In un clima denso di attese e sfide, si è svolta a Napoli, presso il Centro Congressi della Mostra d’Oltremare, l’Assemblea Pubblica dell’Unione Industriali di Napoli, durante la quale il presidente Costanzo Jannotti Pecci ha tracciato una lucida e appassionata visione del futuro del Mezzogiorno, delineando con chiarezza le leve di una crescita possibile. Un discorso che è stato molto più di una relazione annuale: un manifesto politico-industriale per il rilancio del Sud come motore produttivo dell’Italia, in un quadro europeo in profonda trasformazione.
«Viviamo tempi complessi, difficili – ha esordito Jannotti Pecci – ma è proprio nelle grandi sfide che l’umanità ha trovato la chiave per progredire. Anche stavolta dobbiamo essere all’altezza». Il presidente ha rivolto un appello al mondo produttivo e istituzionale a «volare alto, per promuovere uno sviluppo che, partendo da Napoli e dal Sud, traini la crescita di tutto il Paese».
Uno degli assi portanti della relazione è stata la difesa e il rafforzamento della ZES Unica, fortemente sostenuta dall’Unione e già operativa con numeri molto significativi: «Dal primo marzo 2024 al 9 aprile 2025 sono stati autorizzati 499 investimenti per circa 2,8 miliardi, con ricadute occupazionali pari a 9.816 unità. La Campania da sola ha attratto il 35,7% degli investimenti con credito d’imposta. Una leva potente – ha sottolineato – che va però resa stabile e triennale per garantire certezza agli investitori».
Jannotti Pecci non ha esitato a denunciare le occasioni perse, come quella legata all’insediamento della Silicon Box a Novara: «Abbiamo perso un investimento da 3,2 miliardi e 1600 occupati per mancanza di attenzione. Il Sud deve attrarre non solo produzione, ma anche strategia, direzione, management. Serve un ecosistema innovativo, competitivo e inclusivo».
Altro tema chiave è stato quello dell’innovazione: «Napoli sta diventando un polo strategico. Penso al Quantum Lab della Federico II, dove è in funzione il più potente computer quantistico italiano. Formazione, ricerca e impresa possono confluire in un grande ecosistema meridionale dell’innovazione. Il Sud può diventare un hub europeo del futuro, se sostenuto da politiche nazionali sul capitale umano».
Il presidente ha rilanciato anche un’idea ambiziosa ma concreta: Napoli come capitale mediterranea dell’innovazione, della cultura e dell’impresa. «Con il nostro contributo, Napoli è oggi Capitale della Cultura d’Impresa 2025. Un’occasione straordinaria per trasformare i 2500 anni della città in un grande progetto collettivo, di rigenerazione urbana, culturale, industriale».
Ma la visione di sviluppo non può prescindere da infrastrutture moderne, ha precisato: «Porti, retroporti, interporti, aeroporti, ferrovie e connessioni digitali devono integrarsi in un unico sistema. È la condizione per fare del Sud un ponte economico nel Mediterraneo. Il PNRR è stato un primo passo. Ora servono fondi ulteriori e una cabina di regia nazionale per la transizione energetica e digitale».
Non sono mancati passaggi critici nei confronti dell’Unione Europea: «Occorre superare il dogmatismo del Green Deal. Difendiamo l’ambiente, ma con realismo e neutralità tecnologica. Alcune misure stanno depauperando il patrimonio industriale europeo a vantaggio dei competitor extraeuropei».
Jannotti Pecci ha poi affrontato con chiarezza il nodo del lavoro e della coesione sociale: «Dobbiamo fermare l’emorragia giovanile. L’Istat parla di 350.000 giovani persi dal Sud in tre anni. E nel 2028 ci sarà una carenza di oltre un milione di lavoratori. Serve una politica attiva su formazione, innovazione, occupazione. La decontribuzione Sud fino al 2029 è un passo, ma va integrata in una strategia più ampia».
Non è mancata, infine, una riflessione politica di ampio respiro sull’autonomia differenziata: «Siamo favorevoli a un’Italia più efficiente, ma non più diseguale. Nessuna Regione deve avere più diritti delle altre. Fino a che non si sarà colmato il divario Nord-Sud, discutere di autonomia è prematuro».
Il presidente ha concluso con un appello corale: «Napoli e il Sud hanno bisogno di coesione, visione e metodo. L’America’s Cup è una grande opportunità: va governata con spirito unitario, superando i localismi. È il tempo della responsabilità. L’Unione Industriali continuerà a fare la sua parte con concretezza e determinazione».
Con la forza delle sue parole e la concretezza dei dati, Costanzo Jannotti Pecci ha ridato centralità al Mezzogiorno, non come zavorra, ma come risorsa strategica per l’Italia e l’Europa. Il Sud che si scopre di nuovo protagonista non è più un’utopia: è un progetto in costruzione, che ha bisogno del contributo di tutti.
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