Un libro, una fiaba teatrale e un docufilm dedicato a una pioniera del cinema italiano compongono il programma della seconda serata di Segreti d’Autore, il festival cilentano dedicato ad ambiente, scienze, arti e legalità. L’appuntamento è fissato per giovedì 30 luglio, a partire dalle ore 20.30, negli spazi di Palazzo Coppola, tra Valle Cilento e Sessa Cilento, in provincia di Salerno.
Ideata da Ruggero Cappuccio e diretta dalla regista Nadia Baldi, la manifestazione propone un itinerario culturale capace di mettere in comunicazione letteratura, teatro e cinema. Tre linguaggi differenti, riuniti in una sola serata per raccontare personalità fuori dal comune, antiche fiabe di formazione e pagine della storia artistica italiana ancora poco conosciute dal grande pubblico. Il festival, sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Campania attraverso i fondi del Pnrr, conferma così la propria vocazione multidisciplinare e il legame con il territorio cilentano.
Ad aprire il programma, alle ore 20.30, sarà la presentazione del volume Il sarto della luce, pubblicato da Carabba editore e scritto dal saggista Tobia Iodice. Il libro ripercorre la vita e l’opera di Mariano Fortuny, pittore, stilista, scenografo e designer spagnolo naturalizzato italiano, considerato una delle figure più originali e versatili della Belle Époque.
La biografia proposta da Tobia Iodice restituisce il profilo di un artista difficile da racchiudere in una sola definizione. Mariano Fortuny attraversò infatti numerosi ambiti creativi, dalla pittura alla moda, dalla scenografia al design, trasformando la luce, i tessuti e gli spazi in strumenti di una ricerca estetica profondamente innovativa. Il suo lavoro continua ancora oggi a esercitare fascino proprio per la capacità di unire artigianato, arte e sperimentazione tecnica. La presentazione a Segreti d’Autore offrirà quindi l’occasione per riscoprire un protagonista della cultura europea e il suo rapporto con l’Italia.

Alle ore 21 la scena passerà al teatro con Romina, testo di Massimo Andrei affidato alla voce narrante di Antonella Romano e prodotto da Teatro Segreto. Lo spettacolo prende la forma di una fiaba di iniziazione e conduce il pubblico in un universo simbolico fatto di paura, crescita e trasformazione.
Al centro del racconto c’è una bambolina lasciata in eredità da una madre morente. Intorno a questo piccolo oggetto si sviluppa un viaggio attraversato da immagini archetipiche: il bosco buio, la casa poggiata su zampe di gallina, la Vecchia Dannata e una prova del fuoco capace nello stesso tempo di salvare e giudicare. Elementi che rimandano alla struttura delle fiabe tradizionali, nelle quali il pericolo non rappresenta soltanto una minaccia, ma anche un passaggio necessario verso la maturità.
La storia trae ispirazione dal racconto russo Vasilissa la Bella, ma viene trasportata da Massimo Andrei nel dialetto e nell’immaginario napoletano. La forza arcaica della fiaba incontra così una lingua materna, popolare e teatrale, in grado di avvicinare il racconto alla sensibilità del pubblico contemporaneo. La narrazione di Antonella Romano diventa il punto di contatto tra la tradizione dell’Europa orientale e la cultura partenopea, restituendo alla vicenda una dimensione intima e al tempo stesso collettiva.

La seconda serata di Segreti d’Autore si concluderà con la proiezione del docufilm Elvira Notari – Oltre il silenzio, diretto da Valerio Ciriaci. Prima della proiezione è previsto un incontro con la produttrice Antonella Di Nocera, insignita del Globo d’Oro 2026. Presentata alla Mostra del Cinema di Venezia, l’opera punta a riportare al centro dell’attenzione la figura di Elvira Notari, prima regista cinematografica italiana.
Nata nel Salernitano e napoletana d’adozione, Elvira Notari fu una donna moderna e coraggiosa, capace di raccontare attraverso il cinema la realtà popolare del proprio tempo. Con la sua casa di produzione, la Dora Film, riuscì a portare le proprie opere anche negli Stati Uniti, raggiungendo le comunità italiane emigrate oltreoceano.
La sua esperienza artistica rappresentò anche una forma di resistenza culturale. Elvira Notari si confrontò infatti con la censura fascista e con la narrazione idealizzata imposta dal regime, contrapponendole personaggi, ambienti e vicende legati alla vita autentica delle classi popolari. Il suo era un cinema muto soltanto dal punto di vista tecnico: le immagini, i volti e le storie possedevano una forza espressiva capace di parlare agli spettatori e di attraversare le epoche.
Elvira Notari – Oltre il silenzio vuole dunque sottrarre la regista a un lungo oblio, mostrando quanto il suo lavoro sia stato innovativo sia sul piano cinematografico sia su quello produttivo. Il documentario ricostruisce il percorso di una donna che seppe dirigere, organizzare e distribuire opere in un settore dominato dagli uomini, diventando una delle figure più significative delle origini del cinema italiano.
La serata del 30 luglio a Palazzo Coppola si presenta così come un viaggio attraverso forme diverse di creatività. La luce e i tessuti di Mariano Fortuny, il cammino iniziatico raccontato da Massimo Andrei e la rivoluzione cinematografica di Elvira Notari sono uniti dalla capacità dell’arte di superare confini, epoche e convenzioni.
L’ingresso ai singoli appuntamenti è consentito su prenotazione. Le richieste devono essere inviate all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, indicando l’evento scelto, il numero dei posti richiesti e il nome e cognome dei partecipanti. Al momento dell’accesso sarà necessario mostrare la ricevuta di conferma, stampata oppure conservata su un dispositivo elettronico.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
