Sarà Marialba Russo, una delle voci più autorevoli e radicali della fotografia italiana contemporanea, a chiudere la X edizione de Il Sabato della Fotografia, la rassegna ideata e curata da Pino Miraglia e dedicata al linguaggio fotografico, alla cultura visiva e alle relazioni tra immagine, territorio e racconto. L’appuntamento è in programma sabato 16 maggio 2026, alle ore 11.30, alla Sala Assoli Moscato di Napoli, nell’ambito della sezione Look at Italy: il paesaggio e la fotografia italiana, che nel corso della stagione ha messo al centro quattro protagonisti della fotografia contemporanea: Olivo Barbieri, Dario Coletti, Raffaela Mariniello e, appunto, Marialba Russo.
L’incontro, che vedrà Marialba Russo in dialogo con Manuela Fugenzi, rappresenta non soltanto la conclusione di un ciclo di appuntamenti, ma anche un’occasione per riflettere sul modo in cui la fotografia italiana ha saputo attraversare il paesaggio trasformandolo in materia narrativa, simbolica e critica. Il paesaggio, in questa prospettiva, non è più soltanto scenario o documento, ma diventa spazio mentale, traccia culturale, luogo di tensioni visibili e invisibili. È proprio su questa soglia, tra osservazione del reale e trasfigurazione dello sguardo, che si colloca il percorso artistico di Marialba Russo.
Napoletana, formatasi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e poi stabilitasi a Roma, Marialba Russo si avvicina alla fotografia alla fine degli anni Sessanta, orientando inizialmente la propria ricerca verso le rappresentazioni religiose, i rituali collettivi e le feste popolari dell’Italia centromeridionale. Il suo sguardo, fin dagli esordi, si distingue per una forza visiva non accomodante: la fotografia non viene intesa come semplice testimonianza, ma come dispositivo critico capace di interrogare il corpo sociale, i suoi simboli, i suoi travestimenti e le sue forme di autorappresentazione. La biografia ufficiale dell’artista conferma questo avvio legato alla pittura, alla fotografia e all’osservazione delle culture popolari meridionali.
Nel corso degli anni, la sua opera ha attraversato territori diversi, mantenendo però una coerenza profonda: l’attenzione per ciò che si manifesta sulla superficie delle immagini e, allo stesso tempo, per ciò che quella superficie nasconde. Dalle feste popolari alle iconografie del desiderio, dalle presenze umane fino ai paesaggi interiori, Marialba Russo ha costruito un archivio visivo nel quale il reale appare sempre attraversato da una tensione simbolica. La retrospettiva alla Galleria d’Arte Moderna Giorgio Morandi di Bologna e la monografia Marialba Russo – Fotografie 1980-1987, introdotta da una lettera di Alberto Moravia, hanno segnato una tappa decisiva nel riconoscimento critico della sua ricerca.
Particolarmente significativo è anche il rapporto dell’artista con l’editoria fotografica. Con la collana I Quaderni dello Sguardo, da lei ideata, Marialba Russo ha contribuito a costruire un luogo di riflessione autonoma intorno all’immagine, in cui la fotografia diventa linguaggio, pensiero e forma di indagine culturale. Tra le pubblicazioni più recenti figurano Travestimento, Cult Fiction, Il Giorno il Gioco il Sogno e Public Sex, volume pubblicato in occasione dell’esposizione al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Il Centro Pecci ha dedicato attenzione alla serie Cult Fiction, realizzata tra il 1978 e il 1980 e legata ai manifesti dei film a luci rosse apparsi nello spazio urbano tra Napoli e Aversa, negli anni dell’apertura delle prime sale specializzate in Italia.
L’appuntamento napoletano permetterà dunque di ripercorrere una traiettoria artistica che dagli anni Sessanta arriva fino alle ricerche più recenti, passando da una fotografia fortemente radicata nel corpo sociale a un’immagine sempre più rarefatta, visionaria e interiore. Negli anni Novanta, infatti, il lavoro di Marialba Russo si orienta verso una dimensione più intima e analitica, nella quale la figura umana tende progressivamente a dissolversi nel paesaggio. Dall’inizio degli anni Duemila prende forma un universo simbolico più esplicito, al centro della trilogia composta da L’Incanto e Confine, cui seguirà un terzo volume di prossima pubblicazione.
La presenza di Marialba Russo alla Sala Assoli assume un valore particolare anche all’interno del percorso di Look at Italy, sezione che ha indagato il paesaggio come luogo di trasformazione dello sguardo. La fotografia italiana di paesaggio, nata anche dalla tradizione della veduta in pittura e incisione, ha progressivamente ampliato il proprio lessico, confrontandosi con esperienze internazionali e con approcci più personali, concettuali e sperimentali. In questo cammino, un riferimento fondativo resta Viaggio in Italia, il progetto del 1984 ideato da Luigi Ghirri insieme a un gruppo di fotografi, tra cui Olivo Barbieri, ospite del primo incontro della rassegna.
Accanto all’incontro con Marialba Russo, il programma segnala anche la presenza della mostra Fragile. Il teatro necessario di Davide Iodice di Pino Miraglia, un progetto che intreccia fotografia e drammaturgia, immagine e scena, documentazione e memoria del lavoro teatrale. La Sala Assoli diventa così uno spazio di attraversamento tra linguaggi, coerentemente con la natura stessa de Il Sabato della Fotografia, format che Casa del Contemporaneo descrive come un percorso annuale di incontri, mostre e seminari dedicati al linguaggio fotografico, alla fotografia sociale e alla cultura visiva in relazione con altri ambiti artistici.
L’ultimo appuntamento della X edizione si configura quindi come un momento di sintesi e di apertura: sintesi di un percorso dedicato al paesaggio, alla fotografia italiana e alle sue metamorfosi; apertura verso una riflessione più ampia sul ruolo dell’immagine nella costruzione della memoria collettiva e individuale. Con Marialba Russo, la fotografia torna a interrogare ciò che resta ai margini dello sguardo: il rito, il corpo, il desiderio, il paesaggio, la perdita, la trasformazione. Ed è proprio in questa capacità di rendere visibile la complessità del reale che il suo lavoro continua a parlare al presente.
Per informazioni è possibile contattare il numero 345 467 9142 o scrivere all’indirizzo assoli@casadelcontemporaneo.it. L’incontro si terrà sabato 16 maggio 2026 alle ore 11.30 presso Sala Assoli Moscato, Vico Lungo Teatro Nuovo 110, Napoli.
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