Memoria antifascista, segreti familiari e cinema si incontrano nella terza giornata di Segreti d’Autore, il Festival dedicato ad Ambiente, Scienze, Arti e Legalità, ideato da Ruggero Cappuccio e diretto da Nadia Baldi. Giovedì 31 luglio, nella suggestiva cornice di Palazzo Coppola, a Valle-Sessa Cilento, in provincia di Salerno, il pubblico potrà partecipare a una serata costruita intorno a due storie molto diverse, ma legate dal tema della manipolazione: quella tragica e reale dell’antifascista cilentano Attilio De Feo, spiato dai suoi stessi familiari, e quella grottesca raccontata dal regista Carlo Fenizi nel film La sobrietà.
Il primo appuntamento è previsto alle 20.30, quando l’editore, storico e scrittore Giuseppe Galzerano presenterà il suo saggio Attilio De Feo. L’esule antifascista spiato dal fratello. Al centro del volume c’è una vicenda umana e politica inquietante, nella quale i legami di sangue diventano strumenti di sorveglianza, controllo e delazione.
Nato nel 1894 a Ortodonico, nel Cilento, Attilio De Feo fu pittore, fotografo ed esule antifascista. Trasferitosi a Parigi, frequentò gli ambienti dell’opposizione al regime e collaborò con il movimento “Giustizia e Libertà”. La sua attività e le sue relazioni politiche lo resero però un obiettivo della polizia fascista e dell’Ovra, l’apparato repressivo incaricato di controllare gli oppositori di Benito Mussolini.
La parte più drammatica della sua storia riguarda il coinvolgimento del fratello Francesco Paolo De Feo e del nipote Domenico, che accettarono di raccogliere informazioni sul loro congiunto. Ospitati nella sua casa parigina, avrebbero riferito clandestinamente pensieri, spostamenti, incontri e attività politiche dell’esule, agendo sotto falso nome. Il libro di Giuseppe Galzerano ricostruisce questa rete di spionaggio familiare attraverso materiale documentario proveniente dai fascicoli personali conservati nell’Archivio Centrale dello Stato.
La vicenda di Attilio De Feo assume un valore ancora più importante per il ruolo da lui svolto nella conservazione della memoria antifascista europea. Fu infatti il fotografo dei funerali parigini di Carlo Rosselli e Nello Rosselli, celebrati il 19 giugno 1937. I due fratelli, intellettuali e militanti antifascisti, erano stati assassinati pochi giorni prima, il 9 giugno, a Bagnoles-de-l’Orne, in Francia.
Le fotografie scattate da De Feo, considerate per lungo tempo introvabili, vengono pubblicate nel volume insieme alle lettere di delazione attribuite al fratello e al nipote. Il saggio non racconta quindi soltanto il dramma privato di un uomo tradito dai propri familiari, ma apre una finestra sui meccanismi attraverso i quali il fascismo tentava di sorvegliare e colpire gli oppositori anche fuori dai confini italiani.

Alle 21 la serata proseguirà con il cinema e con l’incontro con l’attrice Cloris Brosca e il regista Carlo Fenizi, che introdurranno la proiezione di La sobrietà. La pellicola affronta in forma di commedia nera e mockumentary il dietro le quinte dell’industria cinematografica, mettendone in evidenza fragilità, ambizioni, dipendenze e dinamiche manipolatorie.
La protagonista della storia è Kimba, interpretata da Eva Basteiro-Bertolí, una misteriosa actor coach, direttrice di casting e ideatrice di un metodo controverso. Attorno a lei si muove un gruppo di aspiranti attrici pronte a sottoporsi a pratiche assurde e umilianti pur di raggiungere il talento e il successo. Dopo una delusione professionale, il regista Rodrigo decide, insieme allo sceneggiatore Cornelio, di realizzare un documentario per indagare sulla donna e smascherare le contraddizioni del cosiddetto “Metodo Kimba”. Con il procedere delle riprese, però, il confine tra realtà e finzione, osservatore e soggetto, denuncia e complicità diventa sempre più difficile da riconoscere.
Secondo quanto spiegato dallo stesso Carlo Fenizi, La sobrietà racconta da una parte la manipolazione e la fragilità presenti in determinati ambienti professionali e, dall’altra, la continua contrapposizione tra il realismo costruito e la libertà della fantasia. Ne emerge un’opera grottesca, volutamente sopra le righe, che utilizza il linguaggio della satira per interrogarsi sulle ossessioni del mondo dello spettacolo e sul prezzo che alcune persone sono disposte a pagare per ottenere visibilità e riconoscimento.
Nel cast figurano, oltre a Eva Basteiro-Bertolí e Cloris Brosca, Michele Venitucci, Amanda Lear, chiamata a interpretare una suora, Carmen Russo, Antonia San Juan, conosciuta dal pubblico internazionale per il ruolo di Agrado nel film Tutto su mia madre di Pedro Almodóvar, Francesco Zenzola, Cosetta Turco, Flora Contrafatto, Julieta Marocco, Giovanni Prisco, Simone Di Matteo, Chiara Fenizi e Maria Rosaria Vera. La sceneggiatura è firmata da Carlo Fenizi e Raffaele Notaro, mentre la produzione è affidata a Tejo. Il film, della durata di 80 minuti, è stato distribuito a partire dal 27 aprile 2026.
I due appuntamenti del 31 luglio, pur appartenendo a linguaggi e periodi storici differenti, sembrano dialogare tra loro. Nel racconto di Attilio De Feo, la manipolazione assume la forma tragica dello spionaggio politico e del tradimento familiare; in La sobrietà, invece, diventa un meccanismo psicologico e professionale raccontato attraverso l’ironia e il paradosso. In entrambi i casi, il pubblico viene invitato a riflettere sul potere, sulla fiducia e sulla possibilità di distinguere la verità dalle rappresentazioni costruite per controllarla o nasconderla.
L’ingresso a entrambi gli eventi è gratuito, ma è obbligatoria la prenotazione. Le richieste devono essere inviate all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, indicando l’appuntamento scelto, il numero dei posti richiesti e il nome e cognome dei partecipanti. All’ingresso sarà necessario mostrare la ricevuta di conferma, in formato cartaceo oppure attraverso un dispositivo elettronico.
Durante il Festival sarà inoltre possibile visitare a Palazzo Coppola due esposizioni, aperte ogni giorno dalle 18 alle 20. La prima è La stanza di Herlitzka, mostra con la quale la regista Nadia Baldi rende omaggio al grande attore Roberto Herlitzka. La seconda, realizzata da Antonella Romano, conduce i visitatori nel percorso evocativo di Quando il bambino era bambino.
La manifestazione gode del sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania attraverso i fondi del Pnrr. Con questa nuova giornata, Segreti d’Autore conferma la propria vocazione a unire spettacolo, ricerca storica e impegno civile, trasformando il Cilento in uno spazio aperto al confronto tra memoria e contemporaneità.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
