Rivoluzione Carosone porta nel cuore di Napoli l’energia, l’ironia e la straordinaria modernità artistica di Renato Carosone. Giovedì 30 luglio 2026, alle ore 21, il cortile monumentale di Castel Nuovo, conosciuto anche come Maschio Angioino, ospiterà uno spettacolo originale nel quale musica dal vivo, recitazione e danza si incontrano per celebrare uno dei protagonisti più amati della canzone italiana.
Scritto e diretto da Alessandro D’Auria, con le coreografie di Franky Capuano, Rivoluzione Carosone è realizzato dall’Associazione Airots e inserito nella rassegna Estate a Napoli 2026 – Teatro e danza al Castello, promossa e finanziata dal Comune di Napoli. Lo spettacolo aprirà la sezione dedicata alle arti sceniche e coreutiche, che porterà nel cortile del castello dieci serate di teatro e danza dal 30 luglio all’8 agosto.
Al centro della rappresentazione c’è una Napoli immaginaria e quasi distopica. Dopo l’improvviso ritiro dalle scene di Renato Carosone, la musica viene dichiarata illegale e la città smette progressivamente di cantare. Le melodie scompaiono dalle strade, le voci si spengono e il silenzio sembra avere conquistato definitivamente una città che della musica ha sempre fatto una delle proprie forme di espressione più autentiche.
A ribellarsi a questa realtà è uno PseudoAmericano che, insieme a un gruppo di musicisti clandestini, dà vita alla cosiddetta “Rivoluzione Carosoniana”. Una rivolta pacifica e travolgente, combattuta non con le armi, ma attraverso strumenti musicali, parole, ritmo, ironia e partecipazione.
Nel corso della storia tornano così a vivere i personaggi resi immortali dalle canzoni di Carosone. Sul palco compaiono Sarracino, Maruzzella, il ricco petroliere di Caravan Petrol, il Torero e numerose altre figure nate dall’incontro tra la creatività musicale del Maestro e i testi di Nisa. Personaggi che escono simbolicamente dalle canzoni per acquistare un volto, un corpo e una nuova dimensione teatrale.
La rappresentazione non si limita quindi a riproporre un repertorio celebre, ma costruisce intorno alle canzoni una vera narrazione. I brani diventano il filo conduttore di un racconto capace di restituire l’universo carosoniano nella sua complessità, facendo emergere l’ironia, il gusto per il paradosso e la capacità di osservare la società attraverso personaggi apparentemente leggeri, ma profondamente legati ai vizi, ai desideri e alle contraddizioni del proprio tempo.
Proprio questa capacità di raccontare la società rende ancora oggi sorprendentemente attuali le opere di Renato Carosone e Nisa. Dietro il ritmo trascinante e le trovate linguistiche si nasconde infatti uno sguardo lucido sulle mode, sull’ostentazione della ricchezza, sul desiderio di apparire diversi da ciò che si è e sull’incontro, talvolta contraddittorio, tra identità napoletana e influenze straniere.
In questa prospettiva, la “rivoluzione” evocata dal titolo assume un significato più profondo. La musica diventa un linguaggio universale, capace di opporsi al silenzio, superare le distanze e ricostruire una comunità. Cantare insieme significa ritrovare la propria voce, riconoscersi negli altri e riscoprire il valore della condivisione.
Accanto ad Alessandro D’Auria, in scena ci saranno gli interpreti Francesco Rivieccio e Matteo Mauriello, chiamati a dare corpo e voce ai protagonisti dell’immaginario carosoniano. La componente musicale sarà affidata a una band dal vivo composta da Enzo Greco, Ruggiero Botta, Francesco Cimmino, Salvatore Scutiero e Mizar.
A completare la messa in scena sarà il corpo di ballo formato da Franky Capuano, Antonio Piccoli, Amina Arena, Pia Capasso e Alessandra Bassolino. I costumi, ideati dallo stesso Alessandro D’Auria, contribuiranno a ricreare un’atmosfera vivace, teatrale e colorata, in sintonia con l’energia musicale e con il carattere visionario dello spettacolo.
Uno degli elementi distintivi di Rivoluzione Carosone sarà il rapporto diretto con gli spettatori. Il pubblico non resterà un semplice osservatore, ma sarà invitato a cantare, battere le mani e partecipare attivamente allo sviluppo della serata. Il cortile monumentale di Castel Nuovo si trasformerà così in uno spazio condiviso, nel quale la distanza tradizionale tra palcoscenico e platea verrà progressivamente superata.
L’obiettivo è ricreare il clima di una grande festa collettiva, recuperando quella dimensione popolare e partecipativa che ha sempre caratterizzato la musica di Renato Carosone. Le sue canzoni, pur raggiungendo un successo internazionale, hanno infatti conservato un legame profondo con Napoli, con la sua lingua, con la sua capacità di accogliere influenze diverse e di trasformarle in qualcosa di nuovo e immediatamente riconoscibile.
La scelta del cortile monumentale del Maschio Angioino rafforza ulteriormente questo dialogo tra memoria e contemporaneità. In uno dei luoghi simbolo della città, l’eredità artistica di Carosone viene riletta attraverso i linguaggi del teatro, della danza e della musica dal vivo, dimostrando come il suo repertorio possa ancora parlare alle generazioni di oggi.
Rivoluzione Carosone si presenta dunque come qualcosa di più di un tradizionale concerto-tributo. È uno spettacolo di teatro-canzone che utilizza l’immaginazione per riflettere sul valore della libertà artistica, sul bisogno umano di esprimersi e sulla capacità della cultura di unire le persone.
Attraverso una scrittura originale e una messinscena ricca di ritmo, colori ed emozioni, lo spettacolo celebra un grande innovatore della musica italiana e, allo stesso tempo, ricorda quanto l’arte possa essere uno strumento di speranza. Una rivoluzione senza violenza, fatta di note, sorrisi e partecipazione, pronta a restituire simbolicamente a Napoli la sua voce più autentica.
L’appuntamento con Rivoluzione Carosone è fissato per giovedì 30 luglio 2026, alle ore 21, nel cortile monumentale di Castel Nuovo a Napoli. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere all’indirizzo itinerarteass@gmail.com.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

