Arriva al Teatro Nuovo di Napoli uno degli spettacoli più intensi e necessari della stagione teatrale 2026. Da martedì 20 gennaio va in scena Wonder Woman, diretto da Antonio Latella e scritto insieme a Federico Bellini, un lavoro che affonda le radici in un fatto di cronaca realmente accaduto in Italia nel 2015 e che trasforma il palcoscenico in uno spazio di interrogazione collettiva sul concetto di verità, giustizia e responsabilità sociale.
Lo spettacolo prende spunto dal caso di Ancona, dove una giovane ragazza peruviana vittima di violenza sessuale di gruppo si è trovata non solo a dover raccontare più volte l’accaduto, ma anche a subire un processo parallelo sul proprio corpo e sulla propria identità. In appello, infatti, gli imputati furono assolti con una motivazione che fece discutere l’intero Paese: la vittima sarebbe stata “troppo mascolina” per risultare credibile. La successiva sentenza della Corte di Cassazione ribaltò quel giudizio, ma la frattura simbolica prodotta da quelle parole rimase aperta.
È proprio in quella frattura che Wonder Woman si inserisce, scegliendo consapevolmente di non ricostruire il fatto in modo realistico, ma di attraversarlo. In scena quattro attrici – Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara, Beatrice Verzotti – si fanno corpo e voce di un’unica protagonista, una figura moltiplicata, frammentata, costretta a ricominciare ogni volta il proprio racconto. Il soprannome “Vichingo”, attribuito alla ragazza dai suoi aggressori, diventa il punto di partenza per una trasformazione simbolica: una Wonder Woman contemporanea, priva di aura eroica, ma ostinatamente impegnata a difendere la propria verità.
La regia di Antonio Latella costruisce un flusso verbale quasi ininterrotto, un battito che accelera, si inceppa, torna indietro. Le parole non cercano ordine né consolazione, perché il trauma non segue una grammatica lineare. Interrogatori, sentenze, giudizi morali e sociali si sovrappongono, restituendo l’immagine di una comunità che sembra più interessata a smontare la testimonianza che ad ascoltarla davvero. Il teatro diventa così il luogo in cui la violenza istituzionale si rende visibile, senza bisogno di effetti spettacolari.
Il dialogo ideale con la Wonder Woman dei fumetti, creata da William Moulton Marston, psicologo e inventore della macchina della verità, introduce una riflessione potente sul confine sottile tra verità e menzogna. Come il lazo della verità dell’eroina amazzone, anche qui la parola diventa un’arma fragile ma necessaria, capace di costringere chi ascolta a non voltarsi dall’altra parte. Non c’è catarsi, non c’è assoluzione, ma una resistenza quotidiana che si manifesta nel semplice, faticoso atto di continuare a parlare.
Wonder Woman è teatro civile nel senso più profondo del termine: non denuncia per slogan, non cerca risposte definitive, ma chiama lo spettatore a una responsabilità attiva. Restare seduti, ascoltare fino in fondo, accettare il disagio. In un’epoca in cui la spettacolarizzazione del dolore rischia di svuotare ogni significato, lo spettacolo di Latella sceglie la via più difficile: quella della persistenza, della parola che cade e si rialza, ancora e ancora.
In scena il 20 e 21 gennaio 2026 al Teatro Nuovo di Napoli, Wonder Woman si impone come uno degli appuntamenti teatrali più rilevanti dell’anno, capace di intrecciare memoria, attualità e riflessione etica in un’esperienza che continua a lavorare nello spettatore anche dopo il buio in sala.
Teatro Nuovo di Napoli – teatronuovonapoli.it
TPE – Teatro Piemonte Europa – tpe.teatro.it
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



