L’influenza stagionale 2025-2026 entra nella sua fase più critica e l’Italia si avvicina rapidamente al picco epidemico. A spingere la curva dei contagi è soprattutto la cosiddetta variante K, un sottoclade del virus influenzale A(H3N2) che, secondo i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità, sta circolando in modo prevalente sul territorio nazionale. Nell’ultima settimana monitorata, tra metà e fine dicembre, si è registrato un incremento netto dei casi di sindromi respiratorie acute: quasi un milione di nuovi contagi in soli sette giorni, un dato che conferma una diffusione intensa e trasversale in tutte le fasce d’età.
Dall’inizio della stagione influenzale, il numero complessivo dei casi stimati ha ormai superato i cinque milioni e mezzo. L’incidenza è in crescita costante e si attesta su valori che non si vedevano da anni recenti, con una particolare concentrazione tra i bambini sotto i cinque anni, ma anche con un aumento significativo tra anziani e soggetti fragili. Proprio questi ultimi rappresentano la fascia più esposta alle complicanze, con un conseguente incremento degli accessi ai pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri.
La variante K, pur non mostrando al momento una maggiore aggressività clinica rispetto ad altri ceppi stagionali, si distingue per un’elevata capacità di diffusione. Gli esperti sottolineano come la combinazione tra clima invernale, festività, spostamenti e contatti sociali ravvicinati abbia favorito la rapida circolazione del virus. Il risultato è una pressione crescente sui servizi sanitari, soprattutto in alcune regioni dove l’incidenza ha superato la soglia di allerta.
Secondo i virologi, il picco dell’influenza è ormai imminente e potrebbe collocarsi tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio. Dopo questa fase, è attesa una lenta ma progressiva discesa dei contagi, anche se molto dipenderà dal comportamento individuale e dalla protezione delle categorie a rischio. La vaccinazione antinfluenzale resta uno strumento fondamentale per ridurre le forme più gravi e l’impatto sugli ospedali, insieme alle consuete misure di prevenzione: igiene delle mani, uso della mascherina in ambienti affollati o sanitari, attenzione ai sintomi e isolamento in caso di febbre.
Il quadro che emerge è quello di una stagione influenzale intensa, segnata da numeri elevati e da un virus che corre veloce. L’Italia, come altri Paesi europei, si trova ora nel momento decisivo della curva epidemica, con l’obiettivo di contenere le conseguenze sanitarie e proteggere i più vulnerabili nelle settimane più fredde dell’anno.
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