ExpoSele 2026 rilancia da Eboli una strategia per il futuro dell’agroalimentare campano e del Mezzogiorno: mettere in rete le fiere, rafforzare le filiere produttive e coinvolgere i giovani nella valorizzazione del cibo di qualità. È il messaggio al centro del confronto ospitato il 26 settembre al PalaSele, nell’ambito dell’appuntamento “Le filiere della qualità con Agroeventi, la rete delle fiere campane”. Una proposta che lega promozione delle imprese, educazione alimentare e identità dei territori, con l’ambizione di contribuire alla costruzione di un grande polo agroalimentare mediterraneo.
A illustrare il percorso è stato Corrado Martinangelo, presidente di Agrocepi e promotore del progetto Agroeventi, nato per collegare le principali manifestazioni fieristiche campane dedicate all’agroalimentare. Il confronto, condotto da Marco Frittella, direttore di Make Different Magazine, ha approfondito le possibilità offerte da una collaborazione stabile tra eventi che condividono l’obiettivo di dare visibilità alle eccellenze produttive.
La rete parte dall’esperienza di cinque fiere campane e punta a trasformare il coordinamento tra manifestazioni in una piattaforma comune di promozione. Il principio indicato da Martinangelo è chiaro: un sistema fieristico più forte, organizzato ed efficace può offrire alle imprese maggiori opportunità di partecipazione, favorire la conoscenza dei prodotti e sostenere l’apertura verso nuovi mercati. La qualità delle produzioni diventa così il punto di incontro tra il lavoro delle aziende e la capacità delle fiere di raccontarlo a operatori, pubblico e interlocutori istituzionali.
Per le filiere agroalimentari, il valore della rete risiede nella possibilità di dare continuità alla promozione dei territori. Collegare le manifestazioni significa costruire relazioni tra esperienze diverse, condividere obiettivi e rendere più riconoscibile il patrimonio produttivo campano. Nella prospettiva delineata durante l’incontro, le fiere possono diventare luoghi nei quali la presentazione delle eccellenze si accompagna al confronto sulle opportunità di crescita delle imprese.
L’orizzonte di Agroeventi si estende all’intero Mezzogiorno. Martinangelo ha indicato l’esperienza campana come un modello da promuovere anche nelle altre regioni meridionali, con l’intento di contribuire a fare dell’area mediterranea uno dei grandi poli agroalimentari d’Europa. Si tratta di un’ambizione che mette al centro il rapporto tra produzioni, territori e mercati, affidando alla collaborazione tra fiere un ruolo nel rafforzamento della visibilità delle imprese.
Accanto alla dimensione economica, il confronto di ExpoSele 2026 ha dato spazio alla cultura alimentare e al coinvolgimento delle nuove generazioni. Il percorso legato alla Dieta Mediterranea rappresenta, per Agroeventi, un’occasione per avvicinare i giovani alla conoscenza delle produzioni territoriali, della tracciabilità e delle filiere. Educare alla qualità significa favorire una maggiore consapevolezza del cibo e del lavoro che ne accompagna la produzione.
«Nel percorso legato alla Dieta Mediterranea vogliamo coinvolgere soprattutto i giovani, facendoli diventare vere e proprie sentinelle del cibo di qualità», ha affermato Martinangelo. L’espressione riassume il ruolo che il progetto intende affidare alle nuove generazioni: partecipare alla diffusione di una cultura alimentare fondata sulla conoscenza, sul legame con i territori e sull’attenzione all’origine dei prodotti.
Il dialogo tra giovani e imprese assume quindi un significato centrale. Avvicinare le nuove generazioni ai protagonisti dell’agroalimentare permette di collegare l’educazione alimentare alle esperienze concrete delle filiere. Nel percorso illustrato a Eboli, la Dieta Mediterranea diventa il filo conduttore di un impegno che unisce conoscenza delle produzioni, consapevolezza delle scelte alimentari e valorizzazione del patrimonio locale.
A dare concretezza al confronto è stata la partecipazione dei rappresentanti delle manifestazioni coinvolte. Sono intervenuti Fabrizio Cantella di Gustus, Antonio Lezzi di Cibo&Dintorni, Emilio Ferrara di Dmed – Salone della Dieta Mediterranea, Luigi Morena e Nicola Calzolaro del Comitato ExpoSele 2026, insieme a Maurizio Teti di VitignoItalia. La presenza di queste realtà ha portato al tavolo esperienze fieristiche differenti, accomunate dall’interesse per la promozione dell’agroalimentare e per il rafforzamento delle relazioni tra operatori.
Il tema della competitività è stato affrontato anche dai rappresentanti delle istituzioni. Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, assessore regionale alle Attività produttive e allo Sviluppo economico, e Franco Picarone, consigliere regionale, hanno richiamato il valore della rete per sostenere le imprese del territorio e consolidarne la presenza sui mercati nazionali e internazionali. Il coordinamento tra fiere si inserisce così in una prospettiva più ampia, nella quale promozione delle produzioni e sviluppo economico procedono insieme.
L’incontro è stato trasmesso in diretta da Radio TV ExpoSele, attraverso un network di dieci radio partner e i canali ufficiali della manifestazione. La comunicazione ha accompagnato il confronto, ampliando la diffusione dei temi affrontati e portando il racconto delle filiere oltre gli spazi del PalaSele.
Da ExpoSele 2026 emerge dunque una proposta che mette in relazione imprese, fiere, istituzioni e nuove generazioni. La prospettiva indicata da Martinangelo è costruire una rete stabile, capace di accrescere la visibilità del cibo di qualità e rafforzare l’identità agroalimentare della Campania e del Mezzogiorno. Il coinvolgimento dei giovani e la collaborazione tra manifestazioni rappresentano due componenti dello stesso percorso: far conoscere il valore delle produzioni territoriali e creare nuove opportunità per chi le realizza.
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(video e foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
