Dal 18 al 29 marzo 2026 il Teatro Mercadante di Napoli accoglie uno degli appuntamenti più attesi della stagione con Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, affidato alla regia di Andrea Baracco e interpretato da Silvio Orlando nel ruolo di Ciampa, figura centrale e tormentata di uno dei testi più celebri del repertorio pirandelliano. La tappa napoletana si inserisce nella tournée 2026 dello spettacolo e rappresenta un ritorno di grande rilievo per Orlando sul palcoscenico partenopeo, in un’opera che continua a interrogare il presente attraverso il paradosso, la ferita dell’identità e il confine instabile tra verità sociale e follia.
L’interesse di questo allestimento sta soprattutto nello sguardo scelto da Andrea Baracco, che libera Pirandello dalle letture più scolastiche e irrigidite, restituendolo a una dimensione viva, passionale, attraversata da tensioni concrete e da una dolorosa umanità. Nelle note di regia, il regista insiste sul fatto che Pirandello non sia un autore da rinchiudere in formule, ma un drammaturgo capace di cogliere la deformazione del mondo, la crisi dell’io, il grottesco delle convenzioni e la disperazione nascosta dietro la maschera sociale. È da questa prospettiva che prende forma il suo Ciampa, non come semplice emblema filosofico, ma come uomo ferito, umiliato, ironico e tragico insieme, sospeso continuamente tra riso e angoscia.
Per Silvio Orlando, questo incontro con l’universo pirandelliano segna un passaggio artistico significativo. Il suo Ciampa viene presentato come un personaggio “strapieno di tragica umanità”, secondo le stesse parole richiamate dalla tradizione critica e dalle lettere di Pirandello, ed è proprio questa densità umana a promettere uno spettacolo capace di andare oltre il classico allestimento di repertorio. Orlando, attore da sempre capace di muoversi con straordinaria precisione tra comicità, amarezza e introspezione, sembra particolarmente adatto a rendere le fratture interiori del protagonista, la sua apparente remissività, il sarcasmo che lo difende e insieme il precipizio emotivo che lo attraversa.
Attorno a lui si muove un cast composto da Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri e Marta Nuti, mentre l’impianto creativo si completa con le scene di Roberto Crea, i costumi di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Simone De Angelis e il sound design di Giacomo Vezzani. La revisione linguistica del testo è firmata da Letizia Russo e dallo stesso Andrea Baracco, elemento che suggerisce una particolare attenzione alla parola scenica e alla sua efficacia contemporanea, senza tradire la sostanza dell’opera. La produzione è di Cardellino srl in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria e Teatro Stabile di Bolzano.
Il valore di Il berretto a sonagli resta intatto proprio perché il testo mette in scena un meccanismo sempre attuale: il conflitto tra individuo e giudizio collettivo, tra dignità privata e recita pubblica, tra verità e convenienza. Nella lettura di Baracco, questo non diventa però un esercizio intellettuale, ma un dispositivo teatrale teso, carnale, perfino crudele. Il risultato annunciato è un Pirandello meno museale e più necessario, capace di parlare a un presente segnato da identità fragili, relazioni deformate e sistemi sociali che impongono maschere per sopravvivere. In questa chiave, il riso amaro evocato dal sottotitolo del comunicato non è una formula promozionale, ma la vera chiave di lettura dello spettacolo: si ride, ma di un riso che scopre la ferita.
La permanenza napoletana al Teatro Mercadante è fissata dal 18 al 29 marzo 2026, con undici repliche complessive e una durata di 1 ora e 30 minuti in atto unico. Dopo Napoli, la tournée proseguirà al Teatro Comunale di Bolzano dal 9 al 12 aprile, al Teatro Strehler del Piccolo di Milano dal 14 al 26 aprile e al Teatro Carignano di Torino dal 28 aprile al 10 maggio. Sul sito ufficiale del Teatro di Napoli l’evento risulta inserito nella stagione 2025-2026 del Mercadante, con scheda dedicata e calendario degli spettacoli.
Per Napoli, dunque, non si tratta soltanto dell’arrivo di un classico, ma di un vero evento teatrale: da un lato la forza senza tempo di Pirandello, dall’altro la sensibilità di un interprete come Silvio Orlando e di un regista come Andrea Baracco, capaci di riportare al centro la vibrazione emotiva, il dolore e la contraddizione di un testo che continua a raccontare la follia del vivere civile. Il berretto a sonagli torna così a farsi specchio del presente, mostrando che sotto la superficie del decoro sociale si agitano ancora paura, umiliazione, desiderio di riscatto e bisogno disperato di salvare la propria immagine davanti agli altri. Ed è proprio in questa zona di attrito, tra maschera e verità, che il teatro di Pirandello continua a rivelarsi modernissimo.
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(foto di Laila Pozzo fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



