L’inverno napoletano del 2026 ha portato con sé un’ondata influenzale più intensa rispetto alla fine del 2025, trasformando la quotidianità sanitaria della città in una vera e propria emergenza. Negli ultimi giorni, i principali presidi ospedalieri della zona — tra cui Ospedale Santobono Pausilipon, Ospedale Antonio Cardarelli e Ospedale del Mare — stanno registrando un significativo incremento di accessi per sintomi legati all’influenza stagionale e alle polmoniti virali, con particolare impatto sui reparti di pronto soccorso e pneumologia.
Al Santobono, l’ospedale pediatrico di riferimento a Napoli, il pronto soccorso ha registrato un’affluenza che nei giorni clou ha raggiunto fino a 350 accessi al giorno, di cui la gran parte per manifestazioni influenzali con febbre alta e sintomi respiratori. I bambini, in particolare i più piccoli non ancora protetti dalla vaccinazione, stanno pagando il prezzo più alto di questa ondata, con febbri prolungate e complicanze che richiedono terapie accurate, a volte con ossigenoterapia. La rete pediatrica è chiamata a gestire una pressione senza precedenti.
All’Ospedale del Mare, secondo quanto riferito dall’Ansa, solo nei primi giorni del nuovo anno sono stati 25 pazienti ricoverati con supporto respiratorio e numerosi altri con forte influenza e dispnea. La polmonite virale quest’anno si mostra particolarmente contagiosa, e l’attività ospedaliera è stata intensificata per far fronte alle richieste crescenti.
Il Cardarelli, uno dei più grandi ospedali del Sud Italia, ha registrato un incremento del 25% nei ricoveri per influenza grave rispetto al periodo precedente. Con una media attuale di circa 210 accessi quotidiani, molte persone affette da polmoniti virali rappresentano oltre il 30% dei ricoverati, alcuni dei quali richiedono trattamenti di ossigenoterapia ad alti flussi.
In questo quadro, la rete sanitaria territoriale assume un ruolo cruciale: i medici di medicina generale devono valutare tempestivamente i sintomi, mentre l’accesso alle strutture ospedaliere viene consigliato solo in presenza di complicanze respiratorie significative o condizioni di fragilità.
In attesa del picco influenzale previsto per la terza o quarta settimana di gennaio, Napoli si trova in piena emergenza, con gli ospedali impegnati a gestire una domanda di cure in crescita e con la comunità sanitaria pronta ad affrontare ulteriori ondate di contagi nei prossimi giorni.
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