Napoli torna al centro dello shipping internazionale con la settima edizione della Naples Shipping Week 2026, la manifestazione dedicata all’economia del mare che riunirà rappresentanti delle istituzioni, imprese, armatori, operatori portuali, università, centri di ricerca, professionisti e nuove generazioni. Una settimana di incontri e confronti che attraverserà alcuni dei luoghi più rappresentativi della storia marittima della città, raccontando il legame profondo tra Napoli, il porto e il Mediterraneo.
Il titolo scelto per la serata conclusiva, “La Porta del Mediterraneo”, sintetizza il significato dell’intera manifestazione. Napoli non viene presentata soltanto come una città affacciata sul mare, ma come un crocevia strategico tra Europa, Africa e Oriente, capace di mettere in relazione traffici commerciali, persone, culture, innovazione e sviluppo economico.
A ospitare la cena di chiusura della Naples Shipping Week sarà la Stazione Marittima di Napoli, uno dei simboli più riconoscibili del rapporto tra la città e il suo porto. La scelta della location assume un valore che supera la semplice suggestione architettonica: la Stazione Marittima è infatti un’infrastruttura fondamentale per la mobilità, il turismo crocieristico e i collegamenti marittimi, ma è anche uno spazio nel quale il mare diventa occasione di incontro e di relazione.
Tomaso Cognolato, amministratore delegato della Stazione Marittima di Napoli, ha evidenziato come ospitare l’appuntamento conclusivo della manifestazione rappresenti un riconoscimento importante per una struttura che da sempre costituisce il punto di contatto tra Napoli e il suo mare. Secondo Cognolato, accogliere un evento capace di riunire l’intero cluster marittimo-portuale italiano significa valorizzare la Stazione Marittima non soltanto come infrastruttura strategica per la mobilità, ma anche come luogo di confronto, sviluppo e costruzione di nuove relazioni.
La Stazione Marittima diventerà così, per una notte, il cuore pulsante dello shipping nazionale e internazionale. Un luogo nel quale il mare non rappresenta esclusivamente una via di collegamento, ma genera economia, occupazione, cultura, conoscenza e innovazione. La serata conclusiva sarà quindi anche un’occasione per riaffermare la vocazione marittima di Napoli e il ruolo che l’Italia può svolgere negli equilibri economici e geopolitici del Mediterraneo.
Il percorso della Naples Shipping Week 2026 partirà però da un altro edificio fortemente legato alla storia portuale napoletana: Palazzo dell’Immacolatella Vecchia. L’apertura della manifestazione si svolgerà infatti nella struttura destinata a diventare l’headquarter dell’America’s Cup 2027, creando un collegamento simbolico tra la tradizione armatoriale della città e le grandi sfide internazionali del futuro.
Il Palazzo dell’Immacolatella, progettato nel Settecento e affacciato direttamente sull’area portuale, rappresenta uno dei luoghi più significativi della memoria marittima napoletana. La scelta di aprire qui la settimana dello shipping rafforza l’idea di una manifestazione diffusa, capace di raccontare l’economia del mare attraverso gli spazi nei quali la storia portuale della città è nata e continua a evolversi.
Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, ha definito motivo di grande orgoglio l’apertura della Naples Shipping Week nel Palazzo dell’Immacolatella Vecchia. Ospitare una manifestazione dedicata all’economia del mare nella futura sede dell’America’s Cup 2027 significa, secondo Cuccaro, mettere in dialogo nello stesso luogo la tradizione armatoriale e portuale di Napoli con una delle competizioni sportive internazionali più prestigiose.
La scelta rappresenta anche un segnale della capacità della città di attrarre appuntamenti di respiro globale e di utilizzare il mare come elemento centrale della propria strategia di crescita. Il porto, in questa prospettiva, non è più soltanto un’infrastruttura logistica, ma diventa una piattaforma di sviluppo urbano, tecnologico, turistico e culturale.
A sottolineare il valore ormai consolidato della manifestazione è anche Umberto Masucci, presidente del Propeller Club Port of Naples. Masucci ha ricordato come la Naples Shipping Week sia diventata nel corso degli anni un patrimonio non soltanto del Propeller Club, ma dell’intera città. Per una settimana Napoli mette infatti il mare e il porto al centro delle proprie strategie, coinvolgendo istituzioni, università, aziende e centri di ricerca in un confronto sulle prospettive dell’industria marittima.
L’edizione 2026 proporrà nuove iniziative e numerosi momenti di approfondimento dedicati all’economia del mare, con una particolare attenzione alle giovani generazioni. Il settore marittimo sta attraversando una fase di profonda trasformazione, guidata dalla digitalizzazione, dalla transizione energetica, dalla sostenibilità ambientale e dall’evoluzione delle competenze professionali richieste dalle imprese.
Per molti giovani, il mare può quindi rappresentare una risorsa strategica e un motore capace di generare nuove opportunità di lavoro, percorsi formativi e possibilità di crescita. La Naples Shipping Week intende avvicinare studenti e neolaureati a un comparto che comprende attività molto diverse tra loro: dalla logistica alla cantieristica, dalla gestione portuale alla navigazione, dall’ingegneria navale alla cybersecurity, fino alla ricerca ambientale e alle nuove tecnologie applicate ai trasporti.
Tra le principali novità dell’edizione 2026 figura Blue Connect, in programma il 29 e 30 ottobre e realizzato con la partecipazione di Randstad Italia. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere direttamente in contatto studenti, aziende e professionisti dello shipping, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di competenze.
Blue Connect offrirà ai partecipanti la possibilità di conoscere più da vicino le professioni del mare, dialogare con le imprese e comprendere quali siano i profili maggiormente richiesti in un settore sempre più tecnologico e internazionale. Non si tratterà solamente di un momento di orientamento, ma di uno spazio dedicato alla costruzione concreta di relazioni professionali.
Il 29 ottobre si svolgerà anche Blue Voices, un appuntamento costruito intorno a otto testimonianze di giovani che hanno scelto il mare come percorso professionale. Attraverso esperienze reali, il pubblico potrà scoprire opportunità, difficoltà e prospettive di chi lavora quotidianamente nel mondo dello shipping e della blue economy.
Le storie personali avranno un ruolo fondamentale nel mostrare come il settore marittimo non sia un universo distante o riservato esclusivamente alle professioni tradizionali. Oggi la filiera del mare comprende esperti di sostenibilità, analisti di dati, tecnici, ingegneri, comunicatori, operatori logistici e specialisti della trasformazione digitale.
Uno dei momenti centrali della settimana sarà inoltre la diciottesima edizione di Port&ShippingTech, la main conference dedicata alle principali trasformazioni del sistema portuale e marittimo. Al centro del confronto ci saranno la transizione energetica, la digitalizzazione, la sostenibilità dei porti, l’innovazione logistica e il futuro dei trasporti.
La decarbonizzazione dello shipping rappresenta una delle sfide più complesse per il settore. Porti e compagnie di navigazione sono chiamati a ridurre le emissioni, utilizzare carburanti alternativi, migliorare l’efficienza delle operazioni e investire in infrastrutture capaci di sostenere nuovi modelli energetici.
Parallelamente, la trasformazione digitale sta cambiando la gestione dei terminal, il monitoraggio delle merci, la sicurezza delle rotte e il coordinamento tra i diversi attori della catena logistica. Intelligenza artificiale, automazione, sistemi informativi integrati e cybersecurity saranno sempre più decisivi per rendere i porti competitivi e resilienti.
In questo scenario Napoli può assumere un ruolo strategico grazie alla sua posizione geografica, alla dimensione del sistema portuale, alla presenza di università e centri di ricerca e alla tradizione imprenditoriale legata al mare. La Naples Shipping Week 2026 diventa quindi uno strumento per rafforzare la cooperazione tra soggetti pubblici e privati e per costruire una visione condivisa sul futuro della città e del Mediterraneo.
Dall’Immacolatella alla Stazione Marittima, la manifestazione attraverserà due luoghi simbolici che raccontano epoche differenti, ma un’unica identità. Da una parte la memoria storica del porto, dall’altra una moderna infrastruttura aperta ai flussi internazionali. Nel mezzo, una città che prova a trasformare la propria vocazione marittima in una strategia di sviluppo, innovazione e occupazione.
Napoli conferma così la volontà di essere non soltanto una porta affacciata sul Mediterraneo, ma uno spazio nel quale il Mediterraneo può incontrarsi, discutere e progettare il proprio futuro. La Naples Shipping Week 2026 aprirà le porte più rappresentative della città per mostrare che il mare continua a essere una delle sue risorse più importanti e una delle principali opportunità per le generazioni che verranno.
#NaplesShippingWeek2026 #NaplesShippingWeek #Napoli #Shipping #BlueEconomy #EconomiaDelMare #PortoDiNapoli #StazioneMarittima #PalazzoDellImmacolatella #PortAndShippingTech #BlueConnect #BlueVoices #AmericasCup2027 #Mediterraneo #Innovazione #Sostenibilità #SudNotizie
Port&ShippingTech: www.pstconference.it
Blue Connect – Naples Shipping Week: www.nsweek.com/blue-connect

