Il Teatro Sannazaro di Napoli presenta dal 31 gennaio al 2 febbraio 2025 lo spettacolo “2084 – L’anno in cui bruciammo Chrome”, opera scritta, diretta e prodotta da Marcello Cotugno, che cura anche la progettazione video e la colonna sonora. Questo lavoro teatrale affronta, con linguaggi innovativi e prospettive provocatorie, le sfide di un futuro distopico segnato dall’egemonia economica e culturale della Cina. Napoli, come molte altre città occidentali, diventa un esempio di questa colonizzazione globale, in cui le tradizioni locali vengono progressivamente sostituite da un sistema di valori, linguaggi e abitudini sociali imposti da una potenza dominante. Questo processo si manifesta nella progressiva perdita di identità culturale e nella diffusione di un controllo sociale capillare, simbolo della crescente dipendenza dalle tecnologie e dalle criptovalute imposte dal nuovo ordine mondiale.

La rappresentazione, già applaudita al Campania Teatro Festival 2022, offre una riflessione acuta su questioni attuali come il controllo sociale, l’evoluzione delle criptovalute, l’alienazione digitale e l’impatto del metaverso sulle relazioni umane. In questo scenario, i “crediti sociali” diventano il parametro principale di valutazione dei cittadini, influenzando direttamente le loro opportunità lavorative e sociali: ad esempio, un basso punteggio sociale può impedire l’accesso a determinati luoghi o servizi. La moneta virtuale, come la criptovaluta π (PiGreco), ha sostituito il denaro tradizionale, vincolando ogni transazione alla tracciabilità del sistema. Per i protagonisti, ciò significa dover affrontare una costante pressione per mantenere alti i propri punteggi sociali, con conseguenze drammatiche sulla loro libertà e sulle dinamiche familiari. Il lavoro, divenuto un requisito essenziale per la sopravvivenza economica e sociale, definisce in modo totalizzante l’esistenza individuale e collettiva.

Lo spettacolo incarna una visione non troppo lontana dal nostro presente, invitando il pubblico a interrogarsi su come tecnologia e potere possano ridefinire i confini della libertà.
Cast e aspetti produttivi
Lo spettacolo si avvale di un cast di grande talento, che include Francesco Maria Cordella, interprete di spicco del panorama teatrale, Nadia Carlomagno, attrice di consolidata esperienza, Paolo De Vita, noto al grande pubblico per il suo lavoro in serie televisive, e giovani artisti promettenti come Graziano Purgante, Sveva De Marinis, Arianna Cremona e Onorina Della Rocca.

La produzione artistica vede contributi di alto livello: la scenografia, curata da Assunta La Corte, enfatizza il rigore minimalista della società distopica rappresentata; i costumi, disegnati da Irma Ciaramella, riflettono l’identità alienata e standardizzata dei personaggi; le luci, ideate da Pasquale Mari, creano atmosfere che alternano alienazione e intensità emotiva; mentre la progettazione grafica e video, affidata a Francesco Domenico D’Auria, integra perfettamente il metaverso nella narrazione teatrale, arricchendo l’esperienza visiva del pubblico. Questo ricco ensemble creativo arricchisce la narrazione, donandole profondità visiva e stilistica.
Un intreccio narrativo per il futuro

L’ambientazione principale è un appartamento minimalista, abitato dalla famiglia Donati, la cui quotidianità riflette le dinamiche oppressive del sistema sociale. Izàr, giovane laureato in ingegneria informatica, si isola dalla realtà vivendo nel metaverso e costruendo un legame virtuale con una ragazza, Xe. Sua sorella, Alhena, si dedica alla criogenetica e si mantiene lavorando come creatrice di contenuti digitali, cercando di conformarsi a standard estetici imposti dai social media.
I genitori, Atria e Perseo, affrontano la precarietà economica, mentre un funzionario corrotto offre loro un’apparente via d’uscita con un lavoro stabile, a patto che accettino di svolgere mansioni eticamente discutibili: Atria come data-tagger, costretta a catalogare immagini e video potenzialmente invasivi della privacy altrui, e Perseo come “spazzino di internet”, incaricato di censurare contenuti sensibili e manipolare la verità online. Questo compromesso mette in crisi i loro principi morali, esacerbando le tensioni familiari e sollevando interrogativi sul valore della dignità personale. Attraverso la disumanizzazione delle relazioni familiari e le riflessioni critiche dei protagonisti, lo spettacolo sfida il pubblico a considerare le implicazioni del progresso tecnologico sul tessuto sociale e sulla libertà individuale.
L’innovazione degli NFT

Una peculiarità unica di questa produzione è l’integrazione degli NFT, che si collegano tematicamente alla narrazione dello spettacolo. Gli NFT rappresentano infatti un simbolo della progressiva digitalizzazione e commercializzazione delle esperienze umane, coerenti con il mondo distopico descritto in scena. Attraverso questi oggetti digitali, lo spettacolo invita il pubblico a riflettere sull’annullamento dei confini tra reale e virtuale. Disegnati dal regista stesso, gli NFT rappresentano un’estensione digitale dello spettacolo e sono acquistabili online, offrendo al pubblico l’opportunità di possedere un pezzo esclusivo di questa esperienza artistica.
Appuntamenti
Le repliche di “2084 – L’anno in cui bruciammo Chrome” si terranno il 31 gennaio alle ore 21:00, il 1° febbraio alle ore 19:00 e il 2 febbraio alle ore 18:00 presso il Teatro Sannazaro di Napoli. La produzione è stata realizzata in collaborazione con il Master in Arti Performative dell’Università Suor Orsola Benincasa, diretto da Nadia Carlomagno.
Per informazioni sugli NFT: Collezione NFT di Marcello Cotugno
(ph. Giusva Cennamo fornite in allegato al comunicato stampa