Dal 25 al 28 settembre 2025, il centro storico di Napoli si trasforma in un palcoscenico diffuso grazie alla nona edizione di Spinacorona – Passeggiate musicali napoletane, ideato e diretto dal maestro Michele Campanella. Un festival gratuito e aperto a tutti che unisce musica, arte e rigenerazione urbana, con 20 concerti in 15 luoghi preziosi della città, dal Carmine a Piazza Mercato, dal Gesù Vecchio alla Biblioteca Universitaria, fino a spazi riaperti per l’occasione come la Chiesa di Sant’Antonio delle Monache e l’ex Ospedale della Pace.
Ospite d’onore sarà il celebre Quartetto di Cremona, che aprirà la rassegna con un omaggio a Ravel, Schumann e Brahms. L’edizione 2025 renderà inoltre omaggio al grande napoletano Domenico Scarlatti, con un programma speciale a lui dedicato, e al genio di Luciano Berio, nel centenario della nascita. Accanto a loro, un parterre di 66 artisti italiani e internazionali, tra cui il violoncellista Florian Berner, l’oboista dei Berliner Philharmoniker Dominik Wollenweber, il flautista Mario Caroli, il clarinettista Angelo Montanaro, il sassofonista Simone Bellagamba, i pianisti Katharina Kegler, Monica Leone, Fabrizio Soprano, Stefania Cafaro, e l’Orchestra della Toscana, presenza ormai consolidata del festival.
Il cartellone è ricco di sorprese: dal duo insolito formato dal corno delle Alpi di Carlo Torlontano e il bayan di Massimiliano Pitocco, al jazz del trombettista Gianfranco Campagnoli con Mario Nappi, fino a un confronto originale tra strumenti “cugini”, con Enrico Baiano al clavicembalo e Michele Campanella al pianoforte, sulle Sonate di Scarlatti. Non mancano i momenti lirici, come il concerto del mezzosoprano Cristina Melis e della pianista Enrica Ruggiero con arie di Musorgskij e Čajkovskij.
“La musica parla di pace. Rivestiamo la pace di bellezza”, ricorda Campanella, sintetizzando lo spirito di una rassegna che non è solo musica, ma anche gesto politico e civile. Per il Comune di Napoli, promotore e finanziatore del festival nell’ambito del progetto Napoli Città della Musica, Spinacorona rappresenta un modello di politica culturale avanzata, capace di rigenerare spazi urbani, aprire tesori nascosti e rafforzare l’identità collettiva della città.
“Spinacorona non è solo un festival di qualità – dichiara il sindaco Gaetano Manfredi – ma un viaggio unico nel cuore pulsante di Napoli. Un’esperienza che parla a tutti, ai cittadini e ai viaggiatori di ogni età, svelando perle musicali e tesori d’arte. La scelta di partire quest’anno dalla storica Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato dimostra la coerenza tra questa rassegna e il lavoro di riqualificazione che stiamo portando avanti e che proprio in piazza Mercato trova un simbolo di trasformazione all’insegna della cultura e di una ritrovata identità”.
“Spinacorona rappresenta un esempio di politica culturale avanzata– aggiunge il coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli Sergio Locoratolo –, capace di coniugare alta qualità artistica, rigenerazione urbana, inclusività e valorizzazione territoriale. In un contesto storico-artistico unico al mondo come il centro antico di Napoli, la rassegna assume la funzione strategica di catalizzatore civile, contribuendo proattivamente al processo di rivitalizzazione della città storica con un’azione diffusa e sistemica di restituzione degli spazi alla pubblica fruizione. La manifestazione, promossa e finanziata dal Comune di Napoli, dimostra come la cultura possa essere una leva concreta di trasformazione urbana e sociale, riscoprendo luoghi dimenticati, riaprendo chiese, cortili e monumenti spesso inaccessibili, consegnandoli alla comunità e inserendoli in un circuito virtuoso di utilizzo gratuito e di progressiva valorizzazione. Spinacorona è, infatti, anche un gesto politico, nel senso più alto del termine: è l’affermazione di una visione in cui il centro storico non è solo patrimonio, ma spazio vivo, condiviso, attraversato da cittadini e viaggiatori, in costante dialogo con i linguaggi universali dell’arte. E proprio questa sinergia tra istituzioni, mondo artistico e tessuto urbano dimostra quanto la politica culturale dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Gaetano Manfredi segni una svolta rispetto al passato: non più eventi isolati e autoreferenziali, ma progettualità durature e strutturate, radicate nel territorio, capaci di creare coesione e senso di appartenenza, visione. La rassegna diventa così un laboratorio di cittadinanza, dove la bellezza non è mero ornamento, ma strumento di riconnessione con la più intima essenza della città”.
“Il festival Spinacorona – evidenzia Ferdinando Tozzi, consigliere delegato del sindaco per l’industria musicale e l’audiovisivo – rappresenta in modo esemplare lo spirito di Napoli Città della Musica, che per noi è più di un progetto: è una visione. L’impegno dell’Amministrazione Manfredi è valorizzare la musica come settore strategico e come strumento di crescita culturale diffusa, supportando proposte di altissima qualità come questa, che nel dialogo tra eccellenze locali e ospiti di prestigio internazionale generano valore artistico e favoriscono un virtuoso scambio creativo. Napoli Città della Musica è anche questo: un laboratorio aperto, capace di coinvolgere pubblici diversi – cittadini, appassionati, turisti e curiosi – e di far riscoprire luoghi d’arte e tesori nascosti della nostra città, tra cui la Chiesa di Sant’Antonio delle Monache a Port’Alba, che riapre al pubblico proprio in questa occasione, dopo un lungo restauro curato dall’Università Federico II. Un luogo carico di storia e bellezza che torna a vivere anche grazie alla forza evocativa della musica”.
Spinacorona non è dunque solo un evento musicale: è un invito a riscoprire Napoli con occhi e orecchie nuove, a lasciarsi guidare da note che attraversano cortili, chiese, palazzi e biblioteche, restituendo al pubblico luoghi spesso inaccessibili. Un’esperienza di turismo culturale unica, che intreccia patrimonio, comunità e bellezza universale.
Tutti i concerti sono gratuiti fino a esaurimento posti, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di vivere Napoli come un grande teatro a cielo aperto, dove la musica diventa linguaggio di pace e condivisione.
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(immagini fornite dall’Ufficio stampa di Spinacorona e del Comune di Napoli)
