La Balzana torna al centro dell’attenzione nazionale e lo fa con una visita istituzionale di particolare rilievo. Martedì 15 settembre, alle ore 11, il ministro per le Politiche di coesione Tommaso Foti, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri saranno a Santa Maria La Fossa, in provincia di Caserta, per conoscere da vicino il percorso di recupero e valorizzazione di quello che viene indicato come il più grande complesso immobiliare agricolo confiscato alla camorra in Italia.
Un luogo che per anni ha rappresentato il peso economico e territoriale della criminalità organizzata e che oggi punta a diventare un simbolo di sviluppo, legalità e nuove opportunità per l’intero territorio casertano. La Balzana è infatti destinata a trasformarsi nel Parco Agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania, un progetto che mette insieme agricoltura, trasformazione, ricerca, formazione, accoglienza e turismo rurale.
La visita sarà preceduta dal convegno “Politiche di Coesione e Beni confiscati”, in programma al Centro Pio La Torre, sede operativa di Agrorinasce. Successivamente la delegazione raggiungerà direttamente il complesso della Balzana. L’iniziativa assume un peso ancora maggiore per la presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine. Accanto a Foti, Ferro e Gratteri sono annunciati il direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, prefetto Maria Rosaria Laganà, il commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati, prefetto Paola Spena, il prefetto di Caserta Lucia Volpe e il presidente della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Campania Massimo Gagliardi. Ad accogliere la delegazione saranno il sindaco di Santa Maria La Fossa Nicolino Federico e la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone.
Il progetto della Balzana riguarda circa 200 ettari tra terreni, abitazioni e strutture rurali, confiscati ai clan e destinati al Comune di Santa Maria La Fossa nel 2017. Una superficie imponente che racconta, anche nelle sue dimensioni, quanto forte fosse stata negli anni la presenza economica della camorra nel territorio e quanto ambizioso sia oggi il percorso di restituzione alla collettività.
L’obiettivo è ribaltare completamente il significato di quegli spazi. Là dove il patrimonio rappresentava il potere criminale, dovrebbero nascere attività produttive e servizi capaci di generare occupazione, formazione, ricerca e attrattività turistica. Il Parco Agroalimentare regionale viene infatti immaginato come un polo dedicato alla produzione agricola e alla trasformazione dei prodotti, ma anche come un centro capace di ospitare iniziative formative, attività di ricerca, strutture di accoglienza e progetti legati al turismo rurale.
A rafforzare la prospettiva di recupero è arrivato anche un recente stanziamento di 8,5 milioni di euro del CIPESS, destinato al completamento del Lotto 4 e alla riqualificazione della zona residenziale del villaggio agricolo, comprese le ville e la piazza del borgo. Le nuove risorse si aggiungono ai due finanziamenti della Regione Campania, indicati complessivamente in circa 4,5 milioni di euro.
La Balzana riveste inoltre un valore nazionale perché il progetto è stato il primo “progetto esemplare” approvato dal Tavolo nazionale della Strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati attraverso le politiche di coesione. Un riconoscimento che colloca l’intervento di Santa Maria La Fossa in un quadro più ampio: quello dell’utilizzo dei fondi pubblici e delle politiche territoriali per trasformare i patrimoni sottratti alla criminalità organizzata in infrastrutture sociali ed economiche capaci di produrre benefici concreti per le comunità.
La presenza di Nicola Gratteri, insieme ai rappresentanti del Governo e delle altre istituzioni coinvolte nella gestione dei beni confiscati, conferisce alla giornata anche un forte valore simbolico. Il tema non riguarda infatti soltanto il recupero materiale di immobili e terreni, ma la possibilità di rendere stabile e produttivo il ritorno alla collettività di patrimoni costruiti attraverso attività criminali.
Per il sindaco di Santa Maria La Fossa Nicolino Federico, la presenza delle istituzioni rappresenta un segnale importante in un luogo divenuto simbolo della lotta alla criminalità organizzata e oggi interessato da un ampio progetto di rigenerazione. Anche la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone ha sottolineato il valore della visita come occasione per consolidare il lavoro portato avanti negli ultimi anni.
A evidenziare il significato dell’appuntamento è anche Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, che nel comunicato sottolinea come l’arrivo di numerosi rappresentanti istituzionali costituisca un momento importante per valorizzare il lavoro svolto nei Comuni soci e, in particolare, sul complesso della Balzana. Allo stesso tempo, secondo Allucci, l’iniziativa deve diventare un’occasione di confronto più generale sul ruolo dei beni confiscati e sulla rilevanza che il loro recupero può assumere per le amministrazioni comunali.
La sfida, dunque, va ben oltre la riqualificazione edilizia. La Balzana può diventare un banco di prova della capacità delle istituzioni di restituire valore economico e sociale a un patrimonio sottratto alla camorra, trasformando circa 200 ettari un tempo legati agli interessi criminali in una leva per l’agricoltura, l’occupazione e lo sviluppo della Campania.
La visita del 15 settembre rappresenterà quindi una nuova tappa di un percorso che mette insieme legalità e politiche di coesione, amministrazioni locali e Governo, recupero dei beni confiscati e sviluppo territoriale. Un passaggio destinato a riaccendere i riflettori su Santa Maria La Fossa e, soprattutto, su un modello di rinascita che ambisce a trasformare uno dei più grandi patrimoni confiscati alla camorra in un luogo produttivo, aperto e restituito definitivamente alla comunità. Il comunicato ufficiale pubblicato da Agrorinasce conferma programma, partecipanti e caratteristiche principali del progetto.
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