L’Aeroporto di Napoli guarda al 2035 con un piano di sviluppo da oltre 250 milioni di euro, pensato per trasformare lo scalo di Capodichino in un’infrastruttura più efficiente, sostenibile e integrata con il sistema urbano. Il nuovo Masterplan 2035, presentato il 14 settembre 2026 nella Sala Francesco De Sanctis della Regione Campania, punta non soltanto sul potenziamento delle strutture aeroportuali, ma anche sulla mobilità, sulla riqualificazione delle aree circostanti, sull’intermodalità e sulla qualità dell’esperienza dei passeggeri.
Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi, il direttore generale dell’ENAC Alexander D’Orsogna, il commissario straordinario ENAC Carlo Mearelli, il presidente di GESAC Carlo Borgomeo e l’amministratore delegato Roberto Barbieri. Il piano era stato approvato dall’ENAC nell’agosto 2026 e prevede investimenti complessivi superiori a 250 milioni di euro entro il 2035, dei quali circa 230 milioni finanziati con risorse private. Al progetto si accompagna inoltre l’acquisizione di circa 170.000 metri quadrati di nuove aree, destinate allo sviluppo futuro dello scalo.
La distribuzione degli investimenti dà la misura dell’intervento: 93 milioni di euro sono destinati alle infrastrutture di volo, 62 milioni al terminal e 95 milioni alla viabilità, agli edifici aeroportuali e agli interventi per la sostenibilità. Il Masterplan, secondo la scheda tecnica di GESAC, definisce gli interventi infrastrutturali previsti fino al 2035 e li organizza in una prima fase di consolidamento e ammodernamento dell’esistente e in una seconda fase di potenziamento complessivo dello scalo.
Entro il 2029 sono previsti la riqualificazione della pista e dei raccordi, l’adeguamento dei piazzali e delle aree terminali, interventi sulla viabilità e la realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico. Una prima serie di opere viarie dovrebbe essere completata entro marzo 2027 anche in vista dell’America’s Cup. Entro il 2035, invece, il progetto entrerà nella fase più strutturale, con il nuovo terminal dedicato ai voli intercontinentali ed extra Schengen, ulteriori piazzole di sosta per gli aeromobili, una nuova area cargo-logistica, un airport hotel, nuovi accessi e l’interramento di Viale Maddalena.
Uno degli interventi simbolo sarà proprio il nuovo terminal extra Schengen, destinato a rafforzare la capacità dello scalo di gestire collegamenti internazionali a lungo raggio. Il progetto prevede un investimento superiore a 37 milioni di euro e una superficie di circa 15.000 metri quadrati. L’entrata in esercizio è prevista nel 2032 e la nuova struttura nascerà dalla riconversione dell’attuale terminal merci. Sarà collegata all’aerostazione esistente attraverso una passerella dedicata, sarà sviluppata su due livelli e comprenderà cinque nuovi gate, nuove aree per i controlli passaporti in partenza e in arrivo, spazi commerciali e una sala VIP.
La crescita infrastrutturale è collegata a una precisa previsione di traffico. Il Masterplan stima infatti che l’Aeroporto di Napoli possa raggiungere 17,3 milioni di passeggeri all’anno entro il 2035, senza incrementare l’attuale capacità oraria dello scalo. L’aumento dei passeggeri dovrebbe essere sostenuto soprattutto dall’impiego di aeromobili di maggiore capacità, da un coefficiente medio di riempimento più elevato e da una programmazione dei voli capace di distribuire meglio le partenze e gli arrivi nelle fasce orarie meno congestionate.
È un passaggio particolarmente significativo perché il progetto non immagina semplicemente un aeroporto più grande, ma uno scalo che utilizza in maniera più efficiente la capacità disponibile. È questa anche una delle direttrici indicate dall’ENAC per la pianificazione aeroportuale nazionale: i Master Plan rappresentano infatti gli strumenti attraverso i quali vengono individuati gli interventi di adeguamento e potenziamento degli aeroporti in relazione alle prospettive di sviluppo, alle infrastrutture, all’accessibilità e ai vincoli territoriali. Il più recente Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 punta inoltre su sistemi aeroportuali integrati, intermodalità, sostenibilità e connessione con i territori.
Un altro tassello centrale è il rapporto tra aeroporto e città. Il Masterplan prevede interventi per oltre 30 milioni di euro sulla viabilità e sull’intermodalità, da realizzare principalmente tra il 2028 e il 2030. Sono programmati una nuova viabilità ad anello per alleggerire i flussi nell’area davanti al terminal, una seconda uscita veicolare su Viale Maddalena, l’interramento della stessa arteria, un nuovo parcheggio da 150 posti e l’integrazione della futura stazione della metropolitana con la viabilità aeroportuale entro il 2028.
L’interramento di Viale Maddalena ha una valenza che va oltre la semplice fluidificazione del traffico: permetterà di collegare la stazione metropolitana “Di Vittorio” con il nuovo terminal e di realizzare un percorso ciclopedonale. Il progetto punta così a ricucire parti del territorio oggi separate dalle infrastrutture stradali e aeroportuali, recuperando superfici da destinare a spazi pubblici, verde e mobilità dolce.
È proprio sulla connessione metropolitana che Gaetano Manfredi ha posto particolare attenzione nel corso della presentazione. Secondo il sindaco, l’apertura della nuova stazione consentirà di collegare Capodichino con la Stazione Centrale e con il centro della città, creando anche una connessione indiretta con l’area occidentale attraverso la Linea 6. Nel comunicato, Manfredi lega gli investimenti aeroportuali alla trasformazione di Viale Maddalena, alle nuove aree verdi e alla necessità di dotare Napoli di uno scalo più funzionale alla sua crescente dimensione internazionale.
Il progetto comprende anche un nuovo airport hotel, che sarà ricavato nell’edificio oggi occupato dagli uffici GESAC. La struttura sarà collocata a meno di 50 metri dalla futura stazione della metropolitana e a circa 150 metri dal terminal. L’investimento stimato è di 14 milioni di euro e il completamento è previsto entro il 2030. L’obiettivo è ampliare l’offerta di servizi per passeggeri, operatori e utenti in transito, rafforzando allo stesso tempo la funzione intermodale dell’area aeroportuale.
Un ruolo importante sarà affidato anche alla nuova area cargo-logistica, prevista nei pressi dell’attuale via Lindbergh. Qui saranno trasferite le attività oggi svolte nel terminal merci di Viale Maddalena. Lo spostamento dovrebbe ridurre il passaggio dei mezzi pesanti sulla viabilità urbana circostante e, contemporaneamente, liberare l’attuale terminal merci, destinato a essere riconvertito nel nuovo terminal intercontinentale.
Il Masterplan dedica inoltre oltre 13 milioni di euro alla sostenibilità ambientale. Gli interventi riguarderanno la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’efficientamento energetico del terminal, l’elettrificazione dei mezzi aeroportuali e delle infrastrutture di ricarica, la gestione delle risorse idriche, la resilienza climatica e la realizzazione di un depuratore per le acque del terminal. Particolarmente rilevante sarà il nuovo impianto fotovoltaico, composto da circa 20.000 metri quadrati di moduli, con una produzione annua aggiuntiva stimata in 4.800 MWh.
La sostenibilità è affiancata da una componente esplicitamente urbana. Lungo Viale Maddalena è prevista la realizzazione di un nuovo affaccio sulla città con aree verdi, spazi pubblici e percorsi pedonali. Il recupero delle superfici oggi destinate alla viabilità dovrebbe favorire nuove connessioni ciclopedonali tra il quartiere, la metropolitana e l’aeroporto. L’obiettivo dichiarato è quindi migliorare non soltanto l’accessibilità dello scalo ma anche la qualità e la fruibilità degli spazi urbani per la comunità.
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha sottolineato proprio questa doppia dimensione del Masterplan: sviluppo aeroportuale e rigenerazione urbana. Nella sua dichiarazione, Fico definisce l’aeroporto un’infrastruttura strategica per la Campania e un motore per attrattività turistica, investimenti, internazionalizzazione delle imprese e occupazione, ricordando anche il ruolo della Regione negli interventi destinati alla viabilità e all’accessibilità dell’area.
Per il commissario straordinario ENAC Carlo Mearelli, Napoli si conferma invece uno dei principali punti di accesso al Mediterraneo e il nuovo Masterplan si inserisce nella pianificazione sostenibile del sistema aeroportuale nazionale, con particolare attenzione anche allo sviluppo del cargo e delle connessioni internazionali. Alexander D’Orsogna, direttore generale ENAC, ha evidenziato il lavoro congiunto tra l’Ente e la società di gestione e l’obiettivo di conciliare efficienza operativa, qualità dei servizi e sostenibilità ambientale.
Dal punto di vista industriale, il progetto si inserisce anche nel percorso di crescita del sistema aeroportuale campano. Nel comunicato, Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i, richiama il ruolo svolto dal fondo nello sviluppo infrastrutturale e nella connettività internazionale dello scalo, insieme al recente avvio dell’Aeroporto di Salerno. Roberto Barbieri, amministratore delegato di GESAC, descrive invece il Masterplan come un progetto che oltrepassa i confini fisici dell’aeroporto, mettendo insieme crescita, sostenibilità e qualità urbana e puntando a creare più spazio, servizi e comfort per i passeggeri.
Un passaggio decisivo resta ora quello ambientale. Dopo l’approvazione ENAC, il percorso prevede la predisposizione della documentazione tecnica necessaria alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), indispensabile per ottenere il decreto di compatibilità ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente. Il gruppo di lavoro comprende To70 Italia, NLR – Netherlands Aerospace Centre, FLAI, il professor Stefano Paleari, la società I.R.I.D.E., Nomisma e Noto Sondaggi, con competenze che spaziano dalla pianificazione aeroportuale agli studi sul rumore, fino alla valutazione delle ricadute economiche, occupazionali e sociali.
I numeri riassunti anche nell’infografica conclusiva della scheda tecnica rendono immediatamente percepibile la scala del progetto: oltre 250 milioni di euro di investimenti, 170.000 metri quadrati di nuove aree, 15.000 metri quadrati per il terminal intercontinentale, 17,3 milioni di passeggeri l’anno attesi entro il 2035 e 20.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici. Sono cifre che descrivono un progetto destinato a incidere non soltanto sull’operatività dell’Aeroporto di Napoli, ma anche sul rapporto tra Capodichino e la città: più collegamenti, più servizi, nuove infrastrutture e un tentativo di integrare crescita del traffico, sostenibilità e trasformazione urbana.
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GESAC – Aeroporti di Napoli
ENAC – Master Plan aeroportuali
ENAC – Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035
(foro fornite dall’Ufficio comunicazione corporate GESAC)





