I Campi Flegrei provano a superare definitivamente la logica della frammentazione territoriale per proporsi come una destinazione turistica unica, riconoscibile, moderna e sostenibile. È questo il significato più profondo emerso dal convegno Oltre il Mito. I Campi Flegrei verso la destinazione turistica, ospitato nella Sala Ostrichina del Parco Borbonico del Fusaro, a Bacoli, e pensato come momento di avvio del nuovo corso operativo dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei sotto la guida del presidente Vincenzo Imperatore. L’appuntamento ha messo intorno allo stesso tavolo istituzioni, Comuni, operatori turistici, realtà culturali, associazioni e imprese, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa capace di valorizzare l’identità flegrea non solo come patrimonio archeologico e naturalistico, ma come sistema integrato di accoglienza, mobilità lenta, esperienze culturali, cammini, turismo religioso, accessibilità e promozione internazionale.
La prospettiva indicata da Vincenzo Imperatore assegna all’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei un ruolo di raccordo sovra-comunale, capace di unire territori che troppo spesso sono stati raccontati e promossi separatamente. Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e l’intera area flegrea diventano così parti di un unico racconto, fondato su standard condivisi, sulla mappatura dei percorsi storici, sulla georeferenziazione dei sentieri e sulla costruzione di un turismo green, lento, pedonale e ciclopedonale. In questa visione, il Parco non è soltanto un soggetto istituzionale di tutela, ma un motore di sviluppo sostenibile, chiamato a coordinare energie pubbliche e private per rendere i Campi Flegrei una destinazione competitiva nei grandi circuiti turistici nazionali e internazionali. L’Ente Parco dispone già di un proprio sito istituzionale e opera come riferimento territoriale dell’area protetta flegrea.
Il cuore della strategia è la costruzione di un ecosistema turistico integrato, nel quale ambiente, archeologia, paesaggio, mobilità dolce e innovazione digitale possano dialogare in modo stabile. Tra gli obiettivi indicati figura la valorizzazione dei sentieri storici e naturalistici, destinati a confluire in strumenti digitali capaci di offrire pacchetti prenotabili e percorsi geolocalizzati. In questa cornice si inserisce anche l’idea di restituire centralità alla Grotta di Cocceio, con l’obiettivo di ripristinare l’asse simbolico e territoriale con la Foresta di Cuma. È una prospettiva che mira a trasformare il patrimonio flegreo in esperienza fruibile, senza snaturarne l’identità, puntando su un turismo più consapevole, meno invasivo e più attento alla qualità dei luoghi.
La presenza dei sindaci Josi Gerardo Della Ragione, Luigi Manzoni e Salvatore Scotto di Santolo ha dato al convegno un valore politico rilevante. I primi cittadini di Bacoli, Pozzuoli e Monte di Procida hanno confermato la volontà di lavorare in sinergia, riconoscendo nell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei la possibile cabina di regia per superare i confini amministrativi e costruire una destinazione unitaria. È proprio questo passaggio a segnare la novità più significativa: non una semplice somma di attrattori, ma una governance territoriale capace di mettere insieme identità locali, servizi, mobilità, promozione e programmazione. In un’area come quella flegrea, dove ogni Comune custodisce un patrimonio straordinario ma interdipendente, la sfida non è più soltanto attrarre visitatori, ma governare i flussi, distribuire le opportunità e generare sviluppo duraturo.
Il tema della DMO, la Destination Management Organization, rappresenta uno snodo decisivo di questo percorso. L’assessore al Turismo del Comune di Pozzuoli, Maria Magliulo, ha annunciato l’impegno a pubblicare entro la fine di giugno l’avviso di manifestazione di interesse rivolto ai soggetti privati del settore, in coerenza con i criteri definiti dalla Regione Campania. La Regione ha attivato un percorso specifico per il riconoscimento delle DMO, organizzazioni pensate per mettere insieme i principali portatori di interesse pubblici e privati di una determinata destinazione turistica.
Il riferimento alla DMO non è un dettaglio tecnico, ma il possibile cambio di passo per i Campi Flegrei. Una destinazione turistica contemporanea non può fondarsi soltanto sulla bellezza dei luoghi: deve poter contare su una regia, su obiettivi condivisi, su servizi coordinati, su una narrazione comune e su strumenti di promozione coerenti. In questo senso, la manifestazione di interesse annunciata da Maria Magliulo può diventare il punto di incontro tra pubblico e privato, tra istituzioni e operatori, tra tutela e mercato, tra identità locale e domanda turistica internazionale.
L’intervento dell’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio ha rafforzato il quadro programmatico dell’iniziativa, indicando nella collaborazione tra enti, imprese, operatori culturali e comunità locali la condizione necessaria per costruire una destinazione forte e riconoscibile. I Campi Flegrei hanno infatti una ricchezza rara: paesaggio vulcanico, mare, archeologia, terme, borghi, cammini, memoria classica, spiritualità, enogastronomia, aree naturalistiche e un immaginario mitologico che attraversa secoli di storia. Ma proprio questa abbondanza richiede una strategia chiara, capace di evitare dispersioni e sovrapposizioni.
Durante la sessione tecnica sono emersi diversi tasselli di questa strategia. Vittorio Lepre, per il tour operator Cosy For You, ha evidenziato il potenziale del turismo accessibile e dei ritmi lenti, indicando il Cammino di Virgilio come possibile asse archeologico portante. Maria Caputi, per La Terra dei Miti, ha presentato l’applicazione geolocalizzata Campi Flegrei in Tour, con un primo itinerario dedicato all’evoluzione del paesaggio termale tra Ottocento e Novecento. Roberto Della Rocca, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Pozzuoli, ha richiamato il valore dei cammini della fede e del turismo religioso, mentre Giulio Gambardella, direttore di Campi Flegrei Active, ha posto l’accento sui trend di mercato e sul ruolo delle community nella costruzione dell’offerta. Roberto Laringe, presidente di FederAlberghi Campi Flegrei, ha invece sottolineato l’importanza dei collegamenti ciclopedonali intercomunali, indispensabili per rendere il turismo sostenibile non solo un principio, ma una pratica concreta.
A completare il quadro sono arrivati il contributo di Massimo D’Antonio, con la guida L’arcipelago flegreo, e la testimonianza di Yuri Basilicò di Va Sentiero, che ha portato l’esperienza dei cammini nazionali come modello di narrazione lenta, partecipata e immersiva dei territori. Ne emerge un’idea di turismo che non consuma semplicemente i luoghi, ma li attraversa, li interpreta e li mette in relazione. È un modello particolarmente adatto ai Campi Flegrei, dove ogni tratto di paesaggio rimanda a una stratificazione di natura, mito, storia, archeologia e vita quotidiana.
La sfida assume un valore ancora più rilevante in vista dell’America’s Cup 2027, che porterà Napoli e l’area occidentale della città al centro dell’attenzione internazionale. La competizione velica si svolgerà a Napoli, con Bagnoli indicata come area strategica dell’evento, e rappresenta un’occasione di visibilità e rilancio per tutto il territorio flegreo, chiamato a prepararsi non solo sul piano dell’accoglienza, ma anche su quello della mobilità, della qualità dei servizi e della capacità di offrire esperienze turistiche integrate.
Per i Campi Flegrei, l’appuntamento internazionale può diventare una leva straordinaria, a condizione che il territorio arrivi preparato. Lavorare oggi su DMO, sentieri, app, percorsi culturali, cammini, accessibilità, collegamenti ciclopedonali e governance significa costruire le basi per intercettare flussi turistici qualificati e trasformare un grande evento in eredità stabile. Il rischio, altrimenti, sarebbe quello di subire l’attenzione mediatica senza riuscire a tradurla in sviluppo. Il convegno di Bacoli ha invece indicato una direzione diversa: fare squadra, programmare, coordinare e raccontare i Campi Flegrei come una destinazione unitaria.
In questa prospettiva, il passaggio “oltre il mito” non significa abbandonare la forza simbolica dei Campi Flegrei, ma renderla contemporanea. Il mito resta una componente identitaria essenziale, ma deve dialogare con strumenti moderni, con la sostenibilità, con il digitale, con la mobilità lenta, con l’accessibilità e con la capacità di attrarre visitatori interessati a esperienze autentiche. I Campi Flegrei possono diventare una delle destinazioni più riconoscibili del turismo campano e mediterraneo se sapranno tenere insieme tutela e fruizione, radici e innovazione, comunità locali e mercato internazionale.
Il nuovo corso dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, guidato da Vincenzo Imperatore, sembra dunque puntare a una trasformazione profonda: non più territori che procedono separatamente, ma un sistema coordinato; non più singole iniziative isolate, ma una strategia di destinazione; non più soltanto patrimonio da contemplare, ma paesaggio da vivere in modo sostenibile. È su questa capacità di unire visione, metodo e partecipazione che si giocherà il futuro turistico dei Campi Flegrei, chiamati a diventare un laboratorio avanzato di sviluppo territoriale, cultura, ambiente e accoglienza.
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