Nel cuore di Vinitaly 2026, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, il Consorzio Tutela Vini Caserta Vitica si presenta come uno dei protagonisti della presenza campana, rilanciando con forza l’identità enologica di Terra di Lavoro attraverso un calendario fitto di appuntamenti, degustazioni, approfondimenti tecnici e momenti di confronto con operatori, stampa e pubblico specializzato. La 58ª edizione della manifestazione veronese rappresenta ancora una volta una vetrina internazionale decisiva per il vino italiano, e la partecipazione del consorzio casertano si inserisce in una strategia precisa di valorizzazione delle denominazioni tutelate e del patrimonio produttivo locale.
La presenza di Vitica si articolerà sia nello spazio espositivo della Regione Campania sia nella postazione collettiva della Camera di Commercio di Caserta, negli stand 245-248 del Padiglione Campania, con degustazioni attive per tutta la durata della fiera. Al centro della proposta ci saranno le denominazioni che meglio raccontano la ricchezza della viticoltura casertana: Aversa Asprinio DOP, Falerno del Massico DOP, Galluccio DOP, Roccamonfina IGP e Terre del Volturno IGP. È una presenza che non si limita alla semplice esposizione commerciale, ma punta a consolidare il racconto di un territorio che negli ultimi anni ha investito in qualità, riconoscibilità e promozione integrata, facendo leva sulla storia millenaria del vino casertano e sulla forza distintiva dei suoli vulcanici.
A sottolineare questa visione è anche il presidente Cesare Avenia, che richiama la centralità di qualità e sostenibilità come assi portanti della strategia consortile, insieme all’obiettivo di rafforzare l’attrattività enoturistica della provincia di Caserta e al lavoro sul riconoscimento DOCG per il Falerno del Massico. Il messaggio è chiaro: il sistema vitivinicolo casertano vuole presentarsi ai mercati come un modello capace di coniugare tradizione, innovazione produttiva e identità territoriale, in una fase in cui l’enoturismo e la capacità di differenziarsi sul piano narrativo sono diventati elementi sempre più decisivi.
Il programma di Vitica a Vinitaly 2026 si aprirà domenica 12 aprile alle ore 11 nello spazio della Camera di Commercio di Caserta con la presentazione della Guida Vini Caserta, curata da Luciano Pignataro. Sarà un appuntamento significativo non solo sotto il profilo editoriale, ma anche perché offrirà l’occasione per fare il punto sulle attività del consorzio, sui progetti in corso e sulle prospettive future del comparto. Nello stesso giorno, alle ore 14, seguirà un focus dedicato all’andamento del mercato del vino, con un approfondimento su Campania e Caserta curato da Denis Pantini e con la partecipazione di Guido Invernizzi; a seguire è prevista una degustazione di prodotti tipici e vini delle aziende casertane espositrici. Sempre domenica, alle ore 16, nella Sala Grande della Regione Campania, spazio a “Terra di Lavoro Wines: i rossi d’annata”, degustazione immersiva 3D curata da Vitica e condotta da Pietro Iadicicco di AIS Campania, pensata per offrire un’esperienza sensoriale capace di tradurre in racconto il carattere dei rossi del territorio.
Le giornate di lunedì 13 e martedì 14 aprile saranno invece dedicate a un percorso più tecnico e verticale attraverso i Wine Talk ospitati presso lo Spazio CCIAA Caserta, postazioni 246/247/248. Lunedì 13 aprile, alle ore 11, riflettori puntati su Aversa Asprinio DOP, mentre alle ore 16 sarà la volta del Falerno del Massico DOP. Martedì 14 aprile, alle ore 11, il focus riguarderà Galluccio DOP e Roccamonfina IGP, per poi chiudere alle ore 16 con Terre del Volturno IGP. Le degustazioni saranno realizzate con la collaborazione di Pietro Iadicicco, di AIS Caserta e delle aziende espositrici associate al consorzio, in un dialogo diretto tra competenza tecnica e testimonianza produttiva.
Accanto agli eventi istituzionali, emerge con forza anche il valore della rappresentanza collettiva. L’elenco delle aziende presenti racconta infatti una filiera articolata e viva, che va da Sclavia a Cantina Carlo Menale, da Caputo 1890 a Terre di Tora, da Villa Sorbo Vini Vulcanici a Il Verro, fino a Alois, Tenuta Fontana, Vigne Chigi e Villa Matilde Avallone, con ulteriori presenze nelle collettive del consorzio e della Camera di Commercio come Masseria Felicia, Salvatore Martusciello, Vigneti Malaguti Anfora e Fratelli Anfora. È una mappa imprenditoriale che restituisce bene il dinamismo del comparto casertano e il suo sforzo di presentarsi a Verona come sistema coeso, capace di trasformare la pluralità delle esperienze produttive in una narrazione condivisa del territorio.
La partecipazione a Vinitaly 2026 si inserisce inoltre in una cornice promozionale più ampia. Il materiale diffuso da Vitica sottolinea infatti il coinvolgimento del consorzio anche nelle iniziative di CAMPANIA.WINE e negli appuntamenti di Vinitaly and the City, il fuori salone veronese che dal 10 al 12 aprile anima il centro storico della città con degustazioni ed eventi diffusi. In questo passaggio c’è un elemento strategico importante: i vini di Terra di Lavoro non vengono proposti soltanto agli operatori professionali nei padiglioni fieristici, ma anche a un pubblico più largo di appassionati, turisti e consumatori evoluti, rafforzando così la riconoscibilità del brand territoriale ben oltre gli spazi tradizionali della fiera.
Vitica utilizza Vinitaly 2026 non solo come palcoscenico commerciale, ma come leva di posizionamento reputazionale. L’operazione racconta una provincia che vuole uscire da una dimensione periferica e affermarsi come destinazione enologica autorevole, facendo leva su vitigni identitari, suoli vulcanici, qualità crescente delle produzioni e una comunicazione finalmente più strutturata. In questo senso, Verona diventa il luogo in cui il vino casertano prova a trasformare la propria storia in prospettiva, intrecciando promozione, mercato, cultura del gusto e valorizzazione turistica.
Per il territorio di Caserta e per l’intera Terra di Lavoro, la sfida è oggi tutta qui: rendere sempre più riconoscibile un patrimonio enologico che possiede radici storiche solide, ma che ha bisogno di continuità nella promozione, nella narrazione e nella presenza sui mercati.
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