Body, scarpette e coreografie hanno trasformato il cortile del Maschio Angioino in un grande palcoscenico a cielo aperto. Si è conclusa mercoledì 15 luglio la ventunesima edizione del Premio Napoli in Danza, manifestazione che per tre giorni ha riunito giovani allievi, scuole, professionisti e personalità di primo piano del panorama coreutico nazionale e internazionale.
Dal 13 al 15 luglio, la danza ha incontrato la storia nella prestigiosa cornice di Castel Nuovo, luogo simbolo di Napoli che ha attraversato le dominazioni angioina e aragonese e i fasti del Regno delle Due Sicilie. Un’ambientazione di particolare suggestione, capace di amplificare le emozioni suscitate dalle esibizioni e di offrire al pubblico uno spettacolo nel quale arte, formazione e patrimonio culturale si sono intrecciati.
Promosso da AICS Campania, ideato dal professor Alessandro Papaccio e diretto artisticamente dal maestro Antonio Salernitano, il Premio Napoli in Danza si è confermato come un’importante occasione di incontro e confronto per le nuove generazioni. L’evento è stato inserito nel programma ufficiale di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026 e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Napoli. La manifestazione, come sottolineato nella presentazione istituzionale, nasce per promuovere la danza non soltanto come espressione artistica e culturale, ma anche come strumento educativo e formativo rivolto ai più giovani. (comune.napoli.it)
A ribadire il valore dell’iniziativa è stata Emanuela Ferrante, assessora allo Sport e alle Pari opportunità del Comune di Napoli, intervenuta in occasione del gran galà conclusivo. La presenza delle istituzioni ha confermato l’attenzione riservata a una manifestazione capace di unire promozione sportiva, crescita dei talenti e valorizzazione di uno dei più importanti monumenti cittadini.
Le prime due giornate sono state dedicate al concorso riservato alle scuole di danza e agli allievi suddivisi per discipline e categorie, mentre la serata finale ha ospitato il gran galà, gli artisti invitati e la cerimonia di premiazione. Numerose scuole hanno preso parte alla competizione, proponendo coreografie che hanno spaziato tra linguaggi, tecniche e sensibilità differenti. In platea erano presenti anche étoiles e danzatori legati alla prestigiosa tradizione del Teatro di San Carlo.
Il folto pubblico ha accompagnato con entusiasmo le esibizioni, premiando l’impegno dei giovani interpreti e il lavoro quotidiano svolto da insegnanti e coreografi. Per alcuni dei vincitori sono state messe a disposizione borse di studio, pensate per sostenere il loro percorso di perfezionamento e offrire nuove opportunità di crescita professionale.
A valutare le performance è stata una giuria tecnica composta dal direttore artistico Antonio Salernitano e da Emma Cianchi, Giovanni Mauriello, Luisa Ieluzzi, Mariella Ermini, Ranieri Manfrin e Renato Zanella. Una commissione formata da professionisti con esperienze e competenze differenti, chiamata a esaminare preparazione tecnica, capacità interpretativa, presenza scenica e originalità delle proposte.
Uno dei momenti più attesi del galà è stato quello dedicato ai premi alla carriera, assegnati a personalità che hanno contribuito con il proprio lavoro alla crescita della danza, del teatro e dello spettacolo. Il riconoscimento è stato consegnato a Sasà Imperatore, Renato Zanella, Ranieri Manfrin, Antonella Stefanucci, Rino Cesarano, Paul Chalmer e Nicola Capano.
I premi al merito artistico sono stati attribuiti a Stanislao Capissi e Sergio Vitale, mentre i premi al talento hanno valorizzato artisti, interpreti e formazioni emergenti. A riceverli sono stati Golden Crew, Asia Durante, Sophie Tukker, Danilo Imperatore, Arianna Lanesa, Carmine Vigliotti, Maria Del Prete, Marco Munno, Silvia Vituperio, Diego Minopoli, Marco Fiorentino ed Elena Barbieri. A Giulia Vinciguerra è andato, invece, il premio per l’identità visiva.
Le tre serate sono state presentate da Benedetta Imperatore, che ha accompagnato il pubblico attraverso le diverse fasi del concorso e del galà. La direzione tecnica è stata affidata a Manuela Papaccio, mentre Nicoletta Salernitano ha curato il coordinamento artistico. La produzione esecutiva è stata seguita da Melania Mormile, direttrice della DAM Academy.
Alla realizzazione dell’iniziativa hanno contribuito anche i partner tecnici Cositore Photographer, Rea, DAM Academy, Coquillete Parfum, Caffè I Due Napoletani e Ristorante Al 53, sostenendo una macchina organizzativa articolata, impegnata nell’accoglienza delle scuole e degli ospiti e nella gestione delle tre giornate.
Il Premio Napoli in Danza 2026 si è così concluso tra applausi, soddisfazione e la promessa di ritrovarsi nel 2027. Dopo ventuno edizioni, la manifestazione continua a offrire ai giovani un palcoscenico prestigioso sul quale misurarsi, esprimere il proprio talento e coltivare il sogno di trasformare la passione per la danza in un autentico percorso professionale.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



