La decima edizione di Quartieri di Vita. Life infected with social theatre!, il festival ideato da Ruggero Cappuccio e promosso dalla Fondazione Campania dei Festival, entra nel suo momento più emozionante con le restituzioni sceniche in programma a Salerno e Avellino. L’iniziativa, sostenuta dalla Regione Campania e realizzata in collaborazione con i cluster EUNIC di Roma e Napoli, conferma ancora una volta la sua vocazione: trasformare il teatro in un linguaggio condiviso, capace di unire territori, culture, fragilità e talenti.

Il 28 novembre, alle 17, il Teatro del Giullare di Salerno diventa la casa di un progetto di grande valore umano e artistico. La regista Gina Ferri di TraversArte APS / La Tenda e l’attore e regista brasiliano Frederico Araujo, residente nelle Fiandre, presentano una prova aperta che conclude un percorso laboratoriale intenso e profondamente partecipato. Uomini con disturbi da dipendenza e minori stranieri non accompagnati hanno condiviso un processo creativo che ha dato vita a un’esperienza di ascolto, cura e relazione. Realizzata con il supporto dell’Ufficio di Rappresentanza della Comunità Fiamminga e della Regione delle Fiandre, l’iniziativa ha costruito uno “spazio sicuro”, in cui l’arte ha restituito voce, espressione e possibilità.

Pochi chilometri più in là, alle 20, il Libero Spazio d’Arte di Avellino accoglie un’altra restituzione, questa volta frutto del lavoro delle formatrici Rossella Massari e Roberta Prisco di Vernice Fresca, insieme all’artista interdisciplinare rumena Alina Pietrăreanu. Qui un gruppo di adolescenti tra i 15 e i 18 anni sperimenta il teatro come strumento di crescita, consapevolezza e libertà personale. Grazie alla collaborazione con l’Accademia di Romania a Roma e l’Istituto Culturale Romeno, il laboratorio diventa un ponte tra identità diverse, un modo per scoprire come la scena possa aiutare ciascuno a raccontare la propria storia, a riconoscersi e a valorizzare il proprio potenziale creativo.
La tre giorni conclusiva del festival non è solo una rassegna di spettacoli, ma un viaggio attraverso la forza trasformativa del teatro sociale. In un tempo in cui le comunità hanno bisogno di nuovi strumenti di dialogo, Quartieri di Vita offre ai partecipanti – professionisti, giovani, persone fragili, migranti – un terreno fertile dove arte e vita si intrecciano, dando origine a narrazioni in grado di cambiare lo sguardo sul mondo. Un teatro che non rappresenta soltanto, ma che rigenera.

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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
