La rivoluzione era nell’aria da tempo, ma ora è realtà: il MIT ha reso pubblica la nuova lista nazionale degli autovelox — o meglio, di tutti i dispositivi di rilevamento della velocità che rispettano i requisiti di registrazione — e ha stabilito che chiunque gestisca apparecchi non censiti deve spegnerli. Ogni autovelox deve essere caricato sulla piattaforma dedicata indicando marca, modello, matricola, ubicazione e la documentazione di omologazione o approvazione. Chi non l’ha fatto entro il 28 novembre 2025 si trova oggi con un apparecchio “fuori norma”: da ieri, 29 novembre, le multe elevate dai dispositivi non presenti nell’elenco sono considerate nulle.
Per gli automobilisti significa che molte delle sanzioni per eccesso di velocità potrebbero essere invalidate: basta verificare nel portale del MIT se l’autovelox che ha rilevato la violazione risulta registrato. Ma anche per quelli censiti non è ancora finita: infatti resta aperto il nodo dell’omologazione — in passato molte multe sono state annullate perché gli apparecchi erano soltanto “approvati” e non “omologati” secondo gli standard previsti dal Codice della Strada.
Da domani, dunque, non basterà che un autovelox funzioni: deve essere registrato e omologato correttamente. Altrimenti la multa non ha validità. Si apre ora una fase di verifica per i Comuni e potenzialmente di ricorsi per migliaia di automobilisti. Per chi guida, l’imperativo è semplice: controlla l’elenco MIT prima di pagare.
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- Lista nazionale autovelox MIT Ministero dell’Interno
- Censimento e sulla piattaforma telematica Ministero dell’Interno