Il mese di gennaio 2026 si apre con un calendario particolarmente denso di scioperi nel settore dei trasporti, destinato a incidere in modo significativo sulla mobilità quotidiana in tutta Italia. Treni, aerei e trasporto pubblico locale saranno coinvolti in una sequenza di agitazioni sindacali che, in alcuni casi, assumono carattere nazionale e, in altri, colpiscono in modo mirato territori strategici come Napoli e l’intera Campania, già alle prese con una rete di mobilità complessa e spesso congestionata.
Il primo appuntamento critico del mese è giovedì 8 gennaio 2026, giornata in cui sciopera il trasporto pubblico locale. L’agitazione riguarda direttamente anche la Campania e in particolare Napoli, dove incrocia le braccia il personale della EAV – Ente Autonomo Volturno, la società che gestisce gran parte delle linee ferroviarie e automobilistiche dell’area metropolitana e vesuviana. Lo sciopero, proclamato a livello aziendale, è previsto per l’intera giornata e può determinare forti riduzioni del servizio su autobus, linee circumvesuviane e collegamenti extraurbani, fatte salve le consuete fasce di garanzia. Per studenti, lavoratori e pendolari dell’area napoletana si tratta di una delle giornate più delicate, con ricadute immediate sulla mobilità urbana ed extraurbana.
Il momento più critico del mese arriva però venerdì 9 gennaio 2026, data indicata come una vera e propria giornata nera per chi viaggia in aereo. È infatti previsto uno sciopero nazionale del trasporto aereo, con l’adesione del personale navigante e di terra di diverse compagnie e società di handling. I disagi possono tradursi in cancellazioni e ritardi su voli nazionali e internazionali, con l’aeroporto di Napoli-Capodichino direttamente coinvolto. Le fasce orarie di garanzia assicurano alcuni collegamenti, ma al di fuori di questi intervalli l’operatività resta incerta, rendendo necessaria una verifica preventiva dello stato dei voli.
Il giorno successivo, sabato 10 gennaio, la protesta si sposta sul fronte ferroviario con uno sciopero nazionale del personale delle ferrovie. La circolazione dei treni ad alta velocità, Intercity e regionali può subire rallentamenti o cancellazioni, nonostante la presenza dei servizi minimi garantiti. Anche in questo caso Napoli Centrale, snodo fondamentale per i collegamenti tra il Sud e il resto del Paese, rischia di risentire in modo significativo dell’agitazione, con effetti a catena su pendolari e viaggiatori di lunga percorrenza.
Dopo una prima metà del mese già segnata da scioperi nazionali e forti criticità, l’attenzione torna alta venerdì 23 gennaio 2026, quando è previsto un nuovo sciopero nel settore ferroviario che interessa ancora una volta la Campania. In questa data a scioperare è il personale della Trenitalia OMCC di Santa Maria la Bruna, in provincia di Napoli, ovvero gli addetti alle officine e alla manutenzione dei mezzi ferroviari. L’agitazione, proclamata a livello aziendale per alcune ore, può avere ripercussioni indirette sulla circolazione dei treni, soprattutto sui servizi regionali e sulle attività di supporto alla rete ferroviaria, in un contesto in cui Napoli rappresenta un nodo strategico per l’intero sistema di trasporto del Mezzogiorno.
Nel complesso, gennaio 2026 si configura come un mese ad alta tensione sul fronte della mobilità. Gli scioperi dell’8 gennaio, del 9 gennaio, del 10 gennaio e del 23 gennaio si intrecciano con altre proteste locali e aziendali, creando un quadro frammentato ma potenzialmente molto impattante. Per chi vive o si sposta a Napoli e in Campania, diventa fondamentale monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali delle aziende di trasporto, verificare le fasce di garanzia e pianificare con attenzione ogni spostamento, soprattutto nelle giornate interessate da scioperi nazionali o da agitazioni che colpiscono direttamente il territorio.
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