giorni di debolezza. In Asia, i principali listini — soprattutto in Giappone, Corea del Sud e Taiwan — hanno messo a segno incrementi significativi spinti da un’onda rialzista nel comparto tech e semiconduttori, mentre la Cina ha mostrato maggiore cautela. Per esempio, in Giappone la valuta yen è scesa sensibilmente e i rendimenti dei titoli di Stato hanno raggiunto livelli record, complicando la scena macroeconomica locale.
In questo scenario globale, la seduta italiana si inserisce come parte di un più ampio movimento di ripresa, ma anche di selezione: gli investitori premiano asset con fondamentali solidi e visibilità a lungo termine (utility, difesa) e restano più cauti su quelli esposti a ciclicità e sostanziali rischi strutturali. Il mercato italiano, così, fruisce del vento favorevole che soffia da oltreoceano e da Oriente, ma ne subisce anche gli effetti indiretti — in particolare quelli legati a export, tecnologia e automazione. La convivenza di ottimismo e prudenza caratterizza dunque questa fase: un rialzo diffuso, sì, ma non esuberante, che riflette un’attesa degli step futuri — dati macro, decisioni delle banche centrali, dinamiche geopolitiche — piuttosto che una celebrazione prematura del rialzo.
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