Nel corso della tornata elettorale del novembre 2025, tre regioni – Campania, Puglia e Veneto – sono state chiamate al voto per il rinnovo dei rispettivi consigli e presidenti regionali. In Campania, la corsa si è conclusa con la vittoria netta di Roberto Fico, sostenuto da una coalizione di centrosinistra che include il Movimento 5 Stelle. I primi exit-poll e proiezioni indicavano un consenso tra il 57-60 % per Fico contro il 35-38 % dell’avversario di centro-destra Edmondo Cirielli.
L’affluenza in Campania si attesta al 44,06 %, in calo di circa 11 punti rispetto al 2020 (55,52 %). la Repubblica+1 Il dato della città di Napoli è ancora più allarmante, con meno del 40 % dei cittadini che si sono recati alle urne.
Dal comitato elettorale emerge un clima di entusiasmo per la coalizione vincente: la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, si è recata a Napoli per congratularsi con Fico, e lo stesso leader del M5S, Giuseppe Conte, ha commentato: «Ha vinto Fico, non saltellano più».
In Puglia, Antonio Decaro ha conquistato la presidenza regionale grazie alla coalizione di centrosinistra, confermando un orientamento stabile nella regione. L’affluenza è stata del 41,83 %, anch’essa in drastico calo rispetto al 56,43 % del 2020.
In Veneto la vittoria è andata alla coalizione di centro-destra: Alberto Stefani sarà il nuovo (o riconfermato) presidente regionale. Qui l’affluenza è stata del 44,64 % contro il 61,16 % del 2020.
Il comune denominatore tra le tre regioni è dunque una partecipazione al voto molto ridotta, che molti commentatori interpretano come un segnale di disaffezione democratica e sfiducia nel sistema politico.
In Campania la vittoria di Fico viene letta come un risultato che rafforza l’idea che una coalizione unita del centrosinistra-M5S possa dare filo da torcere all’attuale governo nazionale. Al tempo stesso, l’avversario Cirielli del centro-destra riconosce la sconfitta e formula auguri di buon lavoro al neo-presidente. la Repubblica
Tra le prime dichiarazioni dopo lo spoglio, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha sottolineato l’auspicio di un metodo partecipativo e condiviso per governare la Regione: «Ci aspettiamo… una gestione partecipata».
Per il centro-destra, in particolare in Veneto, resta la lettura di conferma del proprio schema governativo nelle regioni dove era già in carica, ma con il monito di un’astensione che porta il sistema a dover riflettere su lontananza, rappresentanza e mobilitazione.
Questo turno elettorale aprirà ora una fase politica nazionale nella quale le larghe intese e le alleanze di coalizione nel centro-sinistra cercano di capitalizzare questi risultati per presentarsi come alternativa al governo. Allo stesso tempo, l’astensionismo emerge come emergenza democratica che nessuna forza politica può ignorare.
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