Le recenti novità sulla RC Auto per le auto storiche hanno generato un notevole interesse tra collezionisti, appassionati e semplici proprietari di veicoli d’epoca. Il Consiglio dei Ministri, con un provvedimento approvato in via preliminare il 4 dicembre 2025, ha tracciato una svolta normativa che introduce la possibilità, per auto e moto storiche, di adottare forme assicurative alternative rispetto alla tradizionale polizza di responsabilità civile. È una modifica significativa, perché riconosce che questi veicoli – spesso custoditi in garage, musei o collezioni private – hanno un impatto minimo sulla circolazione e quindi una sinistrosità molto più bassa rispetto ai veicoli di uso quotidiano. Tuttavia, nonostante l’annuncio abbia suscitato entusiasmo, la domanda centrale resta aperta: quando entreranno davvero in vigore le nuove regole?
Al momento, la normativa non è ancora operativa. L’approvazione preliminare stabilisce l’impianto della riforma, ma per renderla effettiva è necessario attendere la pubblicazione del decreto definitivo in Gazzetta Ufficiale e l’eventuale adozione di regolamenti attuativi da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’IVASS. Senza questi passaggi, le compagnie assicurative non possono attivare le nuove formule, che includeranno polizze “statiche”, “alternative” o comunque più flessibili rispetto alla RC tradizionale annuale. È un iter tecnico ma fondamentale, che potrebbe richiedere alcune settimane o addirittura alcuni mesi. Per questo, le novità vengono spesso descritte come parte delle “regole 2026”, anche se la data esatta di entrata in vigore dipenderà esclusivamente dai tempi istituzionali.
Ciò che sappiamo con certezza è che il provvedimento si applicherà solo ai veicoli effettivamente riconosciuti come storici, ovvero iscritti in registri ufficiali (ASI, FMI o registri di marca) e dotati di Certificato di Rilevanza Storica. Le auto semplicemente “vecchie”, pur avendo più di vent’anni, non beneficeranno delle nuove possibilità assicurative. La ratio della norma è infatti legata alla tutela del patrimonio storico automobilistico italiano e non alla vetustà del mezzo. Le auto storiche potranno così, una volta in vigore la riforma, utilizzare polizze più economiche e specifiche, costruite intorno all’effettivo utilizzo del veicolo, spesso sporadico o esclusivamente espositivo.
Diversi osservatori hanno paragonato la portata della riforma a una “rivoluzione culturale” nel settore assicurativo, simile al cambiamento che, negli anni Sessanta, rese iconiche le auto presenti nei film di James Bond, come la celebre Aston Martin DB5 di Goldfinger, trasformandole non più in semplici strumenti di mobilità, ma in oggetti simbolici e narrativi. Allo stesso modo, il legislatore oggi riconosce che una auto storica non è un mezzo qualunque, ma un bene identitario, un oggetto culturale che richiede forme di tutela diverse.
In attesa della pubblicazione formale, i proprietari possono monitorare i siti istituzionali e le pagine dedicate delle principali compagnie, che aggiorneranno progressivamente le condizioni di polizza. Quando il decreto sarà ufficialmente in vigore, sarà possibile sostituire l’RC Auto tradizionale con formule più leggere, economiche e calibrate sulla reale esposizione al rischio. La prospettiva è quella di un sistema più razionale, che non penalizzi un settore che, tra restauri, fiere, raduni ed eventi, muove un’economia appassionata e altamente specializzata. Fino ad allora, però, niente cambia: la RC Auto rimane obbligatoria per chiunque voglia circolare su strada.
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