L’Italia approda alla finale della Coppa Davis 2025 grazie a una delle partite più spettacolari degli ultimi anni, firmata da Flavio Cobolli, protagonista di una maratona emotiva e sportiva che resterà impressa nella memoria del tennis italiano. La vittoria sul Belgio, arrivata con un netto 2-0, riporta gli azzurri all’atto conclusivo della competizione per la terza volta consecutiva, una continuità di rendimento che non si vedeva dai tempi d’oro della Davis moderna. A Bologna, davanti a un pubblico travolgente, Matteo Berrettini apre la sfida battendo Raphael Collignon con solidità e carisma, confermandosi pedina essenziale nonostante un’annata complessa. Ma il momento che segna un’epoca è il match di Cobolli contro Zizou Bergs, una partita che ha assunto i contorni della leggenda: un tiebreak finale chiuso 17-15, con l’azzurro capace di annullare sette palle match prima di esplodere in un’esultanza liberatoria.
La prestazione di Cobolli è stata definita “una partita che gli segnerà la carriera” da Paolo Bertolucci, che ne ha sottolineato la maturità, la crescita e la capacità di trasformare un’occasione in destino. Le parole del capitano Filippo Volandri, emozionato a fine incontro, raccontano il peso dell’impresa: “In cinque anni non ho mai visto nulla di simile”. È l’immagine di una squadra solida, che trova sempre nuove risorse tecniche e soprattutto mentali, anche in assenza del suo leader conclamato Jannik Sinner. L’Italia arriva così alla finale con un entusiasmo contagioso, mentre dall’altra parte del tabellone la sfida fra Germania e Spagna decide l’avversaria. La Spagna, priva del suo fenomeno Carlos Alcaraz, cerca la seconda impresa consecutiva dopo la rimonta sulla Repubblica Ceca, ma davanti c’è una Germania trascinata da un Alexander Zverev in forma straordinaria e da una delle coppie di doppio più affidabili del circuito, Krawietz/Puetz.
L’ipotesi di una finale Italia-Spagna evocarebbe mille suggestioni tecniche e storiche, ma la prospettiva di una sfida con la Germania assume un fascino particolare per le sue asimmetrie: l’esplosività dei singolaristi italiani contro la solidità teutonica, il talento emergente contro l’esperienza. In entrambi i casi, però, l’Italia arriva da favorita psicologica, non perché il tabellone lo imponga, ma perché la vittoria di Cobolli ha trasformato la semifinale in una dichiarazione di identità. Questa squadra non vince solo giocando bene: vince resistendo, soffrendo, sfidando il destino punto dopo punto. Sarà l’energia di Bologna, l’onda lunga dell’epica partita di Flavio, a sostenere l’ultimo salto verso un traguardo che potrebbe riscrivere la storia del tennis azzurro: tre Coppe Davis consecutive, un’impresa degna dei grandi cicli sportivi.
#CoppaDavis2025 #TeamItalia #FlavioCobolli #Tennis