In occasione della Giornata internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le Donne, il Centro Commerciale Jambo di Trentola Ducenta diventa ancora una volta un luogo simbolo di legalità, accoglienza e responsabilità sociale. In uno dei più grandi beni confiscati alla criminalità in Campania, il convegno dedicato a “La Cultura della Parità di Genere” ha messo al centro l’impegno quotidiano per contrastare ogni forma di violenza e sostenere concretamente le vittime di reato. Una giornata che non è stata solo celebrativa, ma profondamente operativa: un richiamo alla necessità di superare stereotipi, discriminazioni e modelli culturali distorti che ancora oggi alimentano violenza fisica, psicologica, economica e simbolica.
Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dalla collaborazione tra il Centro Jambo e Rete DAFNE, servizio nazionale che offre supporto gratuito, competente e multidisciplinare a tutte le vittime di reato. Uno sportello attivo proprio all’interno del Centro ha già accolto 41 persone, realizzando 97 incontri tra colloqui di sostegno psicologico e consulenze legali. Un presidio che risponde in modo concreto ai bisogni di chi vive situazioni di fragilità, portando la cultura della vicinanza e della giustizia in un territorio che ha bisogno di presidi reali e continui.
Come ha sottolineato Monica Manfredi, Responsabile regionale di Rete Dafne Napoli, l’iniziativa in un bene confiscato assume un valore ulteriore perché restituisce alla comunità un luogo simbolo di legalità. Manfredi ha ricordato che l’impegno di Rete Dafne e del Centro Jambo è rivolto a tutte le vittime, senza alcuna distinzione di genere, età, nazionalità o condizione sociale, e rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra privato sociale, istituzioni e cittadinanza attiva.
Parità, inclusione e giustizia sociale sono stati al centro anche dell’intervento di Luigi Moscato, Amministratore unico di C.I.S. Meridionale, che ha richiamato l’importanza di favorire un cambiamento culturale profondo. Moscato ha evidenziato come promuovere la parità di genere significhi mettere al centro la tutela della persona, superando modelli radicati e valorizzando il rispetto reciproco, l’equità e il riconoscimento del valore individuale.
Un percorso che non si limita alle parole. Nel 2025, infatti, il Centro Jambo ha ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere UNI/Pdr 125:2022, un riconoscimento sempre più rilevante nello scenario nazionale e internazionale. Un risultato ottenuto grazie al supporto di Focus Consulting e Formeta, che hanno guidato l’intero processo di certificazione attraverso un lavoro strutturato e sistematico, lontano da qualsiasi forma di mera attestazione simbolica. Come ha spiegato Giovanna d’Elia, HR e Culture Director di Focus Consulting, la vision è chiara: costruire un futuro in cui la parità non rappresenti un’eccezione, ma una normalità profondamente radicata nelle organizzazioni e nella società.
La giornata è stata arricchita dalle testimonianze di Angela Procida, ingegnere biomedico e campionessa mondiale e paralimpica di nuoto, e di Rosy Speranza, arbitro federale di calcio, che hanno portato al pubblico uno sguardo diretto sulle discriminazioni e sulle sfide vissute nello sport. Un settore che, come ricordato da Francesca Merenda, Responsabile regionale di Sport e Salute, continua a mostrare un forte squilibrio di genere: su 48 Federazioni sportive italiane, solo 2 sono guidate da una donna. Un dato emblematico della necessità di promuovere un reale professionismo femminile e una cultura di pari opportunità anche negli ambiti tradizionalmente più resistenti al cambiamento.
Dopo i saluti istituzionali di Luigi Moscato, Giuseppe Li Volti (CEO e founder di Focus Consulting) e Marco Sprocati (CEO e founder di Formeta), il confronto ha offerto una riflessione corale sull’importanza di costruire comunità più consapevoli, inclusive e capaci di proteggere chi vive situazioni di vulnerabilità. Una giornata di dialogo, formazione e testimonianza che ha confermato come la parità di genere, la prevenzione della violenza e il sostegno alle vittime non siano solo obiettivi da celebrare nelle ricorrenze, ma processi quotidiani, misurabili e condivisi.
L’esperienza del Centro Jambo dimostra che anche i luoghi che un tempo rappresentavano potere criminale possono trasformarsi in spazi di cura, giustizia e rinascita civile. E proprio in questa trasformazione si legge il valore più profondo della Giornata internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le Donne: il cambiamento è possibile, e può partire da un territorio, da un gesto di ascolto, da un presidio attivo che sceglie di mettere al centro le persone.
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