Giovedì 26 febbraio alle ore 20.00 la Pizzeria 485° in Via Patturelli 56/60 a Caserta apre le porte a I Nuo(vini)ssimi, una cena-degustazione pensata per chi ama scoprire “cosa sta nascendo adesso” nel vino campano: cinque new entry appena immesse sul mercato, presentate dal vivo insieme ai produttori, in un clima volutamente “piccolo e lento”, dove il racconto conta quanto l’assaggio. L’idea e la selezione portano la firma del sommelier Salvatore Landolfo e del giornalista Carlo Scatozza, che ogni anno costruiscono un percorso di conoscenza fatto di etichette giovani (non per forza anagraficamente, ma per debutto commerciale) e di territori che, in Campania, continuano a sorprendere per energia e identità.
La novità, questa volta, è anche la “scena”: per la prima volta l’evento si sposta in una pizzeria simbolo della nuova stagione casertana, e lo fa per indagare un abbinamento che da tendenza sta diventando consuetudine consapevole, quello tra vino e pizza. In sala, accanto ai calici, arrivano fritti e giropizza con cinque interpretazioni — classiche e gourmet — del maestro pizzaiolo Gianluca Buzzone: un percorso pensato non come semplice accompagnamento, ma come dialogo tra impasti, topping e profili aromatici dei vini in degustazione.
Il parterre delle bottiglie mette insieme bollicine e bianchi, con un f: vitigni campani (e territori) letti in chiave contemporanea, tra spumantizzazioni sempre più convincenti e micro-selezioni che puntano alla precisione. Si parte con lo Spumante Brut di Falanghina “Stile Regina Viarum” di Cantina Regina Viarum (Falciano del Massico), e con lo Spumante Pas Dosè di Falanghina di Antico Castello Winery (San Mango sul Calore): due interpretazioni diverse della stessa uva-bandiera, capaci di raccontare quanto la Falanghina sia diventata duttile, non solo “bianco da beva”, ma anche base spumante con carattere. A fare da ponte tra tradizione e sorpresa c’è poi lo Spumante di Pallagrello Nero di Cantina di Lisandro (Caiazzo), scelta che incuriosisce perché porta un vitigno spesso associato alla dimensione ferma e rossa dentro una grammatica di bollicina, tutta giocata su tensione, frutto e nerbo.
Il viaggio prosegue in bianco con il Pallagrello Bianco “Melograno” di Canestrini Wine (CE), e con il Fiano “Particella 52” di Cocola – Cantine Ciervo (Sant’Agata dei Goti): due vini che, pur dono un’idea di identità territoriale netta. Da un lato la trama del Pallagrello Bianco, sempre più protagonista di una piccola “rinascita” campana; dall’altro il Fiano, vitigno che non smette di evolvere e che, quando entra nel dettaglio delle parcelle, diventa racconto di suoli, esposizioni e scelte agronomiche. In mezzo, l’abbinamento con la pizza (e con i fritti) fa il resto: l’acidità e la bollicina puliscono, le note fruttate e floreali si intrecciano con latticini, pomodoro e topping più creativi, e la serata diventa un laboratorio conviviale, più che una semplice cena.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
