Le Giornate FAI di Primavera 2026 tornano anche in Campania con un programma particolarmente ricco, diffuso e capace di attraversare l’intera regione, da Napoli al Cilento, passando per aree archeologiche, palazzi istituzionali, dimore nobiliari, complessi religiosi, luoghi della ricerca, borghi storici e perfino siti produttivi d’eccellenza. L’appuntamento è fissato per sabato 21 e domenica 22 marzo 2026, nell’ambito della 34ª edizione della grande iniziativa nazionale promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, che quest’anno coinvolge in tutta Italia 780 luoghi in 400 città, con visite a contributo libero e una forte valenza culturale, educativa e civile. In Campania saranno oltre 50 i siti visitabili, molti dei quali eccezionalmente aperti oppure normalmente poco accessibili, in un itinerario che mette al centro la conoscenza del patrimonio e il suo valore identitario.
Il senso profondo delle Giornate FAI di Primavera non è soltanto quello di offrire al pubblico un fine settimana speciale tra arte, natura e memoria, ma anche di rafforzare il legame tra cittadini e territorio. Il FAI, attraverso questa manifestazione, rilancia infatti una missione che riguarda la tutela, la valorizzazione e la trasmissione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Le donazioni raccolte durante l’evento, così come le nuove iscrizioni, sostengono concretamente i progetti della Fondazione, i restauri e le attività di cura dei beni gestiti in tutta Italia. In questo quadro la Campania si conferma uno dei territori più significativi, per densità di storia, pluralità di paesaggi e varietà di aperture.
A fare da polo di maggiore richiamo sarà naturalmente Napoli, dove il programma intreccia monumenti, architettura civile, luoghi del potere e simboli della memoria collettiva. Tra le aperture più attese spicca senza dubbio lo Stadio Diego Armando Maradona, che per l’occasione aprirà eccezionalmente le sue porte al pubblico. Non si tratta solo di un impianto sportivo, ma di uno spazio profondamente radicato nell’immaginario urbano e sentimentale della città, un luogo in cui calcio, identità popolare e storia contemporanea si fondono. Il percorso consentirà di vivere un’esperienza insolita, tra il bordo campo e il cosiddetto “Miglio Azzurro”, offrendo una lettura nuova di uno dei simboli più amati di Fuorigrotta e dell’intera città. L’apertura nasce dalla collaborazione tra il FAI e il Comune di Napoli e viene presentata come un esperimento importante anche in chiave turistica e culturale.
Sempre a Napoli sarà possibile visitare il piano nobile di Palazzo d’Avalos, che apre per la prima volta al pubblico con le sue sale affrescate e le sue decorazioni di grande pregio, in un dialogo tra architettura cinquecentesca e trasformazioni settecentesche. Torneranno inoltre le visite a Villa Rosebery, residenza in dotazione alla Presidenza della Repubblica, con percorso nel parco, nella Casina Borbonica, nella darsena e nella foresteria, un’occasione rara per entrare in un luogo che unisce paesaggio, rappresentanza istituzionale e memoria storica.
L’area dei Campi Flegrei offrirà a sua volta un itinerario di straordinario fascino tra stratificazioni antiche e riscoperta del territorio. A Pozzuoli si potrà entrare nel Rione Terra, nucleo più antico della città e acropoli dell’antica Puteoli, in un percorso tra cardini, decumani, case e domus affrescate che restituisce il senso profondo della continuità storica del luogo. Nello stesso comprensorio saranno eccezionalmente visitabili l’Anfiteatro di Cuma, tra i più antichi della Campania, il Mausoleo Paleocristiano di Villa Elvira, importante per le sue testimonianze del primo Cristianesimo locale, e la Chiesa di Santa Maria della Purificazione, con affreschi settecenteschi, cantoria lignea e cripta a tre navate. Proprio in quest’ultimo sito sono previste anche visite in lingua dei segni, dettaglio che conferma una crescente attenzione all’accessibilità culturale.
Il programma si allarga poi a Nola, dove sarà possibile entrare nella Fonderia Nolana Del Giudice, una delle realtà produttive più interessanti per il dialogo tra artigianato artistico e innovazione, e visitare il Museo Storico Archeologico di Nola, ospitato nell’ex Convento di Santa Maria la Nova, con un percorso che attraversa secoli di storia e valorizza anche il recente recupero di una tela di Andrea Vaccaro. A Portici, il Gruppo FAI Vesuvio accompagnerà i visitatori all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, nel parco superiore della Reggia borbonica, tra museo storico, ricerca scientifica e temi contemporanei come alimentazione, epidemiologia e salute pubblica. A Torre del Greco si apriranno invece l’Istituto d’Istruzione Superiore Francesco Degni, con l’antico chiostro e la storica esposizione del corallo, e Palazzo Vallelonga, lungo il Miglio d’Oro, raffinata villa nobiliare che racconta il rapporto fra aristocrazia, paesaggio vesuviano e storia economica del territorio.
Di grande suggestione anche le aperture sulle isole e nella penisola sorrentina. A Ischia sarà visitabile il Palazzo Reale, affacciato sull’antico Lago del Bagno, nato come villa settecentesca e poi trasformato in residenza borbonica con interventi di Carlo Vanvitelli. A Capri, il Parco di Villa Monte San Michele offrirà un percorso tra natura, storia e antiche cisterne romane, in un contesto paesaggistico di eccezionale bellezza. A Sorrento, invece, il Sedil Dominova, raro esempio ancora integro di sedile nobiliare angioino, sarà al centro di un itinerario che racconta la vita politica e civile dell’antica città. E alla Baia di Ieranto, bene FAI in Campania, le visite si muoveranno tra ambiente agricolo, biodiversità, memoria industriale e percorsi di trekking guidato, con un’idea di patrimonio che non separa la storia dal paesaggio.
Anche la provincia di Caserta si presenta con aperture di forte richiamo. Nel capoluogo sarà possibile visitare Palazzo Acquaviva, sede della Prefettura e normalmente non accessibile, oltre alla Real Vaccheria e al Tempietto del SS Sacramento, oggi parte della Scuola Agenti della Polizia di Stato. A Sessa Aurunca il percorso comprenderà Palazzo di Transo, la Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, la Chiesa di San Carlo Borromeo, la Chiesa di San Leone, il Chiostro di San Domenico e la Reale Arciconfraternita del SS Rosario. A Rongolise aprirà eccezionalmente la piccola Chiesa di Santa Maria in Grotta, scavata nella roccia e legata a una forte tradizione popolare. A Riardo, infine, torna l’appuntamento con la Masseria delle Sorgenti Ferrarelle, immersa nel Parco Sorgenti, esempio virtuoso di rapporto tra impresa, paesaggio e valorizzazione agricola. Ad Aversa saranno protagonisti il Palazzo Vescovile, la Cattedrale di San Paolo, il complesso di San Domenico, il Sedile di San Luigi e il Palazzo ex Giudice di Pace, in un itinerario che restituisce centralità al patrimonio storico urbano normanno e barocco.
Nell’area interna della regione, la delegazione di Avellino condurrà alla scoperta di Avella, con il Palazzo Ducale Alvarez de Toledo, la Chiesa di San Giovanni, Palazzo Borrelli, la Chiesa di San Candida e il Museo MIA, che collega la sezione archeologica al territorio di provenienza dei reperti. A Mirabella Eclano saranno visitabili il Monumento ai Caduti, il Museo Civico di Arte Sacra, il Museo del Carro e dei Misteri, le chiese di Santa Maria Maggiore, San Francesco e, in via eccezionale, la Chiesa di San Bernardino. A Benevento sarà particolarmente significativa l’apertura della sede di Confindustria Benevento, che nel suo ex caveau della Banca d’Italia unisce memoria economica e rinnovamento architettonico, mentre il complesso di Sant’Agostino proporrà un viaggio tra arte, archeologia, video immersivi, realtà virtuale e riferimenti alla dea Iside, con una contaminazione virtuosa tra storia e tecnologie narrative. A Solopaca, infine, sarà possibile visitare parte di Palazzo Cusani e il frantoio, reduce dal successo nella campagna dei Luoghi del Cuore.
La provincia di Salerno completerà questo vasto mosaico culturale con un’offerta che attraversa il centro storico, la costiera e il Cilento. A Salerno si visiteranno il Palazzo Arcivescovile, la sede FAI in Palazzo Pedace con la mostra Incantatrice greca di Prospero Calciano, il museo-bottega della famiglia Natella dedicato al presepe napoletano e la Fondazione EBRIS, centro di ricerca biomedica che conserva visibili tracce medievali e ospita anche opere di arte moderna. A Praiano, in Costiera Amalfitana, l’apertura di Casa L’Orto permetterà di conoscere il progetto Marea Art Project e di ammirare opere di Sol LeWitt in un dialogo tra arte contemporanea e paesaggio storico. Nel Cilento, a Celso, sarà visitabile Palazzo Mazziotti, legato anche ai moti del 1848 e dichiarato monumento nazionale, mentre a Camerota aprirà Palazzo Santa Maria, dimora seicentesca immersa nella parte antica del paese.
L’edizione 2026 delle Giornate FAI di Primavera in Campania si presenta dunque come una grande mappa di esperienze diverse ma tenute insieme da un’unica idea: rendere il patrimonio accessibile, comprensibile e vicino alla vita delle comunità. Non è soltanto un elenco di aperture straordinarie, ma una proposta culturale che attraversa luoghi noti e spazi meno raccontati, grandi città e centri minori, memoria istituzionale e identità popolare, archeologia, arte, paesaggio, ricerca e produzione. Per questo l’invito resta quello di consultare sempre il programma ufficiale, verificare orari, giorni, eventuali prenotazioni e possibili variazioni. Ma il dato più importante è già chiaro: per un intero fine settimana la Campania si offrirà come un grande racconto aperto, da percorrere con curiosità, lentezza e senso di appartenenza.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
