Napoli inaugura il 2026 all’insegna della musica, della spiritualità e di un messaggio universale di dialogo e fraternità. Giovedì 1 gennaio 2026, alle ore 12, nella suggestiva Chiesa della Santissima Trinità, in via Portamedina, torna il tradizionale Concerto di Capodanno promosso dalla storica Arciconfraternita dei Pellegrini, da secoli punto di riferimento religioso, assistenziale e culturale della città.
L’edizione 2026 assume un valore simbolico particolarmente intenso perché dedicata alla pace, tema centrale in un tempo segnato da conflitti e fragilità globali. Dopo i saluti e gli auguri di inizio anno del primicerio Giovanni Cacace, il concerto si inserisce idealmente nel percorso del Premio internazionale Pellegrini di Pace, promosso dall’Arciconfraternita in collaborazione con la Diocesi di Napoli, ribadendo il ruolo della musica come linguaggio universale capace di unire persone, comunità e popoli oltre ogni confine geografico e culturale.
Protagonisti dell’esecuzione saranno i solisti dell’Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo: Christian Caiazza al violino, Myriam Traverso alla viola, Martina Tranzillo al violoncello, Umberto Pannullo al flauto, Luca Marra al clarinetto e Lorenzo Pascucci al pianoforte, sotto la direzione di Cristian Lombardi. All’iniziativa collabora la Fondazione Il Canto di Virgilio, presieduta da Carlo Maria Faiello, realtà impegnata da anni nella valorizzazione della musica come strumento di identità culturale, dialogo e coesione sociale.
Il programma musicale accompagna il pubblico in un percorso sonoro che attraversa epoche, stili e sensibilità diverse. Si parte dalla brillante teatralità delle ouverture di La gazza ladra e Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, per approdare al virtuosismo popolare di Csárdás di Vittorio Monti e alla malinconica intensità di Oblivion di Astor Piazzolla, capace di evocare silenzi interiori e profonde emozioni. Il dialogo con la grande tradizione europea prosegue con la celebre Danza ungherese n. 5 di Johannes Brahms e con la suite da Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij, mentre la Rapsodia da Carmen di Michael Webster introduce colori e suggestioni operistiche in chiave moderna.
Tra i momenti più evocativi spicca il Tema d’amore da Nuovo Cinema Paradiso di Ennio Morricone, pagina che richiama la memoria collettiva e il valore universale dei sentimenti, prima di lasciare spazio alla leggerezza festosa di Voci di primavera di Johann Strauss II e alla trascinante Radetzky Marsch di Johann Strauss I, tradizionale augurio musicale di buon anno, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico.
«La musica – sottolinea Giovanni Cacace – è da sempre strumento di connessione tra persone e comunità. Con il Concerto di Capodanno dell’Arciconfraternita dei Pellegrini vogliamo rinnovare un messaggio di fraternità e solidarietà verso i popoli colpiti dalla guerra, affidando alle note il compito di parlare un linguaggio universale di pace, vicinanza e comunione, soprattutto verso chi soffre e chi è più fragile». Parole che trovano piena risonanza nella cornice sacra della Chiesa della Santissima Trinità, trasformando l’appuntamento musicale in un gesto culturale e civile di forte valore simbolico.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, confermando la vocazione inclusiva dell’iniziativa e il desiderio dell’Arciconfraternita di offrire alla città un momento di bellezza condivisa nel primo giorno dell’anno.
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