Ci sono luoghi che non si limitano a custodire documenti, ma conservano l’identità profonda di una città. A Napoli uno di questi luoghi esiste da oltre un secolo ed è l’Emeroteca Tucci, straordinario archivio di giornali, libri e testimonianze cartacee che attraversano quattro secoli di storia. A raccontarne l’anima, la genesi e il valore culturale è Lino Zaccaria, giornalista di lungo corso, nel suo nuovo libro La memoria di carta, pubblicato da Giannini Editore nella collana Sorsi.
Il volume sarà presentato giovedì 22 gennaio alle ore 11 presso l’Emeroteca-Biblioteca Tucci, ospitata nello storico Palazzo delle Poste di piazza Matteotti, nel cuore del centro di Napoli. Un luogo simbolico che diventa esso stesso protagonista del libro: non semplice contenitore di carta, ma organismo vivo, attraversato da generazioni di giornalisti, studiosi, ricercatori e scrittori provenienti da tutto il mondo.
Alla presentazione interverranno Salvatore Maffei, presidente del consiglio direttivo dell’Emeroteca Tucci e anima instancabile dell’istituzione da oltre cinquant’anni, Giulia Giannini per Giannini Editore, Vincenzo Di Vincenzo, direttore de Il Mattino, la giornalista e scrittrice Donatella Trotta e Marcello Andria, docente di Bibliografia all’Università di Salerno. A moderare l’incontro sarà Tiuna Notarbartolo, giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.
La memoria di carta è costruito come un saggio-intervista, una conversazione colta e appassionata che ripercorre la storia dell’Emeroteca Tucci dalla sua fondazione nel 1907, quando nacque come risposta concreta alle esigenze dei giornalisti napoletani che avevano bisogno di consultare copie arretrate dei quotidiani nazionali. Da quella prima raccolta, voluta dal Sindacato dei Corrispondenti, l’Emeroteca ha attraversato il Novecento, cambiando sedi e ampliando il proprio patrimonio fino a diventare uno degli archivi più importanti d’Europa.
Oggi l’Emeroteca Tucci custodisce oltre diecimila collezioni di periodici italiani e stranieri, con testate che risalgono al 1648, trecentomila volumi – di cui duecento unici al mondo – e cinquantamila libri che comprendono incunaboli, edizioni rarissime del Cinquecento e del Seicento, lettere autografe di artisti e scrittori degli ultimi quattro secoli e una collezione eccezionale di manifesti futuristi. Un patrimonio che fa dell’Emeroteca non solo un luogo di conservazione, ma uno spazio di ricerca e di memoria attiva, in cui la storia del giornalismo si intreccia con quella politica, culturale e sociale del Paese.
Nel libro di Lino Zaccaria, la carta diventa metafora della memoria collettiva: fragile e resistente insieme, esposta al tempo ma capace di attraversarlo. L’autore, che ha lavorato per oltre quarant’anni al Il Mattino di Napoli, porta nel testo la sua esperienza diretta di giornalista e di testimone, restituendo al lettore il senso profondo di un mestiere che nasce e si forma proprio tra le pagine dei giornali.
La memoria di carta è anche un atto d’amore verso Napoli, città stratificata e complessa, che nell’Emeroteca Tucci trova uno dei suoi archivi più silenziosi e preziosi. Un libro agile, accessibile, ma denso di significato, che invita a riflettere sul valore della documentazione, sulla responsabilità della conservazione e sul ruolo della memoria nell’era digitale.
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