Si conclude oggi, sabato 5 luglio, la ventitreesima edizione dell’Ischia Film Festival, confermando l’isola e il suo iconico Castello Aragonese come epicentro internazionale del cinema che racconta i luoghi. Diretto da Michelangelo Messina, il festival ha vissuto una serata finale intensa e carica di emozione, arricchita da premi prestigiosi e da una riflessione collettiva sul linguaggio cinematografico come ponte tra territori, culture e visioni. Tra i momenti più attesi, la consegna degli Ischia Film Award a Celeste Dalla Porta, miglior attrice protagonista per Parthenope di Paolo Sorrentino, e a Marco Giallini, miglior attore protagonista per La città proibita di Gabriele Mainetti. Due interpretazioni diverse ma complementari, entrambe capaci di restituire la complessità del reale attraverso autenticità, misura e ironia.
A vincere il premio come miglior lungometraggio è stato Bauryna Salu del regista kazako Askhat Kuchichirekov, al quale si affianca l’opera Untitled (Freeman House) dell’artista Luisa Lambri, offerta da Treccani Esperienze. Miglior regia per l’iraniano Amirhossein Saghafi con For Love, mentre la miglior fotografia è stata assegnata al giapponese Tatsuya Yamada per River Returns. Il premio alla miglior scenografia è andato al portoghese Ricardo Preto per A Pedra Sonha dar Flor. Sul versante dei cortometraggi, ha trionfato Recurrence di Ali Alizadeh, con una menzione speciale a Jungle Law di Madli Laane.
La sezione “Location Negata” ha evidenziato le tensioni contemporanee tra territori e diritti: Journey to the Center di Natalie Zimmermann ha conquistato il premio per il miglior lungometraggio, mentre Ya Hanouni di Lyna Tadount e Sofian Chouaib è stato premiato come miglior corto. Le menzioni speciali sono andate rispettivamente a Prison Beauty Contest di Srdan Šarenac e Clear Sky di Marcin Kundera. A conferma dell’importanza crescente dell’industria creativa italiana, il Premio Italy for Movies è stato assegnato a Enzo Sisti, figura chiave del cinema internazionale in Italia. Il Foreign Award ha celebrato Christopher Nolan, per il suo impatto visionario sulla settima arte, mentre il Premio ViVeTech è stato conferito a Simona Balducci, scenografa di Cinecittà, per l’eccellenza produttiva espressa nel cinema italiano.
La kermesse ha visto la partecipazione di grandi nomi del panorama internazionale: dalla Premio Oscar Marcia Gay Harden a Toni Servillo, da Luca Zingaretti a Francesca Comencini, da Luca Bigazzi a Roberto Andò, fino ai protagonisti premiati della serata. Una comunità di artisti che ha animato l’isola con anteprime, incontri e dialoghi, testimoniando la vitalità del cinema indipendente e delle produzioni attente ai territori.
Lo sguardo al futuro è affidato a una nuova sezione dedicata al cinema d’impresa, che debutterà nel 2026 grazie al sostegno di Bonacina 1889, Upskill 4.0 e Stefano Micelli. Un ponte tra cultura, innovazione e narrazione audiovisiva, pensato per raccontare le eccellenze produttive italiane attraverso il linguaggio del cinema.
Il successo della ventitreesima edizione dell’Ischia Film Festival è stato reso possibile grazie al supporto del MiC – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, della Regione Campania – Film Commission Regione Campania, di BPER Banca, BONACINA, TRECCANI Esperienze e ViVeTech. Ischia si conferma così non solo luogo iconico, ma simbolo di un cinema che valorizza paesaggi, storie e persone, trasformandoli in immagini potenti e universali.
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(foto di Francesca Pradella fornita dall’Ufficio stampa dell’Ischia Film Festival in allegato al comunicato)
