Movimentale 2026 celebra vent’anni di ricerca tra danza, videoarte e linguaggi contemporanei scegliendo il Museo e Real Bosco di Capodimonte come grande scena aperta, viva, attraversata dal corpo e dalla memoria dell’arte. Da luglio a dicembre, il festival ideato e diretto dall’associazione Interno 5, con la direzione artistica di Antonello Tudisco e la direzione organizzativa di Hilenia De Falco e Vincenzo Ambrosino, mette in dialogo dodici capolavori delle collezioni del museo con sei coreografi chiamati a trasformare la pittura, la scultura, l’architettura e il paesaggio in azione performativa. L’edizione speciale, realizzata in collaborazione con il museo diretto da Eike Schmidt, si presenta così come uno degli appuntamenti più originali dell’estate culturale napoletana, capace di unire la forza iconica dei grandi maestri alla fragilità e alla potenza del corpo in movimento.
Il ventennale di Movimentale non è soltanto una ricorrenza, ma il punto di arrivo di un percorso nato nel 2006 a Sant’Agata dei Goti e cresciuto nel tempo attraversando alcune tra le principali istituzioni culturali napoletane, dal Madre al Goethe-Institut fino al Teatro Area Nord. La sua identità è rimasta fedele a un’idea precisa: riattivare i luoghi attraverso il movimento, trasformando spazi urbani, naturali e architettonici in dispositivi scenici, in ambienti sensibili, in territori da ascoltare prima ancora che da attraversare. A Capodimonte questa vocazione trova una dimensione particolarmente intensa, perché il museo non diventa soltanto sede ospitante, ma organismo vivo, luogo in cui natura, architettura, comunità e patrimonio artistico si incontrano dentro una pratica performativa pensata per nascere direttamente dagli spazi.
Il progetto rientra tra i 55 interventi sostenuti dalla Linea d’azione 2 del bando “Cultura Napoli 2026”, nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027 promossa e co-finanziata dal Comune di Napoli. Un programma diffuso che, con un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, punta a rafforzare il ruolo della cultura come leva di crescita, inclusione e valorizzazione dei territori cittadini. In questo quadro Movimentale assume un valore ulteriore, perché porta la danza fuori dalla sua cornice più convenzionale e la colloca nel cuore di uno dei luoghi simbolo del patrimonio culturale italiano, costruendo un ponte tra accessibilità, sperimentazione, formazione e fruizione museale.
Il cuore dell’edizione 2026 è il dialogo tra dodici opere scelte dal museo e sei coreografi invitati a individuare un capolavoro affine alla propria ricerca. La selezione attraversa epoche, scuole e immaginari diversi: Apollo e Marsia di Jusepe de Ribera, Atalanta e Ippomene di Guido Reni, Ercole al bivio di Annibale Carracci, Invidia di Jacques de Backer, La Caduta dei Giganti di Filippo Tagliolini, La Maddalena di Tiziano, La parabola dei ciechi di Pieter Bruegel il Vecchio, Ritratto della famiglia di Ferdinando IV di Angelica Kauffmann, Sacra Famiglia con San Giovannino del Parmigianino, Trasfigurazione di Cristo di Giovanni Bellini, Il Trionfo di Bacco di Francesco Fracanzano e Venere dormiente con Cupido di Luca Giordano. Da questa costellazione di immagini nasceranno performance site-specific capaci di restituire ai capolavori una nuova presenza, non attraverso la semplice illustrazione scenica, ma attraverso una vera traduzione corporea e poetica.
Il primo appuntamento è in programma venerdì 3 luglio, in occasione dell’apertura serale speciale del museo. Alle ore 20, nella Palazzina dei Principi, Marianna Moccia presenta Corpi in parabola, performance ispirata a La parabola dei ciechi di Bruegel il Vecchio. Alle ore 21, nel Cortile del Museo lato Belvedere, Francesco Marilungo firma Celeste crin, lavoro nato dal confronto con La Maddalena di Tiziano. Le due performance saranno replicate anche sabato 4 luglio e si inseriscono nelle aperture serali speciali del museo, previste il 3, 4, 23 e 24 luglio, con biglietto speciale di 5 euro e ridotto di 2 euro per i visitatori tra i 18 e i 25 anni. Gli eventi di luglio sono a ingresso gratuito, previa prenotazione scrivendo a movimentalefestival@gmail.com, mentre l’apertura serale del museo è prevista dalle 19.30 alle 23.20, con ultimo ingresso alle 22.30. Il comunicato segnala inoltre, per il 3 luglio, un brindisi alle ore 18 alla Tisaneria con Eike Schmidt e Antonello Tudisco.
La scelta di aprire il festival con La parabola dei ciechi e La Maddalena è particolarmente significativa. Da un lato l’opera di Bruegel richiama il tema dell’orientamento, della caduta, della relazione tra corpi che avanzano nello spazio affidandosi l’uno all’altro; dall’altro la figura della Maddalena di Tiziano porta con sé un’intensità emotiva e luministica che diventa materia coreografica, tensione tra spiritualità, carne, gesto e visione. In entrambi i casi la danza non si limita a “raccontare” l’opera, ma prova a far emergere ciò che il quadro trattiene in potenza: una direzione dello sguardo, una postura dell’anima, una vibrazione nascosta nella composizione. È qui che l’incontro tra arte e danza diventa davvero fertile, perché consente allo spettatore di rivedere il capolavoro attraverso il movimento e, nello stesso tempo, di percepire la performance come una nuova forma di visita al museo.
Il programma proseguirà il 23 e 24 luglio con Senza raggiungermi di Emma Cianchi, ispirato a Atalanta e Ippomene di Guido Reni, e con Don’t You Hear di Linus Jansner, nato dal confronto con Apollo e Marsia di Ribera. In autunno e in inverno il festival entrerà negli spazi interni del museo: il 14 e 15 novembre il duo IgorxMoreno, formato da Igor Urzelai e Moreno Solinas, lavorerà su Ercole al bivio di Annibale Carracci nel Salone delle Feste, mentre il 12 e 13 dicembre Antonello Tudisco presenterà Hybris, performance ispirata a La Caduta dei Giganti di Filippo Tagliolini. La scansione del calendario consente così di costruire un viaggio lungo sei mesi, in cui Capodimonte diventa un laboratorio permanente di relazione tra arti visive e scena contemporanea.
Accanto alle performance, Movimentale 2026 sviluppa una sezione dedicata alla videoarte, con il concorso di videodanza in programma dall’1 al 4 luglio nel cortile d’ingresso del museo, e un articolato percorso laboratoriale. Movimentale_Lab affianca infatti al programma spettacolare un lavoro di formazione e ricerca sul corpo. Corpo, architetture, prospettive, a cura di Sara Lupoli, è dedicato a danzatori e attori professionisti e indaga il rapporto tra presenza, spazio e costruzione architettonica. Corpo Sensibile, guidato da Chiara Alborino con la Scuola elementare del Teatro – Conservatorio Popolare per le Arti della Scena, è un laboratorio di danza inclusiva rivolto a persone con e senza disabilità. Il 2 luglio sono previsti gli sharing aperti dei due percorsi nello spazio antistante Palazzina Colletta, con Corpo Sensibile alle ore 18 e Corpo, architettura, prospettive alle ore 18.30.
Dal 20 al 22 luglio il programma laboratoriale continuerà con Corpo e paesaggio, a cura di Paolo Rosini, dedicato al rapporto tra corpo e ambiente, e con Corpo e nature, condotto da Marina Rippa e da f.pl. femminile plurale, fondato su pratiche performative basate sull’ascolto, la respirazione e il movimento. Anche in questo caso è previsto uno sharing aperto il 22 luglio, con Corpo e nature alle ore 18 e Corpo e paesaggio alle ore 18.30. Il laboratorio diventa così parte integrante del festival, non semplice attività collaterale, ma spazio in cui la danza si misura con l’educazione dello sguardo, la partecipazione, l’inclusione e la relazione con il paesaggio di Capodimonte.
I coreografi coinvolti raccontano, ciascuno con la propria traiettoria, la pluralità della scena contemporanea. Emma Cianchi, performer e fondatrice di ArtGarage, è tra le personalità più attive della danza campana e dirige, con Manuela Barbato, la programmazione danza del Teatro Bellini di Napoli. Linus Jansner, coreografo e performer svedese, guida Chaotic Kitchen e lavora tra danza urbana, teatro fisico e linguaggi contemporanei. Francesco Marilungo, dopo una formazione da ingegnere termomeccanico e un periodo di ricerca nel settore aerospaziale, ha scelto l’arte performativa formandosi all’Atelier di Teatrodanza della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e collaborando con la Compagnia KÖRPER. Marianna Moccia, danzatrice, coreografa e performer aerea, è attiva dal 2008 nella compagnia Kitonb project ed è fondatrice della Compagnia FUNA. IgorxMoreno intrecciano danza, performance e arti visive con un approccio ironico e concettuale maturato tra Italia e Regno Unito, mentre Antonello Tudisco porta nel progetto la sua ricerca poetica sullo spazio, sulla luce e sulla qualità simbolica del gesto.
In un momento in cui i musei sono sempre più chiamati a diventare luoghi di esperienza, relazione e comunità, Movimentale 2026 a Capodimonte propone una forma di fruizione che supera la distanza tra opera e pubblico. La danza entra nel museo non come elemento decorativo, ma come dispositivo critico, come pratica capace di rimettere in circolo il senso delle immagini e di aprire nuove possibilità di lettura. La pittura e la scultura, incontrando il corpo, non perdono la loro aura: la rinnovano. Capodimonte, con i suoi cortili, le sue sale, il suo belvedere, il suo bosco e la sua stratificazione storica, diventa così il luogo ideale per celebrare vent’anni di un festival che ha sempre cercato nella relazione tra linguaggi la sua ragione più profonda. Per Napoli è un’occasione preziosa: vedere il patrimonio muoversi, respirare, farsi presente.
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Museo e Real Bosco di Capodimonte
(foto di Simone Marigliano, Fabio Sau, Kasper Hansen e altri fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)









