Dal Vesuvio al Monviso, dalle carte geografiche antiche alle visioni contemporanee, Napoli e Torino si incontrano e si riconoscono nello sguardo di Gennaro Regina. L’artista e designer napoletano approda alla Reggia di Venaria con Torino in the Box, progetto espositivo che dal 1° luglio al 4 ottobre 2026 porta nelle Sale dei Paggi un viaggio visivo costruito su memoria, geografia, identità e immaginazione. L’inaugurazione è prevista mercoledì 1° luglio alle ore 18, con ingresso dalla Cappella di Sant’Uberto, mentre l’apertura al pubblico è indicata dal 2 luglio nell’ambito del normale percorso di visita della Reggia.

La mostra, curata da Walter Guadagnini, riunisce 33 opere: 25 originali, 7 riproduzioni in stampa e una installazione. È un atlante personale e insieme universale, nel quale l’artista interviene su carte antiche, mappe settecentesche, pagine di libri, frammenti di stampa e materiali d’archivio, trasformandoli attraverso collage, pittura, sovrapposizioni, segni e simboli. La Reggia di Venaria diventa così il luogo di un dialogo inatteso tra due città apparentemente lontane ma unite da una comune forza narrativa: Napoli, con il suo vulcano, il mare, le sirene, gli ex voto e i santi protettori; Torino, con la Mole Antonelliana, il profilo alpino, il Monviso e la memoria sabauda che abita gli spazi settecenteschi delle Sale dei Paggi.
Il titolo stesso, Torino in the Box, richiama l’idea di una scatola di meraviglie, un contenitore aperto e mobile in cui le immagini del passato non vengono semplicemente conservate, ma rimesse in circolo. Nell’opera che dà il nome alla mostra, la Mole Antonelliana si staglia sul Monviso dipinto dall’artista su una stampa antica nella quale si scorgono Torino e Venaria Reale. È una visione sospesa tra topografia e sogno, tra fedeltà al documento e libertà dell’invenzione, dove il paesaggio non è mai solo sfondo ma materia emotiva, memoria stratificata, racconto di appartenenza.
Al centro della ricerca di Gennaro Regina c’è da sempre il gesto del recupero. Nato nel 1965, l’artista discende da una famiglia di editori d’arte e librai antiquari attiva dal 1880, una tradizione che ha alimentato il suo rapporto con le immagini, i libri, le incisioni, le carte e gli oggetti custodi di tempo. A questa eredità familiare Regina ha affiancato due passioni decisive, la pittura e la fotografia, dando vita a un linguaggio riconoscibile, capace di fondere memoria collezionistica e sensibilità pop, rigore compositivo e immediatezza comunicativa. Le sue opere sono oggi presenti in collezioni italiane e straniere, con una particolare attenzione del mercato statunitense.
La mostra alla Reggia di Venaria si sviluppa lungo una doppia linea di ricerca. Da un lato c’è la matrice genealogica, il rapporto con le carte antiche, le incisioni e i documenti trasformati in nuove superfici narrative. Dall’altro c’è il Vesuvio, presenza iconica e ricorrente nell’opera di Regina, non semplice soggetto ma segno primario, archetipo, voce interiore. Il vulcano appare come energia, ferita, emblema identitario, forza naturale e simbolica capace di attraversare i materiali e di caricarli di tensione contemporanea. In questo percorso il Vesuvio sembra dialogare con il Monviso, come se il Sud e il Nord si osservassero da due estremi del paesaggio italiano, trovando nell’arte un terreno comune.
Il lavoro di Regina non si limita alla nostalgia per le immagini del passato. La sua è piuttosto una pratica di rigenerazione. Mappe, pagine e frammenti non restano oggetti d’archivio, ma diventano materia viva, superfici su cui si depositano nuove storie. Il collage, l’acrilico, la sovrascrittura e l’inserimento di simboli producono paesaggi sentimentali e dissacranti, dove mito e attualità convivono senza annullarsi. In questa stratificazione si riconosce la forza della sua poetica: guardare indietro non per rifugiarsi nel passato, ma per riattivarlo dentro il presente.
Torino in the Box è anche un omaggio a Luca Beatrice, critico d’arte scomparso prematuramente e figura centrale nel panorama culturale contemporaneo. Nel 2019 Beatrice aveva curato Vesuvio in the Box al MAV di Ercolano, progetto da cui questa nuova tappa torinese trae origine e sviluppo. La dedica assume così un valore personale e artistico: è un modo per proseguire un dialogo, per trasformare il ricordo in percorso, per affidare all’esposizione il senso di un rincontro possibile attraverso il tempo.
Tra le opere in mostra figurano Torino in the Box del 2026, acrilico su antica mappa stampata su tela, e The Castle Window del 2023, collage e acrilico su legno appartenente al più ampio filone delle opere “Box”. Qui i ritagli cartacei, lavorati con maestria, costruiscono una prospettiva volutamente artefatta, quasi teatrale, nella quale il vedere diventa esperienza di attraversamento. Non si guarda soltanto un’immagine: si entra in una struttura, in una finestra, in una geografia mentale.
Il percorso espositivo alla Reggia di Venaria conferma la capacità dell’arte di creare connessioni tra luoghi, epoche e sensibilità diverse. Napoli e Torino, il patrimonio del passato e la visione contemporanea, il Vesuvio e il Monviso, la carta antica e il gesto pittorico, si riflettono in un racconto che invita il pubblico a superare la superficie delle immagini. Nella “scatola” di Gennaro Regina, il viaggio non è mai solo geografico: è un movimento tra memoria e desiderio, tra identità e trasformazione, tra ciò che resta e ciò che può ancora nascere.
La mostra Torino in the Box. Di Gennaro Regina è ospitata nelle Sale dei Paggi della Reggia di Venaria, in Piazza della Repubblica a Venaria Reale, ed è compresa nel normale percorso di visita della Reggia. La pagina ufficiale della Venaria conferma il progetto espositivo e la presenza delle 33 opere realizzate con carte antiche, mappe settecentesche e frammenti di giornali. (La Venaria Reale)
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