La stretta sul riscatto della laurea non entrerà nella Manovra 2026. La norma, inizialmente prevista nel maxi-emendamento alla Legge di Bilancio, è stata eliminata durante l’esame in Commissione Bilancio, accogliendo le richieste di modifica avanzate da più parti. La misura avrebbe ridotto progressivamente il valore contributivo degli anni di studio ai fini del raggiungimento della pensione anticipata a partire dal 2031.
Il correttivo cancella integralmente la penalizzazione, tutelando sia chi ha già riscattato la laurea sia chi intende farlo in futuro. Viene così esclusa qualsiasi applicazione retroattiva o riduzione dei mesi utili ai fini pensionistici, evitando un impatto diretto su carriere già pianificate.
Rimane invece confermata un’altra modifica rilevante del sistema previdenziale: l’allungamento delle finestre mobili per la pensione anticipata. La finestra rappresenta il periodo di attesa tra il momento in cui si maturano i requisiti contributivi e la decorrenza effettiva dell’assegno pensionistico. Con la Manovra 2026 questo intervallo sarà progressivamente esteso, determinando un ritardo nell’uscita effettiva dal lavoro pur a parità di requisiti.
La scelta di intervenire sulle finestre, piuttosto che sul riscatto della laurea, consente al Governo di contenere la spesa previdenziale senza modificare i diritti maturati. Una soluzione che mantiene invariata la struttura del riscatto, strumento utilizzato soprattutto da lavoratori con ingresso tardivo nel mercato del lavoro e da professionisti con carriere discontinue.
Il testo definitivo della Manovra dovrà ora essere approvato dall’Aula, ma l’orientamento emerso in Commissione conferma il superamento della stretta sul riscatto della laurea e il mantenimento delle nuove regole sulle finestre di uscita per la pensione anticipata.
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