Il Festival Duni 2025, giunto alla sua ventiseiesima edizione, si conferma come uno degli appuntamenti più longevi e autorevoli del panorama della musica antica in Italia. Dal 27 settembre al 26 novembre, Matera si trasforma in un palcoscenico diffuso con quindici concerti-evento ospitati in chiese, palazzi storici e nei Sassi, patrimonio UNESCO, sotto il segno del tema Patrimoni Sonori.
La rassegna si apre simbolicamente a Napoli il 27 settembre, nella monumentale Chiesa dei Girolamini, con l’anteprima dell’Oratorio di San Martino Vescovo di Donato Ricchezza, compositore materano del Seicento rimasto nell’ombra per secoli e riscoperto grazie al lavoro del musicologo Dinko Fabris e del direttore Antonio Florio. Il giorno successivo, il 28 settembre, l’oratorio inaugurerà ufficialmente il festival nella Chiesa di San Pietro Caveoso di Matera, un luogo fortemente legato alla biografia del compositore, che proprio lì ricevette la tonsura nel 1663.

Il cartellone di quest’anno intreccia anniversari cruciali della storia della musica: i 500 anni della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, i 300 della morte di Alessandro Scarlatti, i 250 dalla scomparsa di Egidio Romualdo Duni – figura centrale della tradizione musicale materana e tra i padri dell’opera comica francese – e i 150 anni della nascita di Maurice Ravel, il maestro francese che seppe trasformare le suggestioni del barocco in modernità.
Accanto ai grandi nomi del repertorio, il Festival Duni porta a Matera alcuni dei più celebri interpreti della scena internazionale: dall’ensemble Odhecaton diretto da Paolo Da Col, riferimento mondiale per la polifonia rinascimentale, alla clavicembalista spagnola Amaya Fernández Pozuelo, dall’australiano John Griffiths, massimo esperto di vihuela, alla pioniera dell’arpa barocca Mara Galassi. Momenti di prestigio arriveranno con i francesi Les Paladins diretti da Jérôme Correas, che accosteranno Duni a Couperin e Rameau, e con le riscoperte della clavicembalista lucana Filomena Bonafide, che presenterà inediti di Duni pubblicati a Parigi.
Non mancano i protagonisti locali che hanno conquistato la scena europea, come il controtenore Niccolò Balducci e la chitarrista Claudia Dalia, che tornano a esibirsi a Matera. A chiudere la rassegna, il 26 novembre al Teatro Guerrieri, sarà lo spettacolo sulle eroine ovidiane con l’ensemble Dialogos e l’attore-cantante Pino De Vittorio, in un ponte ideale tra Mediterraneo, mito e musica.
Al centro di questo percorso c’è la Cappella Neapolitana, l’ensemble fondato da Antonio Florio nel 1987 (inizialmente con il nome di Cappella della Pietà de’ Turchini). Considerata una delle punte di diamante della musica antica europea, l’orchestra ha calcato i palcoscenici di istituzioni come l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, il Teatro di San Carlo, il Palau de la Música di Barcellona, la Berliner Philharmonie e la Wiener Konzerthaus. La sua missione è la riscoperta del patrimonio barocco napoletano e la restituzione al pubblico di capolavori dimenticati, come quelli di Provenzale, Vinci, Pergolesi, Leo e ora Ricchezza.
La loro attività discografica ha prodotto oltre trenta registrazioni premiate con riconoscimenti internazionali, dal Diapason d’Or al Premio Abbiati, e ha contribuito a diffondere la musica seicentesca e settecentesca partenopea in tutto il mondo. Il ritorno della Cappella Neapolitana a Matera, in un festival che porta il nome di Egidio Romualdo Duni, suggella un legame profondo tra Napoli e Matera, tra due città unite dalla storia e dalla cultura musicale.
Il Festival Duni 2025 non è solo un’occasione di ascolto, ma anche un ponte culturale ed educativo. Con iniziative dedicate alle scuole e con la prospettiva di Matera Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, la rassegna si conferma laboratorio di identità, memoria e dialogo interculturale.

Info e programma completo: Festival Duni
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
