Quando l’anno volge al termine, arrivano anche le nuove sorprese per chi ogni giorno si mette al volante. Dal prossimo gennaio, infatti, chi guida un’auto in Italia dovrà fare i conti con aumenti significativi in due voci di spesa chiave: il carburante diesel e l’assicurazione RC Auto. Le principali fonti istituzionali e l’allarme lanciato dal Codacons evidenziano che, mentre la politica fiscale cambia la mappa dei costi, le tanto temute multe automobilistiche resteranno inspiegabilmente congelate grazie al recente Decreto Milleproroghe.
Sul fronte dei carburanti, il governo ha deciso di riallineare le accise tra benzina e gasolio, una misura che, a partire dal 1° gennaio 2026, porterà il prezzo del diesel ad aumentare di circa 4,05 centesimi al litro. Questo adeguamento, calcolato con l’IVA, potrebbe tradursi in un aumento di oltre 2,40 euro per un pieno da 50 litri e in un aggravio di spesa annuo stimato intorno ai 59 euro per chi fa rifornimento con regolarità. Secondo alcune stime di settore, questa revisione fiscale potrebbe addirittura rendere il diesel più caro della benzina, una novità senza precedenti negli ultimi anni per il mercato italiano dei carburanti.
Parallelamente, l’allarme arriva anche dal fronte assicurativo: nell’ambito della Legge di Bilancio 2026 è stato inserito un emendamento che modifica l’aliquota fiscale applicata alle polizze Rc Auto relative ai rischi di infortunio del conducente e assistenza stradale, portandola dal 2,5% al 12,5%. Secondo quanto calcolato dal Codacons, tale modifica si tradurrà inevitabilmente in premi più alti per gli assicurati e, considerando l’aumento già registrato negli ultimi anni (circa +17,5% dal 2022), il peso sui bilanci familiari sarà non trascurabile.
In controtendenza, la nota positiva per gli automobilisti arriva proprio dal fronte delle sanzioni: il Decreto Milleproroghe, approvato recentemente dal governo e ora all’esame del Parlamento, ha congelato l’aggiornamento degli importi delle multe stradali, evitando l’aumento automatico legato all’inflazione che sarebbe scattato dal primo gennaio. Senza questo stop, ad esempio, le multe per divieto di sosta e per accesso alle ZTL sarebbero lievitate di qualche euro, e anche le sanzioni più gravi come quelle per eccesso di velocità avrebbero subito incrementi.
In pratica, mentre chi guida dovrà mettere mano al portafoglio per fare rifornimento e rinnovare l’assicurazione, chi riceve una multa potrà tirare un sospiro di sollievo, almeno per il 2026. Questa combinazione di misure mette in luce l’attuale equilibrio tra esigenze di bilancio dello Stato e attenzione alle tasche dei consumatori, con un impatto concreto su milioni di automobilisti italiani.
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