di Luca Sorbo
Uno sguardo giocoso e vitale guida Kourtney Roy nella scelta delle situazioni dove ricostruisce le sue immagini surreali che, però, hanno forti somiglianze con tante immagini turistiche che vediamo sui social. Affascinata dai luoghi di confine e di transizione come le stazioni di servizio abbandonate, i parcheggi per roulotte fatiscenti, le aree di sosta dimenticate e gli hotel abbandonati sulle autostrade solitarie, esplora le città rivelando aspetti insoliti. Ha dichiarato in un’intervista: “Credo che parte del mio interesse per questi luoghi sia dovuto al fatto che mi ricordano i paesaggi della mia infanzia. Crescendo con mio padre nelle terre selvagge della British Columbia e con mia madre in una piccola città dell’Ontario settentrionale, questo tipo di architettura generica e fatiscente era comune nelle vaste foreste che ci circondavano. È meravigliosamente banale e inquietante allo stesso tempo”. Si definisce patrona dei depravati e degli oppressi e cerca, attraverso le sue rappresentazioni in cui è sempre presente, di interpretare questi ruoli marginali. La composizione delle fotografie è spesso molto semplice, i colori sono saturi e squillanti: una narrativa immediata che cattura la retina dello spettatore. Anche se la sua non vuole essere una critica sociale al trash di tanto turismo contemporaneo emerge evidente una sottolineatura della presenza di tanta volgarità nella nostra società consumistica che si manifesta principalmente durante le vacanze.
Cristina Ferraiuolo, fondatrice di Spot Home Gallery, afferma di aver conosciuto Kourtney Roy durante il Paris Photo e di essere subito rimasta incuriosita dal suo lavoro. Da questa amicizia è nata l’idea di realizzare una residenza d’artista a Napoli. Spot Home Gallery, nata solo 5 anni fa, si sta affermando come una delle gallerie più interessanti a livello europeo. Tra gli autori che ha ospitato segnaliamo solo Michael Ackerman, Miho Kaijoca, Anders Petersen e Anaïs Tondeur. Gli ultimi due sono stati anche protagonisti di residenze d’artista realizzando dei libri fotografici di notevole originalità.
FAILED POSTCARD FROM NAPOLI è il risultato di questa residenza. Kourtney Roy è subito entrata in sintonia con la città, nota per l’originalità e la socialità dei suoi abitanti. Scampia, Il centro storico, il lungomare sono state alcune delle locations scelte. Partenope presenta molte realtà di confine e transizione anche nelle zone più turistiche e centrali e la personalità esuberante della fotografa si è perfettamente integrata nella vita quotidiana della metropoli.
Le principali suggestioni della sua ricerca visiva derivano principalmente dal cinema. Guarda anche un film a giorno ed i registi che ama sono: Ken Losey, Douglas Sirk, Andrea Arnold, Steven Spielberg, Werner Herzog e David Linch. Comunque osserva anche sempre con attenzione i luoghi dove decide di operare, perché spesso è la realtà stessa ad avere naturalmente delle potenzialità scenografiche senza alcun intervento ulteriore.
La mostra sarà anche presentata al festival CORTONA ON THE MOVE che quest’anno sarà diretto da Renata Ferri.
Oltre come fotografa lavora anche come filmmaker ed ha già realizzato un lungometraggio dal titolo KRYPTO.
Kourtney Roy, nata a North Bay, Ontario, Canada, è cresciuta in una famiglia di camionisti e boscaioli. Ha studiato arte e fotografia presso la Emily Carr University of Art and Design di Vancouver e successivamente presso l’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi.
Le sue fotografie hanno ricevuto numerosi premi e borse di studio, tra cui il Prix Picto nel 2007, l’Emily Award ECUAD nel 2012, il Prix Carte Blanche PMU/Le Bal nel 2013, la prestigiosa Carte Blanche di Pernod Ricard nel 2018 e il Prix Swiss Life à 4 mains (2024). Ha inoltre ricevuto una borsa di studio dal Centro Nazionale delle Arti francese nel 2018 ed è stata tra i vincitori del Grande Commande Photographique del Ministero della Cultura francese – Radioscopie de la France nel 2022.
Nel 2020 il suo libro fotografico, THE OTHER END OF THE RAINBOW, ha vinto la menzione speciale del Luma Rencontre Dummy Book Award, Francia.
Nel 2019 ha vinto il premio per il miglior film sperimentale al Brest European Short Film Festival con il suo cortometraggio cupo e onirico, MORNING, VEGAS. Il suo secondo cortometraggio, SLICE OF HEAVEN, è stato presentato in anteprima al Raindance Film Festival di Londra nel 2020.
Il suo primo lungometraggio, Kryptic, un film di creature con viaggi nel tempo, è stato presentato in diversi festival cinematografici dopo la sua anteprima mondiale al festival SXSW di Austin, in Texas, nel 2024.






