Oscar Farinetti torna a Oliveto Citra, in provincia di Salerno, per uno degli appuntamenti culturali di maggiore richiamo della 42ª edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno 2026. Giovedì 10 settembre, alle 17.30, l’imprenditore e scrittore sarà protagonista nell’Auditorium regionale della sezione dedicata agli incontri con gli autori, dove presenterà Omero non deve morire, il nuovo saggio scritto insieme a Piercarlo Grimaldi e pubblicato da Solferino.
Il ritorno di Oscar Farinetti a Oliveto Citra si inserisce nel programma di un’edizione del Sele d’Oro costruita intorno al tema “Avvisi di burrasca [?] – Saper essere comunità, affrontare il tempo instabile”. Una riflessione che trova un evidente punto di contatto con il contenuto di Omero non deve morire, libro uscito l’8 settembre 2026 e dedicato al valore della parola, della memoria e della narrazione in una società sempre più attraversata dalla velocità dei social network, dalla polarizzazione e dalla difficoltà di costruire un linguaggio condiviso. La pubblicazione conta 224 pagine nell’edizione cartacea ed è inserita nella collana Saggi di Solferino. (IBS)
Fondatore di Eataly e figura tra le più conosciute dell’imprenditoria italiana, Farinetti arriva al Sele d’Oro con un lavoro scritto insieme all’antropologo Piercarlo Grimaldi, nel quale i due autori partono da storie, memorie e suggestioni legate alle Langhe per allargare progressivamente lo sguardo alle grandi trasformazioni della contemporaneità. Al centro del volume c’è soprattutto la crisi del linguaggio: una parola che può essere manipolata, svuotata, trasformata in strumento di contrapposizione, ma che continua nello stesso tempo a rappresentare una delle risorse fondamentali per comprendere il mondo e costruire comunità.
Il riferimento a Omero diventa così molto più di un richiamo letterario. È il simbolo della necessità di tornare a raccontare, spiegare e trasmettere esperienze capaci di creare legami. Farinetti e Grimaldi riflettono sul rapporto tra rivoluzione digitale e cultura materiale, tra il mondo contadino e la società globale, soffermandosi anche sui valori che accompagnano il linguaggio pubblico, dalla democrazia all’antifascismo. Non si tratta, però, di una celebrazione nostalgica del passato. L’obiettivo dichiarato del saggio è trasformare la riflessione sulla parola in una chiamata alla responsabilità individuale e collettiva, recuperando la capacità di dialogare e di costruire narrazioni che uniscano invece di alimentare nuove fratture. (Apple)
A dialogare con Oscar Farinetti saranno il sindaco di Oliveto Citra Mino Pignata e Andrea Prete, presidente di Unioncamere, l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. A moderare l’incontro sarà Giuseppe Zito di Noema ICC. L’appuntamento delle 17.30 conferma il peso che la sezione dedicata ai libri assume all’interno del Premio Sele d’Oro, manifestazione che anche nel 2026 intreccia cultura, economia, politica, memoria, teatro e riflessione sui cambiamenti della società. La presenza di Farinetti alle 17.30 nell’Auditorium regionale è indicata anche nel programma pubblicato alla vigilia della manifestazione. (Battipaglia 1929)
La 42ª edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno si svolge dal 3 al 12 settembre 2026 ed è promossa dal Comune di Oliveto Citra in collaborazione con l’Ente Premio Sele d’Oro Odv. Il progetto coinvolge anche i Comuni di Calabritto, Valva e Senerchia e si sviluppa quest’anno sotto il filo conduttore della capacità delle comunità di affrontare un periodo storico segnato da tensioni geopolitiche, trasformazioni economiche e tecnologiche e nuove forme di conflittualità sociale. Tra gli ospiti dell’edizione figurano, oltre a Oscar Farinetti, Umberto Galimberti, il cardinale Gualtiero Bassetti e Mario Capanna. (Comune di Oliveto Citra)
La giornata del 10 settembre è particolarmente ricca anche sul versante della memoria storica. In mattinata, nell’Aula consiliare di Oliveto Citra, è prevista la presentazione della mostra fotografica “Popoli nativi in guerra”, curata da David D’Andrea e Giuseppe Fresolone, iniziativa che richiama il rapporto tra il territorio e gli eventi bellici del settembre 1943. Il percorso si lega anche alla memoria di Ernest Childers, soldato americano di origine nativa che combatté nell’area di Oliveto Citra durante la Seconda guerra mondiale.
Il programma prosegue poi nell’Auditorium regionale con la proiezione del docufilm La notte che cambiò tutto, diretto da Massimiliano Manzo e realizzato dal Comune di Oliveto Citra nell’ambito del progetto “Il borgo dei fermenti – culture, servizi, nuova residenzialità, inclusione sociale”, finanziato con il contributo del PNRR. All’iniziativa partecipano Mauro Berruto, deputato, scrittore e giornalista, Daniele De Cicco, produttore per Redibis Film, ed Elena Miglietti, giornalista, autrice e docente della Scuola Holden. (Comune di Oliveto Citra)
Su questo appuntamento va segnalato un aggiornamento rispetto alle prime comunicazioni circolate: il programma istituzionale pubblicato dal Comune di Oliveto Citra indica la proiezione di La notte che cambiò tutto alle 18.30, e non alle 20.00. Lo stesso orario è riportato da più fonti che hanno diffuso il calendario della 42ª edizione. (Comune di Oliveto Citra)
La presenza di Oscar Farinetti assume quindi un significato che va oltre la semplice presentazione editoriale. Omero non deve morire porta al centro del Sele d’Oro una domanda strettamente legata alla contemporaneità: quale ruolo può avere ancora la parola in un tempo dominato da algoritmi, comunicazione istantanea e conflitti permanenti? La risposta proposta dagli autori passa attraverso il recupero della memoria, del confronto e soprattutto della capacità di raccontare il mondo senza ridurlo a slogan.
È una riflessione che appare particolarmente coerente con la storia stessa del Premio Sele d’Oro, nato per mettere il Mezzogiorno al centro del dibattito nazionale e diventato negli anni uno spazio di confronto tra esperienze locali e questioni globali. Oliveto Citra diventa così, ancora una volta, luogo nel quale il territorio non è soltanto scenario degli eventi, ma punto di partenza per discutere di comunità, cultura e trasformazioni sociali.
Per il pubblico del Sele d’Oro, l’appuntamento con Oscar Farinetti rappresenta inoltre l’occasione di incontrare uno degli imprenditori italiani che maggiormente ha legato la propria attività al racconto dei territori, dei prodotti e delle identità locali. Con Omero non deve morire, questo tema viene trasferito dal campo economico e imprenditoriale a quello del linguaggio e della cultura: non basta custodire ciò che una comunità produce, sembra suggerire il volume, se si perde la capacità di raccontarne la storia e di trasmetterne i valori.
Il programma del Premio Sele d’Oro proseguirà fino al 12 settembre, quando la manifestazione si concluderà con l’evento “Mediterranei” in Piazza Europa. L’edizione 2026 comprende incontri, lezioni, teatro, cinema, musica e momenti di approfondimento dedicati a economia, turismo, democrazia e comunicazione, confermando l’ambizione della manifestazione di leggere dal Mezzogiorno le grandi “burrasche” del presente. (Comune di Oliveto Citra)
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Comune di Oliveto Citra
(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
