Napoli celebra i suoi 2500 anni con un progetto culturale di respiro internazionale che intreccia memoria, arte, musica e innovazione digitale. Napoli rivive la grande scena. I figurini teatrali a Napoli per un immaginario della storia della musica lirica italiana patrimonio dell’umanità è la mostra ideata e realizzata dall’Università Suor Orsola Benincasa insieme al Comitato Nazionale Neapolis 2500, con l’obiettivo di raccontare al mondo la straordinaria stagione del melodramma europeo che proprio a Napoli trovò uno dei suoi epicentri creativi più alti.
L’esposizione nasce come uno dei momenti più significativi delle celebrazioni ufficiali per l’anniversario della città e si propone come un viaggio nella storia della scena teatrale ottocentesca attraverso figurini, bozzetti e costumi che hanno animato i Reali Teatri di Napoli e i principali palcoscenici italiani ed europei. Un patrimonio visivo e culturale che documenta centinaia di titoli, personaggi e interpreti, restituendo l’immaginario dell’opera lirica italiana nel suo momento di massimo splendore Comunicato Stampa Napoli rivive….
Il valore simbolico dell’iniziativa è stato sottolineato anche dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, che ha definito la mostra un tassello centrale del programma dedicato a una Napoli sempre più protagonista sulla scena internazionale. Sulla stessa linea il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha evidenziato come il genius loci partenopeo rappresenti non solo un modello culturale ma anche una risorsa economica e sociale capace di generare innovazione e sviluppo per l’intero Paese Comunicato Stampa Napoli rivive….
Cuore storico dell’esposizione sono i figurini teatrali della Collezione Pagliara, realizzati dai più importanti figurinisti attivi nell’Ottocento per vestire prime donne e compagnie di canto e di ballo impegnate in opere di Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi e Gaetano Donizetti, con scenografie firmate da maestri come Pasquale Canna e Pietro Venier. Disegni rifiniti a grafite o a china, acquerelli e tempere raccontano un secolo di melodramma europeo, con un linguaggio visivo che alterna suggestioni storiche, mitologiche, letterarie ed esotiche, riflettendo al tempo stesso le mode e le tensioni culturali dell’epoca Comunicato Stampa Napoli rivive….
Accanto al materiale grafico, la mostra propone una sezione centrale di forte impatto scenico ed emozionale: i costumi di scena ricreati a partire dai figurini storici. Le nuove realizzazioni, curate da Odette Nicoletti in collaborazione con Luigi Benedetti, traducono il disegno in materia viva, permettendo al pubblico di cogliere tecniche sartoriali, tessuti e soluzioni formali. Particolarmente significativo è il lavoro ispirato ai figurini di Filippo del Buono, figura chiave della produzione costumistica napoletana per oltre quarant’anni, con riferimenti a balli come Il Talismano, L’Amadriade, Saida e Zoraide, alcuni dei quali mai andati in scena nell’Ottocento e oggi finalmente “visibili” nella loro dimensione tridimensionale Comunicato Stampa Napoli rivive….
Elemento distintivo e fortemente innovativo del progetto è il camerino virtuale, una vera e propria esperienza immersiva che unisce realtà virtuale, ologrammi, body tracking e videoproiezioni. Questo spazio digitale ricrea l’atmosfera intima del camerino teatrale, trasformando il visitatore da spettatore passivo a protagonista attivo di una messa in scena contemporanea. È qui che il dialogo tra scienze umane e nuove tecnologie, da anni al centro della ricerca dell’Ateneo, diventa esperienza concreta di fruizione culturale, come sottolineato dal Rettore Lucio d’Alessandro.
La mostra è visitabile a ingresso libero presso l’Università Suor Orsola Benincasa fino al 12 febbraio, per poi intraprendere un viaggio internazionale che toccherà gli Istituti Italiani di Cultura di Strasburgo e Praga, portando nel mondo l’eredità lirica e teatrale di Napoli come patrimonio culturale condiviso.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)







