La Conferenza Operativa dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale ha rappresentato un momento cruciale per il rilancio della pianificazione territoriale nel Sud Italia. La riunione ha messo al centro il Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto, la Mitigazione e la Gestione del Rischio da Alluvioni – Calabria/Lao, con un nuovo testo normativo che punta alla copianificazione permanente tra istituzioni locali e Autorità distrettuali. L’obiettivo: costruire un solo piano per un solo territorio, con una visione condivisa e dinamica. La Calabria diventa così area pilota nazionale per una strategia integrata, semplificata e attenta alla sicurezza idraulica e allo sviluppo compatibile.
La dottoressa Vera Corbelli, Segretario Generale dell’Autorità, ha sottolineato l’originalità del modello, che unisce in modo sinergico le disposizioni del Piano di Assetto Idrogeologico (D.Lgs. 152/2006) con quelle del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (D.Lgs. 49/2010). Il percorso partecipativo con gli Uffici della Regione Calabria, l’analisi dei piani strutturali comunali, la valutazione di eventi storici e opere di mitigazione, rappresentano una base concreta per una pianificazione che non impone dall’alto, ma si costruisce in collaborazione costante con gli enti locali.
Il prof. Tammaro Chiacchio, esperto di diritto amministrativo, ha ribadito che il Piano non è più visto come ostacolo allo sviluppo, ma come strumento per favorire trasformazioni compatibili. L’innovazione passa attraverso misure non strutturali, autorizzazioni rapide, pareri vincolanti su piani urbanistici e interventi edilizi, oltre alla pubblicazione di dati puntuali su tiranti e velocità di deflusso.
Tra gli esiti della Conferenza anche la riperimetrazione delle aree a rischio frana in Campania e Basilicata, con variazioni in 9 Comuni. In particolare, in Campania sono stati coinvolti Apice, Bonito, Gesualdo, Monte di Procida, Caselle in Pittari e Novi Velia, mentre in Basilicata si è intervenuti su Toppe, Vaglio Basilicata e Ferrandina.
Fondamentale anche l’approvazione dei criteri per gli interventi finanziati dal Fondo per il contrasto al consumo di suolo, previsto dal D.M. 2/2025. Grazie a un fondo di circa 50 milioni di euro, verranno selezionati progetti comunali per la rinaturalizzazione dei suoli degradati, in coerenza con i piani di bacino e gli obiettivi di mitigazione del rischio idrogeologico. L’Autorità di Bacino, su richiesta del Ministero dell’Ambiente, ha definito criteri puntuali per verificare la compatibilità delle proposte progettuali con le misure prioritarie, dando impulso a un’azione sinergica di rigenerazione ecologica.
La strategia adottata si basa su una governance multilivello, fondata sulla fiducia istituzionale e sull’innovazione tecnico-scientifica, che mira a rendere il territorio non solo più sicuro, ma anche più coeso e capace di futuro. La Calabria – e l’intero Distretto dell’Appennino Meridionale – si candidano così a divenire modelli di riferimento per una nuova stagione di pianificazione partecipata, capace di coniugare ambiente, sviluppo e responsabilità pubblica.
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