Maiori si prepara ad accogliere la presentazione nazionale di Trionfi & Cavalli, il libro di Salvatore Schiavone che intreccia antropologia, mondo ippico, tradizioni popolari ed eccellenze agroalimentari del Mezzogiorno. L’appuntamento è in programma lunedì 27 luglio 2026, alle ore 18, nella suggestiva cornice di Torre di Cesare.
La Costa d’Amalfi torna a essere luogo d’incontro tra cultura, memoria, identità mediterranea e valorizzazione delle produzioni territoriali. Lunedì 27 luglio 2026, alle ore 18, Torre di Cesare, a Maiori, ospiterà la presentazione nazionale di Trionfi & Cavalli, il nuovo libro di Salvatore Schiavone, pubblicato da Cacucci Editore.
L’iniziativa è promossa dall’associazione Officina delle Idee, con il patrocinio del Comune di Maiori, e nasce con l’obiettivo di creare un dialogo tra istituzioni, studiosi, appassionati del settore ippico, rappresentanti dei consorzi di tutela e protagonisti dell’enogastronomia campana. Una formula che trasforma la presentazione editoriale in un’occasione di confronto più ampia, capace di raccontare il Mezzogiorno attraverso i suoi riti, le sue comunità rurali, i suoi prodotti e il suo patrimonio immateriale.
Già comandante della Polizia Locale, divulgatore, saggista e dirigente dello Stato, Salvatore Schiavone propone con Trionfi & Cavalli un viaggio tra mito, psicologia, antropologia, medicina popolare e cultura equestre. Il volume, composto da 158 pagine e pubblicato nel 2026, indaga il rapporto profondo tra l’uomo e il cavallo, interpretando l’animale non soltanto come simbolo di forza, eleganza e libertà, ma anche come figura ancestrale capace di raccontare la paura, il trauma e la possibilità di superarli.
A sostenere l’incontro e la diffusione della cultura mediterranea sarà Raffaella Imperati, custode della Torre di Cesare, luogo affacciato sul mare che offrirà una cornice particolarmente evocativa alla manifestazione. La scelta della location appare coerente con il significato stesso dell’opera: uno spazio sospeso tra paesaggio, memoria e identità, nel quale il racconto delle tradizioni del Sud potrà incontrare le riflessioni sul futuro delle comunità e dei territori.
Il dibattito sarà coordinato da Giuseppe Parise, Ph.D. e rappresentante del Gruppo Parise e di HACCP System Group, insieme a Rosa Praticò, presidente dell’associazione Officina delle Idee. I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Lucia Mammato, vicesindaca e assessora al Turismo del Comune di Maiori, mentre l’introduzione sarà affidata a Ferdinando Imperati, esponente di MIR Eccellenze Casearie.
Al centro dell’incontro ci sarà la particolare tesi antropologica sviluppata da Salvatore Schiavone. Il cavallo, comparso sulla Terra milioni di anni prima dell’uomo, avrebbe sperimentato la paura come fondamentale risposta biologica alla propria condizione di animale preda. Prima ancora dell’essere umano, dunque, avrebbe conosciuto lo spavento, la fuga e il trauma come strumenti necessari alla sopravvivenza.
Da questa riflessione prende forma un percorso che conduce il lettore dalle origini del rapporto tra uomo e cavallo fino alle tradizioni rurali del Mezzogiorno. La paura non viene presentata unicamente come un limite, ma come una memoria primordiale che può essere riconosciuta, attraversata e trasformata. Il cavallo diventa così un archetipo universale, uno specchio attraverso il quale osservare le fragilità umane e riscoprire il desiderio di libertà.
Uno dei passaggi più originali del libro riguarda il collegamento con il rito della “verminara”, conosciuto nella cultura popolare anche come “taglio dei vermi”. Si tratta di una pratica tramandata all’interno delle comunità rurali, interpretata nell’opera come un rituale simbolico e psicomagico attraverso il quale recidere il male, sciogliere le paure e ristabilire un equilibrio emotivo.
La medicina popolare viene così riletta non come un semplice insieme di credenze appartenenti al passato, ma come un sistema culturale attraverso il quale le comunità hanno cercato di dare un nome alla sofferenza e di costruire veri e propri atti collettivi di cura. Gesti, parole e simboli diventavano strumenti per affrontare ciò che non poteva essere spiegato con le conoscenze scientifiche dell’epoca, offrendo alle persone una possibilità di condivisione e trasformazione.
Il percorso proposto da Trionfi & Cavalli parte simbolicamente dalla cucina di una nonna casertana, dove il rito popolare taglia il male, e arriva fino agli ippodromi italiani, immaginati come possibili luoghi di socialità, benessere e cura collettiva. Il libro costruisce quindi un ponte tra la memoria delle famiglie, il corpo, il trauma, il mondo rurale e gli spazi contemporanei legati all’ippica.
Un ruolo centrale nella presentazione sarà affidato proprio agli esperti e ai rappresentanti del settore ippico e del trotto. Interverranno Roberto Toniatti, presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore, Concetto Mazzarella, direttore dell’Ippodromo del Mediterraneo di Siracusa, e Raffaele Pappalardo, esperto del settore.
La loro partecipazione permetterà di ampliare il confronto sulle prospettive dell’ippica italiana, sul valore culturale e sociale degli ippodromi e sul rapporto tra allevamento, sport, tutela animale e territori. Il mondo del cavallo sarà dunque osservato non soltanto dal punto di vista agonistico, ma anche come patrimonio storico, economico e umano da preservare.
Accanto alla cultura equestre, l’appuntamento di Maiori dedicherà un ampio spazio ai custodi delle produzioni agroalimentari campane. L’obiettivo è raccontare un territorio che conserva la propria identità attraverso prodotti certificati, pratiche agricole, vigneti, limoneti, caseifici e laboratori artigianali.
Parteciperà Giosuè De Simone, presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco DOP, una delle più rappresentative eccellenze casearie della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari. Il suo intervento contribuirà a raccontare il legame tra il prodotto, il latte degli allevamenti locali, la tradizione dei casari e il paesaggio agricolo dal quale nasce questa particolare denominazione.
Per il comparto agrumicolo interverranno Angelo Amato, presidente del Consorzio di Tutela Limone Costa d’Amalfi IGP, e Mariano Valentino Vinaccia, rappresentante del Limone di Sorrento IGP. La presenza dei due consorzi sottolineerà il valore economico, ambientale e culturale della limonicoltura, attività che nei secoli ha modellato i terrazzamenti e il paesaggio costiero.
I limoni della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina non rappresentano soltanto prodotti di qualità riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Sono il risultato di un lavoro complesso, spesso svolto su terreni difficili da raggiungere e sostenuti da antichi terrazzamenti. La loro tutela coincide, pertanto, con la salvaguardia del paesaggio, delle comunità agricole e di un sistema produttivo fragile ma essenziale.
Il mondo vitivinicolo sarà rappresentato da Apicella Prisco, vicepresidente del Consorzio Vita Salerno Vites, e da Andrea Ferraioli, amministratore delegato delle Cantine Marisa Cuomo. La partecipazione di Andrea Ferraioli porterà al centro del dibattito l’esperienza dei cosiddetti vini eroici di Furore, nati da vigneti coltivati lungo pendii ripidi e terrazzamenti affacciati sul mare.
La viticoltura della Costa d’Amalfi costituisce uno degli esempi più significativi di agricoltura eroica italiana. In questi luoghi il lavoro manuale, la difficoltà degli accessi e le particolari condizioni geografiche rendono ogni vendemmia il risultato di un impegno straordinario. Il vino diventa così espressione del paesaggio e racconto delle persone che continuano a custodirlo.
Tra gli ospiti figura anche Sal De Riso, maestro pasticciere e presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. La sua presenza rappresenterà il mondo dell’alta pasticceria e la capacità di trasformare le materie prime della Costiera Amalfitana in creazioni conosciute ben oltre i confini regionali.
L’esperienza di Sal De Riso mostra come la tradizione possa dialogare con la ricerca e l’innovazione senza perdere il legame con le origini. Agrumi, ricotta, nocciole, frutta e altri ingredienti del territorio diventano elementi di una pasticceria contemporanea capace di promuovere l’immagine della Campania nel mondo.
Le conclusioni dell’incontro saranno affidate all’onorevole Marco Cerreto, componente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Il suo intervento offrirà l’occasione per riflettere sul ruolo delle istituzioni nella tutela delle filiere agricole, dei marchi di qualità, delle produzioni locali e delle aree rurali.
La presentazione di Trionfi & Cavalli si propone, quindi, come un appuntamento nel quale differenti esperienze potranno incontrarsi intorno a un’idea comune: la cultura non è separata dalla terra, dal cibo, dagli animali e dal lavoro delle comunità, ma nasce dal loro continuo intreccio.
Il libro di Salvatore Schiavone diventa il punto di partenza per parlare della paura e della libertà, ma anche delle radici culturali del Mezzogiorno, della trasmissione dei saperi, del valore dei riti e della necessità di tutelare ciò che rende unico un territorio.
Il programma si concluderà con una degustazione guidata sul mare, concepita come un autentico rito della convivialità. I partecipanti potranno scoprire alcuni dei sapori simbolo della Campania: il Provolone del Monaco DOP, i limoni della Costa d’Amalfi e della Penisola Sorrentina, i vini eroici di Furore e le creazioni di alta pasticceria firmate da Sal De Riso.
Non si tratterà soltanto di un momento gastronomico, ma della prosecuzione ideale del racconto culturale sviluppato durante l’incontro. Condividere il cibo significa infatti riconoscere il lavoro degli agricoltori, degli allevatori, dei casari, dei vignaioli, dei pasticcieri e di tutte le persone impegnate nella conservazione delle tradizioni locali.
Nella cornice di Torre di Cesare, il mare della Costa d’Amalfi accompagnerà così un evento che unisce libri, cavalli, memoria popolare ed eccellenze agroalimentari. Un incontro nel quale il patrimonio culturale del Sud non sarà osservato come una testimonianza immobile del passato, ma come una risorsa viva dalla quale partire per costruire nuove occasioni di conoscenza, sviluppo e condivisione.
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