Alla vigilia del sedicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, la memoria del Sindaco Pescatore torna al centro del dibattito ad Acciaroli. A poche ore dal 5 settembre 2026, data che segna esattamente sedici anni dalla sua uccisione, la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore ha scelto di assumere una posizione netta: Dario Vassallo, presidente della Fondazione, e Massimo Vassallo, vicepresidente, hanno annunciato che non prenderanno parte alla commemorazione organizzata ad Acciaroli.

I due fratelli di Angelo Vassallo hanno affidato a un video diffuso attraverso i canali social della Fondazione le ragioni di una decisione che definiscono dolorosa, ma ormai inevitabile. Al centro della protesta ci sono le condizioni in cui, secondo quanto denunciato dalla Fondazione, viene mantenuto durante l’anno il luogo di Acciaroli in cui il sindaco di Pollica fu assassinato nella notte del 5 settembre 2010.
«Quest’anno ad Acciaroli non ricorderemo più Angelo», spiegano Dario e Massimo Vassallo, sottolineando come la scelta non rappresenti un allontanamento dalla memoria del fratello, ma al contrario la volontà di difenderla da ciò che considerano una commemorazione sempre più formale. Per i vertici della Fondazione non sarebbe accettabile, infatti, lasciare per mesi senza la necessaria attenzione il punto in cui Angelo Vassallo perse la vita e tornare a concentrarsi su quel luogo soltanto in occasione dell’anniversario.
È proprio da questa contraddizione che nasce l’accusa più dura. Secondo Dario Vassallo e Massimo Vassallo, il 5 settembre ad Acciaroli rischierebbe ormai di trasformarsi in quella che definiscono una «passerella politica», fatta di presenze istituzionali, fotografie, discorsi e celebrazioni che non troverebbero, a loro giudizio, una corrispondenza adeguata nella cura quotidiana della memoria del Sindaco Pescatore.
«Angelo non si ricorda una volta all’anno. Si rispetta ogni giorno», è il senso del messaggio lanciato dalla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, che riporta al centro non soltanto il valore simbolico della commemorazione, ma anche il rapporto tra memoria, territorio e cura dei luoghi.
La contestazione non riguarda, secondo la Fondazione, esclusivamente il punto dell’agguato. Dario Vassallo e Massimo Vassallo inseriscono infatti la nuova presa di posizione in una serie di critiche rivolte negli anni all’amministrazione comunale di Pollica sulla gestione di spazi e simboli legati alla figura di Angelo Vassallo, citando tra gli altri il Castello di Capano, la “Grande Onda” e l’area del “Giglio marino”.
Per i fratelli del Sindaco Pescatore si tratta di una battaglia che va oltre l’aspetto materiale. La manutenzione e la tutela dei luoghi diventano infatti, nella loro denuncia, la rappresentazione concreta del modo in cui una comunità sceglie di custodire la memoria di una persona che ha segnato profondamente la storia recente di Pollica e del Cilento.
«Noi lo abbiamo denunciato tante volte», ribadiscono Dario e Massimo Vassallo, ricordando di avere negli anni parlato, scritto e chiesto maggiore attenzione. La sensazione espressa dalla Fondazione è che ad Acciaroli la figura di Angelo torni prepotentemente al centro dell’attenzione soprattutto con l’avvicinarsi del 5 settembre, mentre per la famiglia quel ricordo non conosce anniversari né pause.
Una distanza che Dario Vassallo ha voluto rappresentare attraverso parole particolarmente forti: «Ricordare Angelo il 5 settembre è come andare a messa il giorno di Natale dimenticando che il 24 dicembre hai commesso i più efferati peccati». Una metafora con la quale il presidente della Fondazione intende denunciare quella che considera una memoria rituale, incapace di trasformarsi in attenzione quotidiana.
«È diventata retorica, è diventata una passerella. Ma per noi non è una passerella: è dolore vero», prosegue Dario Vassallo. Sedici anni, per chi ha perso un fratello in circostanze così drammatiche, sembrano non avere attenuato la ferita. «Domani saranno sedici anni, ma per noi sono forse sedici secondi da quando hanno ucciso Angelo», è una delle frasi che meglio restituisce il senso personale e familiare di questa nuova protesta.
Il 5 settembre 2026 Acciaroli ospiterà comunque le iniziative ufficiali per il sedicesimo anniversario dell’uccisione del Sindaco Pescatore. Il programma annunciato prevede, tra gli altri appuntamenti, una celebrazione eucaristica nella Chiesa della Santissima Annunziata, la deposizione in mare di una corona d’alloro, i “Dialoghi per Abitare il Futuro”, la consegna del Premio Angelo Vassallo e un momento conclusivo di silenzio.
La decisione della Fondazione e dei fratelli Dario e Massimo Vassallo crea dunque una distanza evidente rispetto alle celebrazioni ufficiali. Una scelta che non intende mettere in discussione, nelle parole della Fondazione, la necessità di ricordare Angelo Vassallo, quanto piuttosto interrogarsi sul modo in cui quella memoria viene custodita durante gli altri 364 giorni dell’anno.
Dietro la polemica sulla commemorazione rimane inoltre la questione più dolorosa e irrisolta che accompagna questa vicenda dal 2010: la ricerca della piena verità sull’omicidio del sindaco di Pollica. «Dopo sedici anni siamo ancora qui a fare la stessa domanda», affermano Dario e Massimo Vassallo, tornando a chiedere perché Angelo Vassallo sia stato ucciso e ribadendo che, dal loro punto di vista, nessuna cerimonia potrà mai sostituire verità e giustizia.
Angelo Vassallo fu assassinato la sera del 5 settembre 2010. Sindaco di Pollica e figura divenuta simbolo di un modello amministrativo legato alla legalità, alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio, è rimasto nel corso degli anni un punto di riferimento per numerose iniziative dedicate alla buona amministrazione e all’impegno civile. La stessa Fondazione che porta il suo nome indica ancora oggi legalità e ambiente come i cardini della propria attività.
Ed è proprio su questi valori che Dario Vassallo e Massimo Vassallo intendono riportare l’attenzione. Per i due fratelli, infatti, il modo più autentico per ricordare Angelo non passa esclusivamente attraverso una corona di fiori o una cerimonia pubblica, ma attraverso la conoscenza della sua storia, delle sue idee, del lavoro svolto da amministratore e del rapporto costruito con il territorio.
La mancata partecipazione alla commemorazione del 5 settembre assume così il significato di un gesto di protesta. «Noi Angelo lo ricorderemo sempre, ma non attraverso una passerella», affermano i vertici della Fondazione, assicurando che continueranno a raccontarne la vita e l’impegno.
La posizione espressa alla vigilia del sedicesimo anniversario è quindi inequivocabile: prima delle celebrazioni, secondo la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, viene il rispetto quotidiano della memoria; prima delle parole, la cura dei luoghi; prima della retorica, la necessità di arrivare alla verità e alla giustizia.
Per Dario Vassallo e Massimo Vassallo, Angelo non può diventare soltanto una data da ricordare ogni 5 settembre. È un fratello, un sindaco, una storia che continua a interrogare il Cilento e l’Italia. Ed è proprio alla vigilia dei sedici anni dall’omicidio che la Fondazione sceglie di ribadirlo con la sua protesta più esplicita: la memoria del Sindaco Pescatore, sostengono, non può vivere un solo giorno all’anno.
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Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
