Sabato 5 settembre 2026 la Spiaggia Grande di Positano diventerà il palcoscenico della quarta edizione del Premio Internazionale “Comunicare l’Arte”, riconoscimento dedicato alle personalità capaci di trasformare la cultura, la storia e il patrimonio artistico in un racconto accessibile, coinvolgente e socialmente condiviso. La cerimonia di consegna avrà inizio alle ore 20.30 e vedrà protagonisti lo scrittore e giornalista Aldo Cazzullo, l’archeologa Tiziana D’Angelo, l’antropologo Marino Niola e la comunicatrice culturale Patrizia Renzi.
La serata di gala sarà condotta, come di consueto, dalla giornalista Maria Cava, noto volto della comunicazione scientifica e culturale, alla quale sarà affidato il compito di accompagnare il pubblico nel racconto dei premiati, delle motivazioni e del legame tra la manifestazione, la città di Positano e la sua straordinaria eredità archeologica.
L’appuntamento conferma il ruolo di Positano come destinazione culturale internazionale, capace di andare oltre l’immagine, pur straordinaria, della località balneare affacciata sulla Costiera Amalfitana. La città, già conosciuta come una delle capitali mondiali della danza grazie allo storico Premio Léonide Massine, sta infatti riscoprendo e valorizzando una seconda identità: quella di centro archeologico legato alla sua eccezionale Villa Romana.
Il Premio “Comunicare l’Arte” nasce all’interno del progetto multidisciplinare “Comunicare l’Arte, La Villa Romana si racconta”, ideato e diretto scientificamente da Laura Valente. Il percorso è risultato vincitore del bando del Ministero dell’Interno dedicato ai Borghi d’Arte e ha l’obiettivo di promuovere nuove forme di narrazione del patrimonio, mettendo in dialogo archeologia, letteratura, giornalismo, antropologia, comunicazione e divulgazione.
Alla base del riconoscimento vi è la convinzione che comunicare le arti rappresenti una forma d’arte autonoma. Non è sufficiente possedere conoscenze approfondite: occorre saperle trasformare in una narrazione comprensibile, mantenendo il rigore dei contenuti e aprendoli contemporaneamente a pubblici differenti. Secondo Laura Valente, raccontare l’arte significa renderla viva e farne uno strumento di crescita collettiva, inclusione e rigenerazione sociale.
La sindaca di Positano Gabriella Guida ha sottolineato come il Premio rientri pienamente nella nuova strategia culturale della città. Positano, amata in tutto il mondo per il paesaggio, il mare e la sua inconfondibile architettura verticale, vuole presentarsi anche come destinazione culturale completa. La valorizzazione della Villa Romana e i nuovi scavi sostenuti dal Ministero della Cultura contribuiscono a rafforzare questa identità, favorendo un turismo di qualità capace di accompagnare la comunità durante tutto l’anno e non soltanto nei mesi estivi.
Sostenere il Premio “Comunicare l’Arte” significa, dunque, investire in una narrazione rinnovata del territorio, nella quale la bellezza paesaggistica dialoga con la storia, l’archeologia e le espressioni artistiche contemporanee. L’obiettivo è far conoscere al mondo una Positano più complessa e sorprendente, capace di custodire il proprio passato e di trasformarlo in un motore di sviluppo culturale e sociale.
Tra i premiati del 2026 figura Aldo Cazzullo, scrittore, giornalista del Corriere della Sera e divulgatore storico televisivo. Il riconoscimento celebra la sua capacità di restituire la storia italiana nella sua complessità, coniugando rigore, chiarezza e forza narrativa. Attraverso i suoi libri, gli articoli e il programma Una giornata particolare, trasmesso da La7, Cazzullo ha dimostrato come la divulgazione possa raggiungere milioni di persone senza diventare superficiale.
La sua scrittura riesce a rendere attuali anche personaggi e vicende apparentemente molto conosciuti, mostrando come un fatto storico abbia bisogno non soltanto di essere documentato, ma anche raccontato con efficacia. Nel suo lavoro, la capacità di sorprendere il lettore o lo spettatore non sacrifica mai l’attenzione alle fonti e alla complessità degli avvenimenti. È proprio questo equilibrio tra profondità e popolarità ad aver determinato l’assegnazione del Premio.
Il Premio “Comunicare l’Arte” sarà assegnato anche a Marino Niola, antropologo, giornalista e divulgatore scientifico. Il suo lavoro ha portato l’antropologia oltre gli ambienti accademici, trasformandola in uno strumento attraverso il quale leggere i comportamenti, i rituali, le feste, le devozioni e i simboli della società contemporanea.
Nei suoi libri, diventati popolari presso un pubblico molto ampio, i miti e le tradizioni non appaiono come reperti immobili del passato, ma come elementi ancora capaci di raccontare l’identità collettiva. Il riconoscimento premia proprio questa capacità di osservare l’Italia attraverso i gesti e le esperienze condivise che ne compongono la civiltà. Nello sguardo di Marino Niola, il simbolo è materia viva del presente e continua a offrire risposte alle domande su chi siamo e sul modo in cui costruiamo le nostre comunità.
Tiziana D’Angelo, direttrice dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia, riceverà il premio per una visione innovativa della gestione del patrimonio antico. Il suo lavoro combina rigore scientifico, apertura verso il presente e attenzione ai nuovi pubblici, trasformando i parchi archeologici in luoghi dinamici, accessibili e capaci di dialogare con la contemporaneità.
Particolare rilievo assume inoltre il suo impegno nella divulgazione delle figure femminili dell’archeologia, attraverso il recupero delle storie di studiose e professioniste che hanno lasciato un segno importante in un settore a lungo condizionato da pregiudizi e prospettive prevalentemente maschili. La direzione di Tiziana D’Angelo dimostra che un patrimonio antico può essere custodito con rigore e, nello stesso tempo, trasformato in uno spazio di confronto, partecipazione e conoscenza condivisa.
La quarta vincitrice è Patrizia Renzi, professionista della comunicazione culturale che coordina alcuni dei più importanti premi letterari europei. La sua attività attraversa esperienze prestigiose come il Premio Strega, Più libri più liberi, il Salone Internazionale del Libro di Torino e i progetti legati alle guide Lonely Planet.
Il riconoscimento valorizza una concezione della comunicazione che non si limita a diffondere un messaggio già costruito, ma partecipa direttamente alla sua ideazione. Attraverso il lavoro svolto al fianco di scrittori, editori e istituzioni culturali, Patrizia Renzi ha mostrato come comunicare la cultura significhi contribuire concretamente alla sua creazione, mettendo in relazione autori, opere, manifestazioni e lettori.
Dal 2024 il Premio ha dato vita anche al board internazionale degli “Amici della Villa Romana”, una rete alla quale si aggiungono progressivamente i vincitori delle diverse edizioni. Ne fanno parte Paolo Conti e Jackie Wullschläger, firme culturali rispettivamente del Corriere della Sera e del Financial Times, insieme al game designer Fabio Viola, premiati nel 2023.
Nel 2024 sono entrati nel gruppo Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, Karole P. B. Vail della Peggy Guggenheim Foundation, Urs Rechsteiner, fondatore e presidente della Fondazione FUR, e la giornalista culturale Cristina Giuliano. L’edizione 2025 ha invece premiato lo storico dell’arte e direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt, l’antropologa Elisabetta Moro, la comunicatrice Lara Facco e Jane Thompson, responsabile dell’Herculaneum Conservation Project del Packard Humanities Institute.
La presenza di archeologi, direttori museali, giornalisti, antropologi, comunicatori e professionisti dell’innovazione conferma il carattere multidisciplinare e internazionale dell’iniziativa. Il board costituisce una rete di competenze e relazioni attraverso la quale la Villa Romana di Positano può essere conosciuta e raccontata ben oltre i confini della Costiera Amalfitana.
A fare da centro simbolico al progetto è proprio la Villa Romana di Positano, una lussuosa residenza d’ozio riportata alla luce sotto l’oratorio della Chiesa di Santa Maria Assunta. Il sito era stato descritto già nel 1758 da Karl Weber, mentre Matteo Della Corte avanzò successivamente l’ipotesi che la dimora potesse appartenere a Posides Claudi Caesaris, liberto dell’imperatore Claudio noto per essere stato coinvolto nella costruzione di residenze prestigiose.
La riscoperta moderna della villa risale al 2003, durante alcuni lavori edili, ed è stata seguita dalle campagne di scavo del 2004-2006 e del 2015-2016. A circa dieci metri di profondità sono emersi una parte della residenza, il triclinium destinato ai banchetti, il pavimento musivo e le pitture parietali riconducibili al quarto stile pompeiano. La sala da pranzo, attraverso un peristilio porticato, si apriva direttamente sulla baia, offrendo agli antichi abitanti una vista privilegiata sul mare.
Il complesso è oggi inserito nel percorso del MAR – Museo Archeologico Romano di Positano, frutto della collaborazione tra il Comune, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e la Curia vescovile. Il delicato e impegnativo intervento di restauro ha reso il sito fruibile al pubblico dal 2018, restituendo alla comunità e ai visitatori un’autentica meraviglia dell’archeologia campana.
Gli affreschi rappresentano uno degli elementi più spettacolari della Villa Romana di Positano. Sulla parte inferiore delle pareti, caratterizzata da un intenso fondo rosso, compaiono un’edicola con copertura a conchiglia, delfini, pantere, un grifo e un pegaso alato. Nella zona mediana si possono osservare pannelli gialli decorati da ghirlande, prospettive architettoniche e scene mitologiche.
Tra queste spicca la rappresentazione del centauro Chirone mentre impartisce lezioni di musica ad Achille. Nella parte superiore della parete nord sono visibili un tendaggio verde, mostri marini, delfini e amorini. Verso est, invece, è raffigurato un palazzo articolato su tre livelli, con una porta d’ingresso in legno, un balcone e un ampio loggiato sostenuto da colonne istoriate.
Nella stessa zona è stato rinvenuto anche un armadio blindato in legno e ferro, contenente recipienti in bronzo e oggetti legati al simposio, oggi esposti nell’area museale. Si tratta di testimonianze che permettono di ricostruire non soltanto la ricchezza della dimora, ma anche alcuni aspetti della vita quotidiana, delle consuetudini conviviali e del gusto dei suoi antichi proprietari.
I nuovi scavi finanziati dal Ministero della Cultura potranno ampliare ulteriormente la conoscenza del complesso archeologico e rafforzare l’immagine di Positano come città archeologica di primo piano. La ricerca potrà inoltre offrire nuovi elementi per comprendere la storia della villa, la sua estensione e le trasformazioni subite nei secoli successivi.
In questo scenario il Premio “Comunicare l’Arte” assume un significato che va oltre la cerimonia: diventa uno strumento per raccontare un patrimonio nascosto, costruire relazioni internazionali e trasformare la memoria antica in una risorsa culturale per il futuro. Il dialogo tra il Premio e la Villa Romana mostra come la tutela non possa essere separata dalla capacità di comunicare e condividere il valore dei luoghi.
La serata di gala del 5 settembre, condotta dalla giornalista Maria Cava, riunirà quindi sullo spettacolare palco della Spiaggia Grande quattro differenti modi di raccontare e rendere accessibile la cultura. Dalla divulgazione storica di Aldo Cazzullo allo sguardo antropologico di Marino Niola, dalla gestione innovativa dei siti archeologici di Tiziana D’Angelo alla progettualità comunicativa di Patrizia Renzi, il Premio offrirà l’immagine di una cultura capace di uscire dagli spazi specialistici e diventare esperienza collettiva.
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MAR – Museo Archeologico Romano di Positano
Comune di Positano, turismo ed eventi
Ministero della Cultura
(foto di Vito Fusco e altri fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato. SudNotizie si riserva di inserire la relativa attribuzione)




