di Anthea Fusco
Giugno 2026 è stato il più caldo dopo quello del 2003.
Picchi di 40°. Asfalto bollente. Macchine che sfrecciano e cani abbandonati da padroni vigliacchi e senza scrupoli: una piaga che puntualmente si riapre ogni estate, malgrado le pene prevedano l’arresto e ammende salatissime.
La modalità è sempre la stessa: gli animali vengono lasciati a tradimento sul bordo di una strada o in aperta campagna, spesso legati a un palo o al guard-rail.
Quest’anno nel Sud Italia i dati ENPA registrano un aumento del 50,7% con 25.081 abbandoni tra cani e gatti.
Ma la stima nazionale è di 130.000 animali domestici abbandonati ogni 12 mesi, la maggior parte dei quali saranno investiti o moriranno di stenti.
Dati agghiaccianti che dimostrano come molti non abbiano la minima cognizione di cosa voglia dire prendere in casa un cane. Un cane è un figlio. Un figlio che, persino se lo maltratteremo, ci amerà per tutta la vita.
La storia
L’incontro con un cane è sempre magico.
Qualche tempo fa, io e il mio compagno ci siamo recati da alcuni amici che hanno una piccola fattoria. Ad un tratto ci siamo imbattuti in una magnifica cucciolata di meticci di circa un mese.
La maggior parte dei cagnolini, appena ci hanno visti, si sono nascosti.
Ma una, quasi rotolando, mi si è avvicinata, si è seduta e, fissandomi, si è poggiata con la testa sulla mia scarpa.
Io l’ho presa in braccio e lei si è accoccolata tra mento e collo: in un attimo, era nato l’amore.
Non pensavamo di prendere un nuovo cane, perché avevamo perso da poco la grande amica a quattro zampe che ci aveva accompagnati per anni. Ma quella cucciolina mi aveva scelto. Era un segno del destino.
Completato lo svezzamento (55 giorni) l’abbiamo portata dalla nostra veterinaria. Dopo la visita e le analisi, la buona notizia: la piccola era in ottima salute. A quel punto abbiamo provveduto alla sverminazione, fondamentale per i cuccioli e importante anche per i cani adulti, e al primo vaccino, somministratole le prime vitamine.
A casa, ad aspettarla, c’era Rhyaza, la nostra femmina di Pastore Tedesco di undici anni. Naturalmente le abbiamo fatte incontrare prima in un ambiente neutro, lasciando che facessero conoscenza da sole.
Rhayza l’ha annusata, leccata, e la piccola è rimasta immobile. Noi non abbiamo interferito.
Alla base di un buon rapporto fra cani e umani ci deve essere prima di tutto fiducia.
Blue, l’abbiamo chiamata cosi, ora è una cucciola attiva, felice, con una grinta incredibile. Rhayza le fa da maestra e lei è un’ottima allieva.
Ogni giorno è una scoperta. E ogni giorno i nostri compagni di vita ci insegnano qualcosa: l’amore, la purezza, la lealtà.
Abbandonare un cane è un crimine vergognoso: adottarne uno ti cambia la vita. E la scintilla che vi fa innamorare può scoccare ovunque, magari sul ciglio di una statale dove all’improvviso scorgete due occhioni di un cane sfinito dal sole e dalla sete, che aspetta proprio voi.
Come porre fine a questo orrore?
Non possiamo risolvere da un giorno all’altro abbandono e randagismo. Ma tutti insieme possiamo fare moltissimo.
Se vedete un cane abbandonato mettetelo in sicurezza con calma, avvicinatevi con prudenza, e allertate subito le autorità competenti, il 112 o i servizi ASL.
Se è un cucciolo, portatelo da un veterinario che saprà cosa fare ed eventualmente guidarvi se volete adottarlo.
In ogni caso, io la faccio semplice: se non lo vuoi davvero, non lo prendere!
(foto fornita dall’autrice dell’articolo)
