La tornata elettorale del 23 e 24 novembre 2025 ha acceso i riflettori su tre regioni chiave: la Campania, la Puglia e il Veneto. Nel Sud, la Campania ha visto alternative inedite alla lunga stagione di governo, con candidati come Edmondo Cirielli per il centro-destra e Roberto Fico per un “campo largo” di sinistra e M5S. In Puglia la sfida vede come protagonisti il centrosinistra con Antonio Decaro e il centrodestra guidato da Luigi Lobuono. In Veneto, dopo l’era Luca Zaia, non più ricandidabile, la posta in gioco si alza per il centro-destra e il centrosinistra.
Il dato che colpisce più di tutti è quello dell’affluenza: in Campania alle ore 23 si è attestata intorno al 32 %, in Puglia circa il 29 % e in Veneto circa il 33,9 % — tutte registrano un calo netto rispetto alle precedenti consultazioni. Questa forte diminuzione alimenta interrogativi sul grado di coinvolgimento dei cittadini e sul livello di fiducia nel sistema politico regionale.
Lo scontro politico si gioca non soltanto sulla leadership dei presidenti, ma anche sulla composizione dei consigli regionali e sul premio di maggioranza, meccanismo che può amplificare il potere del vincitore.
Analizzando la Campania, la presenza di sei candidati alla presidenza testimonia la frammentazione politica del territorio. la Repubblica In Puglia, la partita appare meno incerta — con Decaro favorito secondo i sondaggi — ma non si esclude che l’astensionismo possa cambiare i rapporti di forza. In Veneto il tema dell’autonomia, della sanità e delle infrastrutture assume rilievo strategico in campagna elettorale:
Queste elezioni assumono i toni di un “test” nazionale: coinvolgono circa 13 milioni di elettori tra le tre regioni. Se il calo dell’affluenza riflette un distacco crescente della cittadinanza, le conseguenze politiche saranno comunque visibili nei prossimi mesi, con possibili ripercussioni sul governo nazionale e sulla strategia dei grandi partiti.
#ElezioniRegionali2025 #Campania2025 #Puglia2025 #Veneto2025 #AffluenzaElettorale