Il Governo studia un nuovo intervento contro il caro carburanti, con l’obiettivo di frenare l’aumento dei prezzi alla pompa prima delle grandi partenze estive di agosto. L’ipotesi principale riguarda un decreto ponte concentrato inizialmente sul diesel, in attesa che il Ministero dell’Economia completi i calcoli sull’extragettito Iva necessario per finanziare il meccanismo delle accise mobili.
La corsa dei prezzi di benzina e gasolio è tornata al centro dell’agenda politica dopo il riaccendersi delle tensioni internazionali in Medio Oriente e la conclusione, avvenuta il 3 luglio, dei precedenti tagli alle accise. La combinazione tra rincari delle materie prime, pressione sui mercati energetici e ripristino della tassazione ordinaria ha prodotto nuovi aumenti, particolarmente pesanti per chi utilizza veicoli diesel.
Come riportato da Sky TG24, il Governo starebbe valutando la possibilità di approvare un provvedimento già nel corso della settimana, senza attendere necessariamente il Consiglio dei ministri previsto per il 4 agosto. La decisione dipenderà soprattutto dalle coperture finanziarie e dall’ammontare dell’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe affidato al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il compito di approfondire le diverse opzioni disponibili. Il nodo centrale resta infatti quello delle risorse: il meccanismo delle accise mobili consente di utilizzare le maggiori entrate Iva ottenute dallo Stato quando i prezzi aumentano per ridurre temporaneamente le accise applicate su benzina e gasolio. In questo modo, almeno in teoria, una parte del rincaro potrebbe essere neutralizzata direttamente alla pompa.
Secondo quanto riferito dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, prima di stabilire la portata dell’intervento sarà necessario attendere i calcoli del Ministero dell’Economia. L’extragettito Iva determinerebbe infatti l’entità del possibile taglio delle accise, mentre eventuali misure aggiuntive richiederebbero coperture finanziarie differenti. Urso ha anche aperto alla possibilità di interventi mirati, sul modello del credito d’imposta già utilizzato per sostenere il settore dell’autotrasporto.
Secondo l’ANSA, la prima risposta dell’Esecutivo potrebbe assumere la forma di un intervento ponte dedicato soprattutto al gasolio. Il provvedimento servirebbe a contenere immediatamente i prezzi, in attesa di conoscere i dati completi sull’extragettito Iva di luglio e di poter attivare successivamente le accise mobili su una scala più ampia.
L’urgenza è legata anche al calendario estivo. L’inizio di agosto coincide con uno dei periodi di maggiore traffico su strade e autostrade, quando milioni di italiani si spostano per le vacanze. Un ulteriore aumento del diesel avrebbe conseguenze non soltanto sui costi sostenuti direttamente dagli automobilisti, ma anche sull’intera catena logistica, considerando il ruolo del gasolio nel trasporto delle merci.
Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy citati da Sky TG24, il 26 luglio il prezzo medio della benzina in modalità self-service sulla rete stradale aveva raggiunto 1,981 euro al litro, mentre il gasolio era salito a 2,184 euro. Sulle autostrade la benzina self risultava mediamente a 2,071 euro al litro e il diesel a 2,255 euro.
La situazione appare quindi particolarmente critica per il gasolio, che ha registrato una crescita più consistente rispetto alla benzina. Secondo le elaborazioni del Codacons un litro di diesel costerebbe il 30,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aggravio stimato di circa 25 euro per un pieno. Per la benzina l’aumento annuale sarebbe invece del 14,4%, equivalente a circa 12,40 euro in più per un rifornimento completo.
Sempre secondo il Codacons, la spesa complessiva degli italiani per i rifornimenti nei mesi di luglio e agosto potrebbe raggiungere 10,8 miliardi di euro, con un incremento di circa 1,9 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’associazione dei consumatori chiede un taglio immediato delle accise di almeno 15 centesimi al litro, considerato necessario per riportare il prezzo del gasolio sotto la soglia dei 2 euro.
Una parte rilevante della spesa sostenuta dagli automobilisti continua a essere rappresentata dalla componente fiscale: Iva e accise inciderebbero per il 53,3% sul prezzo di ogni litro di benzina e per il 51% su quello del gasolio. Nel solo mese di luglio, su una spesa complessiva stimata in circa 5,64 miliardi di euro, quasi 2,93 miliardi finirebbero nelle casse dello Stato attraverso la tassazione.
Il possibile decreto ponte dovrebbe avere un costo nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro e rappresentare una soluzione temporanea, destinata a coprire il periodo precedente all’attivazione delle accise mobili finanziate con l’extragettito Iva di luglio. Secondo le indiscrezioni riportate dalle fonti, i dati definitivi potrebbero essere disponibili nei primi giorni di agosto.
Il Governo ha già destinato risorse considerevoli al contenimento dei prezzi. Come riportato dall’ANSA, i tagli applicati tra marzo e i primi giorni di luglio avrebbero comportato una spesa di circa 1,8 miliardi di euro. Nel Consiglio dei ministri del 4 agosto dovrebbe essere effettuata una valutazione più completa delle disponibilità economiche e delle misure da adottare.
Oltre alle misure emergenziali, il ministro Adolfo Urso ha richiamato la necessità di intervenire in modo strutturale sul settore. Tra gli obiettivi indicati rientra la razionalizzazione della rete dei distributori prevista dal disegno di legge sulla concorrenza, con un programma di ammodernamento da completare nell’arco di cinque anni. Secondo il ministro, il sistema italiano di controllo e monitoraggio avrebbe contribuito a limitare gli aumenti rispetto ad altri Paesi, ma l’attuale emergenza richiede comunque una risposta immediata.
Il possibile decreto sul diesel resta dunque legato alla disponibilità delle coperture e alle valutazioni del Ministero dell’Economia. La strada più probabile sembra essere quella di un primo intervento ponte, seguito nei primi giorni di agosto dall’eventuale attivazione delle accise mobili. Per famiglie, imprese e autotrasportatori, l’obiettivo è ottenere una riduzione concreta dei prezzi prima che il caro carburanti produca ulteriori conseguenze sui viaggi estivi, sui trasporti e sul costo generale dei beni di consumo.
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