Agli Australian Open 2026, Jannik Sinner continua il suo percorso con l’autorità di chi sa esattamente dove vuole arrivare. Contro l’australiano James Duckworth, numero lontano dalle prime posizioni ma sostenuto dal pubblico di Melbourne, l’azzurro non concede spazio a sorprese e chiude il match in tre set con il punteggio di 6-1, 6-4, 6-2, conquistando il pass per il terzo turno del primo Slam della stagione.
Fin dai primi game è chiaro che l’inerzia della partita è tutta dalla parte di Sinner. Il suo tennis è profondo, pulito, senza fronzoli: servizio incisivo, risposta aggressiva e una gestione degli scambi che lascia poco margine all’iniziativa di Duckworth, spesso costretto a rincorrere. Il primo set scivola via rapidamente, quasi a voler segnare subito un confine psicologico tra i due. Nel secondo parziale l’australiano prova a restare agganciato al match, spinto dal pubblico di casa, ma ogni tentativo viene neutralizzato dalla solidità dell’italiano, che non alza mai il livello di rischio oltre il necessario.
Il terzo set diventa la sintesi della partita: Sinner controlla il ritmo, varia con intelligenza e colpisce nei momenti chiave, chiudendo l’incontro senza mai dare l’impressione di poter perdere il controllo. Il punto finale, rilanciato anche nei servizi video della televisione pubblica, fotografa perfettamente il match: uno scambio deciso, un’accelerazione pulita e la consapevolezza di un giocatore che sembra sempre più a suo agio nel ruolo di protagonista assoluto del torneo.
Questa vittoria rafforza le ambizioni di Sinner a Melbourne, dove arriva con il peso e il prestigio di chi negli ultimi anni ha trasformato gli Australian Open in uno dei palcoscenici più favorevoli al suo tennis. Non è solo una questione di punteggio o di passaggio del turno: è il modo, maturo e autoritario, con cui l’azzurro gestisce partite sulla carta abbordabili, evitando cali di concentrazione e dispersioni di energia. Un segnale importante in un torneo lungo e fisicamente impegnativo, dove la capacità di vincere “senza sprecare” è spesso la vera chiave per arrivare in fondo.
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