La prima giornata di confronto politico avviata dal presidente della Regione Campania Roberto Fico con le forze della maggioranza rappresenta un passaggio tutt’altro che formale nel processo di costruzione della nuova Giunta regionale. Dietro il linguaggio misurato dei “colloqui costruttivi” emerge infatti una fase delicata, in cui si intrecciano esigenze di discontinuità politica, richieste di rappresentanza territoriale e il peso ancora rilevante delle eredità della precedente stagione di governo.
Fico ha scelto un approccio prudente ma politicamente significativo: prima il confronto sui contenuti, poi la distribuzione degli incarichi. Un metodo che risponde alla necessità di consolidare una maggioranza eterogenea, chiamata a governare una regione complessa come la Campania, segnata da emergenze strutturali – sanità, trasporti, gestione del territorio – e da una forte aspettativa di cambiamento dopo gli anni dell’amministrazione De Luca. In questo quadro, il presidente ha ribadito la volontà di “lavorare per i campani”, sottolineando una cifra istituzionale che mira a superare personalismi e rendite di posizione.
Uno dei passaggi politicamente più rilevanti della giornata è stato il confronto con Clemente Mastella, leader di Noi di Centro, che ha definito l’incontro “costruttivo” e ha lasciato intendere che la sua forza politica sarà rappresentata nella futura Giunta con un assessorato. La mossa di Mastella conferma la sua tradizionale capacità di collocarsi come interlocutore pragmatico, puntando su temi concreti come il sostegno ai territori interni, il rafforzamento dei servizi sanitari e la gestione delle risorse del PNRR. Per Fico, l’apertura a Mastella è un segnale di realismo politico: garantire stabilità passa anche dal riconoscere il peso di forze che, pur non centrali sul piano numerico, risultano decisive negli equilibri regionali.
Il nodo più delicato resta però il rapporto con l’area riconducibile a Vincenzo De Luca. La richiesta avanzata dalla sua lista di confermare Fulvio Bonavitacola come assessore rappresenta molto più di una semplice indicazione di nome: è il tentativo di mantenere un filo diretto con la precedente gestione del potere regionale. Fico, dal canto suo, appare determinato a segnare una discontinuità simbolica e politica, soprattutto nei ruoli chiave della Giunta. La partita su Bonavitacola diventa così emblematica di un confronto più ampio: fino a che punto il nuovo corso potrà emanciparsi dal passato senza mettere a rischio la tenuta della maggioranza?
In controluce, la prima giornata di consultazioni mostra un presidente consapevole del proprio ruolo e dei limiti imposti dalla realtà politica. Non c’è fretta di chiudere, ma nemmeno l’intenzione di subire veti incrociati. La strategia sembra essere quella di guadagnare tempo, ascoltare tutti e poi decidere, costruendo una squadra che risponda a due esigenze fondamentali: governabilità e credibilità del cambiamento. Nei prossimi giorni il confronto entrerà inevitabilmente nel vivo, quando alle parole seguiranno i nomi e agli equilibri politici si sommeranno le aspettative dell’opinione pubblica.
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(foto tratta dal profilo Facebook di Roberto Fico)
